16 aprile 2018

Fatturazione elettronica, via alla “rivoluzione” il primo luglio

Il cambiamento legato all’obbligatorietà della fatturazione elettronica per i rifornimenti di carburante nell’ambito dell’attività professionale coinvolgerà tutte le aziende, ma avrà un diverso impatto a seconda delle dimensioni e dell’organizzazione adottata dalle stesse nel quadro della gestione del parco veicolare.

Procediamo però per gradi. Il riferimento normativo legato alla disposizione di cui sopra si trova all’interno della Legge 205 del 27 dicembre 2017 o “Legge di Bilancio 2018“.

Il comma 920 riporta questa specifica: “Gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto devono essere documentati con la fattura elettronica“.

L’obbligo non si applica tuttavia “nei confronti di clienti che acquistano al di fuori dell’esercizio di impresa, arte e professione“.

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Condizione ineludibile, strettamente connessa alla disciplina della fatturazione elettronica, è che “le spese per carburante per autotrazione sono deducibili […] se effettuate esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari […]”.

L’utilizzo di uno strumento di pagamento tracciabile è uno step già conseguito da quelle aziende che si sono dotate di “fuel card” (all’italiana “carte carburante”). Come CartissimaQ8, offerta dalla oil company della Doppia Vela.

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SCHEDA CARBURANTE PROSSIMA ALLA PENSIONE

Per le altre aziende, che ancora si appoggiavano – ai fini della deducibilità e delle detrazioni fiscali – alla “scheda carburante” introdotta dalla Legge n. 31 del 21/02/1977 all’articolo 2ora abrogato -, i processi sono destinati a subire una radicale rivoluzione a partire dal prossimo primo luglio 2018.

Nel formulare il documento, il Governo ha infatti previsto una finestra temporale di adeguamento, posticipando l’entrata in vigore dell’obbligatorietà di emissione di fattura elettronica alla data di cui sopra e, invece, al primo gennaio 2019 per le transazioni tra privati.

Gli acquisti di carburante in contanti non daranno quindi più diritto a esporre, per il recupero fiscale, le spese affrontate alla stazione di rifornimento, anche se ricomprese all’interno di esborsi legati alla propria attività professionale.

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