Torino: torna il Salone “a cielo aperto”. Andrea Levy: “Il nostro Motor Show è per tutti”

Ha aperto ufficialmente i battenti ieri il Salone dell’Auto di Torino 2016, seconda edizione del Motor Show che si svolge fino a domenica a cielo aperto, nella suggestiva cornice del Parco Valentino. Un’edizione caratterizzata da numeri importanti: 43 Case partecipanti e una ventina di anteprime nazionali, che vengono esposte su pedane identiche fra loro, per esaltare l’aspetto del design. Tra le più attese, nel capoluogo piemontese sono protagoniste la nuova Seat Ateca, la Fiat 500S, la nuova Renault Scenic, il Maserati Levante e l’Alfa Romeo Giulia. Poco prima del taglio del nastro e dell’apertura ufficiale della kermesse abbiamo incontrato Andrea Levy, presidente del Salone dell’Auto di Torino e ideatore della manifestazione.

VIDEO: INTERVISTA A ANDREA LEVY, PRESIDENTE SALONE DELL’AUTO DI TORINO 

SALONE A CIELO APERTO

“L’idea è nata per ridare all’Italia un Salone dell’Auto – sottolinea Andrea Levy -: serviva un nuovo concept per attirare le Case, quindi abbiamo creato il primo Motor Show all’aperto, con ingresso gratuito e un orario d’apertura prolungato fino alle 24″. L’obiettivo che sta alla base del Salone dell’Auto di Torino 2016, sottolinea il manager, è quello di consentire anche “a un pubblico di giovani e famiglie di avvicinarsi all’automobile, perchè portiamo le vetture in un parco cittadino”.

OBIETTIVI

Come ha sottolineato il sindaco di Torino, Piero Fassino, poco prima del “taglio del nastro” il progetto è nato per riportare in auge il più storico tra tutti i Saloni dell’Auto italiani, quello del capoluogo piemontese. Levy, però, preferisce evitare paragoni, sia con il passato, sia con il Motor Show di Bologna. “Siamo contenti di aver creato un nuovo format e diventerà un Salone annuale – osserva il presidente del Salone dell’Auto di Torino – Quest’anno attendiamo 500mila persone: numeri da Salone internazionale, che potranno crescere con il contributo delle Case”. La differenza con il Motor Show di Bologna, secondo Levy, è evidente. “Puntiamo sull’esposizione di veicoli, ma non abbiamo intrattenimento” conclude il manager.

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