20 Ottobre 2018

Perché i Saloni dell’Auto vengono disertati da molte Case?

Inauguriamo questa settimana una nuova rubrica, in cui proveremo a dare una risposta, attraverso dati e voci di esperti, a una domanda di stretta attualità. Cominciamo dai Saloni dell’Auto, che vengono sempre più disertati da illustri brand.

I Saloni dell’Auto, lo abbiamo visto al recente Salone di Parigi 2018, non sono più un appuntamento al quale bisogna esserci a tutti i costi. Certo, mantengono la loro importanza agli occhi delle Case, ma la presenza non è, come in passato, un obbligo da rispettare religiosamente.

Salone di Ginevra foto generica

E non stiamo parlando di Motor Show nazionali. Stiamo parlando di Saloni dell’Auto internazionali, come quello andato in scena sotto la Tour Eiffel, che ha visto l’assenza di nomi illustri, dai brand del Gruppo FCA (esclusi i premium Ferrari e Maserati) a Ford, da Volvo a Nissan, fino a Mazda e Volkswagen.

Approfondisci: tutte le novità del Salone di Parigi 2018

SALONI DELL’AUTO: ESSERCI O NON ESSERCI?

Che qualcosa fosse cambiato rispetto al passato, lo avevamo intuito agli ultimi Motor Show di Ginevra (di gran lunga l’appuntamento mondiale più importante per il mondo delle quattro ruote), che hanno visto sempre qualche assenza. Stesso discorso, in maniera ancora più evidente, per Detroit.

L’approccio delle Case, infatti, è cambiato. La domanda che i Costruttori si pongono è: vale davvero la pena di esserci? La risposta, evidentemente, è: se ci sono novità di prodotto importanti o qualcosa di altrettanto fondamentale da comunicare a livello mondiale sì, altrimenti si può anche dire “grazie no” all’appuntamento del Salone. Che, questo sì, rimane pur sempre una vetrina di grande visibilità.

UNA QUESTIONE DI INVESTIMENTO

Quello che c’è sotto, in fondo, è una questione di budget. E la conferma arriva da una voce illustre, quella di Andrea Levy, presidente del Salone dell’Auto di Torino, che comunque sottolinea subito che “i Saloni hanno ancora grande interesse per tutti gli appassionati”.

Ma allora perché i Saloni dell’Auto vengono disertati da illustri brand? Il punto, secondo Levy, è che i Motor Show tradizionali “richiedono grandi investimenti da parte dei Costruttori per pochi giorni”. Investimenti negli stand, nella logistica e nella movimentazione delle persone.

Guarda: Salone di Torino 2019, ecco come sarà

VERSO NUOVE FORMULE

A questo proposito, il Salone dell’Auto di Torino ha inaugurato una formula diversa, che nella sua semplicità richiede costi più bassi e sta ottenendo successo. “Proponiamo stand tutti uguali” spiega Levy, puntando sul fascino della location, il Parco Valentino. Un format che piace ai Costruttori, che, anche grazie all’ingresso gratuito e prolungato per tutta la giornata, hanno la possibilità di mostrare i nuovi modelli non solo agli appassionati, ma anche a un pubblico decisamente più ampio.

Oltre al Salone di Torino, le Case stanno guardando con interesse ad altri eventi. Che ai loro occhi sono appetibili tanto quanto i Saloni tradizionali, se non di più. Due esempi sono il CES di Las Vegas (ecco le novità dell’ultima edizione) e il Mobile World Congress. D’altra parte le sfide future dei Costruttori si giocano sul campo della tecnologia.

La pura auto (intesa come ferro), pur mantenendo il suo appeal emozionale, è solo un punto di partenza. La nostra riflessione finale è che, per restare al passo con i tempi, i Saloni dell’Auto dovranno gioco forza introdurre nel loro format qualcosa di innovativo.

Tag

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia