Come funziona la sanificazione auto con perossido di idrogeno?

Il perossido di  idrogeno (acqua ossigenata) è tra i disinfettanti più noti. Si può impiegare anche nella sanificazione delle auto. Non dà problemi di salute e, se usato nella concentrazione corretta, non danneggia l'abitacolo.

Come funziona la sanificazione auto con perossido di idrogeno? Il prodotto a base di perossido di idrogeno  (H2O2) viene nebulizzato nell’abitacolo, entrando in contatto con tutte le superfici.

Il perossido di  idrogeno (acqua ossigenata) è tra i disinfettanti più noti, usato anche in campo sanitario. Ne abbiamo parlato con Andrea Miano, biotecnologo, docente di tossicologia  e direttore scientifico dell’azienda di disinfezione Techno Earth Biosolutions.

LA SANIFICAZIONE CON PEROSSIDO DI IDROGENO

Al contrario di altri prodotti per la disinfezione quotidiana, che possono avere una profumazione, il perossido di idrogeno non rilascia odori. Ha un potere inquinante nullo ed è sicuro per la salute delle persone.

Ma come avviene la sanificazione auto? “La concentrazione di perossido di idrogeno deve essere sotto l’8% e la sanificazione deve essere fatta solo al bisogno. Una concentrazione troppo alta di perossido di idrogeno può portare all’ossidazione delle parti metalliche ed elettriche dell’abitacolo. Se la sanificazione è fatta con alta frequenza si può ridurre ulteriormente la concentrazione.  Altrimenti, per fare un paragone, è come prendere l’antibiotico con 37 di febbre: eccessivo e controproducente”, commenta Miano.

Ma quale è la frequenza corretta? “Va valutata caso per caso: se si tratta di  auto al rientro da un periodo di  noleggio io la farei. Eviterei di procedere alla sanificazione dopo che l’elettrauto ha montato una lampadina, ad esempio”, commenta l’esperto.

Quanto può costare la sanificazione? “Orientativamente dai 15 ai 30 euro, ma non si è ancora creato un mercato tale da potere rispondere con precisione”, spiega Andrea Miano.

LE INDICAZIONI DEL MINISTERO

Pur non esprimendosi contro la disinfezione con perossido di idrogeno (al contrario di quella con l’ozono), il Ministero della Salute, per la pulizia dell’auto, raccomanda  semplicemente l’utilizzo di un panno con un preparato a base di alcol.

Leggi anche: Sanificazione auto: facciamo chiarezza (con l’Istituto Superiore di Sanità)

Commenta Miano: “Credo che il Ministero potrebbe non limitarsi all’alcol e dare indicazione di utilizzare prodotti di comprovata capacità di disinfezione.  L’alcol, se usato più volte al giorno – pensiamo ai taxi – può rilasciare vapori e portare alla opacizzazione. Magari il prossimo Dcpm allargherà la forbice dei prodotti utilizzabili, anche perché l’alcol è sempre più introvabile”.

COME ORIENTARSI TRA CHI FA SANIFICAZIONE

Il bisogno di sanificazione nato da Covid, ha creato tante nuove società di punto in bianco. Il mercato negli ultimi mesi è esploso: “Se tre mesi fa avrei detto che il 90% era in regola adesso non andrei oltre al 20%”, commenta Miano. “Molti hanno pensato di improvvisarsi sanificatori, ad esempio acquistando macchine ozonizzatrici. L’ozono non è iscritto come biocida e se si sbaglia la concentrazione ci possono essere grosse problematiche per la vettura”, spiega Miano.

Le società autorizzate devono essere iscritte in Camera di Commercio come attività di sanificazione e sulla visura camerale deve essere scritto il responsabile tecnico dell’azienda, che deve essere assunto.

A chi rivolgersi per la sanificazione auto

Ma a chi rivolgersi per la sanificazione auto? È improbabile che chiunque abbia un’auto o gestisca una flotta possa affidarsi ogni volta a una società di sanificazione. Viene fatto in casi particolari, come per la sanificazione di ambulanze o dei mezzi per la raccolta porta  a porta di rifiuti nelle famiglie in quarantena (in provincia di Ferrara, ad esempio, si è scelto di destinare un solo mezzo alla raccolta di rifiuti nelle case di persone in quarantena, e di sanificarlo ogni sera).

In generale, però, più che la sanificazione in sé le società specializzate saranno impiegate per la creazione di un protocollo certificato e controllato. “Alla concessionaria che vuole vendere la sanificazione ai clienti serve l’appoggio di chi vende un protocollo, non una macchina. Bisogna affiancarsi ad un’azienda che può seguire la concessionaria, l’officina, la flotta aziendale”, commenta Miano. Nel frattempo, essenziale garantire quanto previsto dall’Iss: il prodotto a base alcolica per la pulizia dell’auto.

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