I 5 falsi miti da sfatare sulla scatola nera in auto (5)

La scatola nera è sempre più diffusa sulle auto di nuova generazione, ma il suo utilizzo è da tempo al centro dei dibattiti. E' obbligatoria? Come regolarsi con la privacy? Cosa porta effettivamente l'auto ad essere connessa? Proviamo qui a sfatare alcuni falsi miti sulla black-box.

5) LA SCATOLA NERA AUMENTA I COSTI DELLA POLIZZA ASSICURATIVA

A proposito di fare cultura, occorre tornare al tema, sempre cruciale, dei costi. Perché, come è ovvio che sia, la scatola nera ha un costo. Quindi, secondo una convinzione diffusa, la black-box contribuisce ad aumentare i costi assicurativi. In realtà non è così. Attraverso la scatola nera, infatti, per fare solo un esempio, è possibile ricostruire esattamente la dinamica di un incidente. Ma è anche possibile stabilire, tramite la registrazione di accelerazioni e frenate, lo stile e il comportamento di guida del driver

scatola nera polizza assicurativa

Questa capacità di ricostruzione fa bene ai costi. I dati trasmessi dalle scatole nere, per questo motivo, possono essere utilizzati dalla compagnia assicurativa per offrire una copertura RC Auto personalizzata. La compagnia può ottenere e  consultare i dati in caso di sinistro, oppure per calcolare il premio dovuto nel caso delle assicurazioni a consumo, ovvero quelle costruite sulla base delle abitudini di guida. In tal senso, la black-box può diventare una vera e propria alleata del risparmio. 

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