26 Giugno 2011

Seat Alhambra: flessibilità integrale

Le monovolume di segmento D stanno tornando. Negli ultimi anni avevano ceduto il passo ai modelli di categoria inferiore, più compatti ma anche dotati di abitacoli meno capaci. Oggi, nel clima di euforia per Suv e crossover, dello spazio in un certo senso alcune categorie di utilizzatori fanno anche a meno. Chi cerca un veicolo realmente versatile e adattabile ai maxi-carichi, invece, torna a scegliere le monovolume medio-grandi perché tale è loro specialità. Vedi la nuova Alhambra.

4X4 – L’introduzione della versione con trazione integrale permanente, abbinata al propulsore “cavallo di battaglia” del Gruppo Volkswagen – il 2.0 TDI common rail da140 Cv – rappresenta una concreta opportunità di crescita per questo modello che, insieme alla Sharan (rispetto alle concorrenti Ford Galaxy, Ford S-Max, Renault Espace), costituisce l’unica alternativa dotata di trazione sulle quattro ruote. Di fatto, per alcune categorie di driver, la 4×4 è una scelta determinata da ragioni pratiche oltre che psicologiche, legate alla sicurezza di marcia e all’affidabilità dell’auto in condizioni meteorologiche difficili o in contesti in cui il clima e la latitudine condizionano permanentemente il modo di viaggiare. Per altri tipi di utilizzatori, invece, la trazione integrale rappresenta un plus da sfruttare saltuariamente, ma al quale non si vuole rinunciare visto che si viaggia su auto di una certa importanza, sia in termini di dimensioni e massa, sia in termini prestazioni e comfort. Per entrambe le categorie, l’Alhambra 4×4 è una proposta razionale: la sua ricetta è una buona sintesi tra qualità “alla tedesca” e prezzo accessibile.

EFFICIENZA – Riuscire a contenere il consumo di una vettura di dimensioni importanti (4,85 x 1,90 metri e 1,72 di altezza, per di più a trazione integrale) in soli 6 litri di gasolio dichiarati per 100 km è senza dubbio un buon risultato. Anche su questa nuova versione la propulsione è Ecomotive, definizione che prevede la presenza del sistema start/stop. Ma non è l’unico dispositivo dedicato alla ricerca dell’efficienza energetica: la nuova Alhambra 4×4 monta infatti un sistema di trazione integrale permanente con frizione idraulica a gestione elettronica (elemento centrale del sistema Haldex) che si distingue per rapidità di risposta ed efficienza su diversi tipi di fondo stradale. Rispetto ai sistemi precedenti, infatti, la nuova frizione a lamelle in bagno d’olio è controllata esclusivamente in modo elettronico: la pressione dell’olio che occorre per chiudere o aprire la trasmissione della potenza alle ruote posteriori è regolata da una pompa che manda in pressione un serbatoio d’olio. La rapidità con cui questa nuova frizione Haldex entra in funzione è superiore a quella di sistemi che reagiscono alla differenza di giri tra le ruote anteriori e posteriori, per esempio. Dal punto di vista telaistico, poi, la presenza dello schema di sospensioni multi-link al retrotreno contribuisce alla buona guidabilità della vettura, a prescindere dagli aiuti elettronici.

RICCA NEGLI EQUIPAGGIAMENTI – La Casa propone la nuova Alhambra 4X4 in allestimento Style con una buona dote di partenza. In ottica flotte, ciò significa: 7 airbag, incluso quello per le ginocchia lato guida, indicatore pressione pneumatici, cerchi in lega da 16 pollici, specchietti ripiegabili elettricamente, Seat Sound System 2.0, supporto lombare elettrico sul sedile del guidatore, specchietto interno con funzione antiabbagliamento automatica, volante multifunzione, vetri posteriori oscurati, mancorrenti sul tetto e regolatore di velocità. Nel mondo degli equipaggiamenti a richiesta si trovano poi le sospensioni posteriori autolivellanti, i cerchi in lega da 17” e da 18”, la connessione Bluetooth per telefono cellulare, i seggiolini per bambini integrati e gli airbag laterali per la seconda fila di sedili. Pezzo forte dell’elenco sono, però, i pacchetti: il Sound pack, per esempio (che comprende lettore Mp3, caricatore 6 Cd e sensori di parcheggio anteriori e posteriori), costa solo 125 euro. E ce ne solo altri 12 che consentono di personalizzare e soprattutto arricchire l’auto di optional senza stravolgere il prezzo di partenza.

MASSIMA VERSATILITA’ – Nell’abitacolo c’è spazio a volontà. Il design sobrio e funzionale degli esterni non pregiudica – anzi, esalta – la capacità interna. Gli arredi sono ben fatti, i materiali robusti, colorati in tinte discrete, abbastanza serie. Per chi trascorre tante ore in auto, il risultato è un’atmosfera che non stanca: l’abbondante distanza tra le sedute e il pavimento crea comfort e i sedili hanno imbottiture consistenti e piene. Proprio i sedili sono uno dei maggiori punti forti della Alhambra: quelli della seconda fila dispongono di un’ampia corsa di spostamento, di una regolazione precisa dell’inclinazione dello schienale e della funzione EasyFold per l’abbattimento. Numerosi i vani portaoggetti, tra i quali un cassetto frontale richiudibile, che può essere climatizzato. In fatto di accessibilità, le porte scorrevoli in genere hanno poca concorrenza: quelle della Alhambra, in particolare, sono grandi e regolari nella forma. Una volta aperte, liberano un’ampia area di passaggio. Aggiungere lo scorrimento elettrico è un po’ costoso (940 euro, che comprendono però anche la servoassistenza del portellone posteriore), ma l’operazione di apertura/chiusura viene resa ancora più comoda. Infine, anche il bagagliaio è decisamente spazioso: 2.430 litri la capienza dichiarata (quasi 2,5 metri cubi) abbattendo la seconda fila di sedili,

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