Prodotti finanziari, la nostra panoramica approfondita

A proposito dei servizi per le flotte aziendali, continuiamo la nostra panoramica sui prodotti finanziari, che consentono ai gestori delle flotte aziendali di avere un’ampia scelta, che va aldilà del noleggio a lungo termine.

LA SVOLTA DELLE CAPTIVE – L’ammontare di una “rata” da pagare dipende dal prezzo del veicolo, dall’anticipo che si intende versare, dal tempo nel quale si decide di restituire l’importo prestato e, ovviamente, dal tasso di interesse (+ spese varie) applicato dalla banca all’operazione di prestito. E ciò vale per qualsiasi tipo di veicolo, marca, modello, età, dotazioni, caratteristiche. Perché si tratta di un’operazione finanziaria. In realtà, ci sarebbero tante altre variabili importanti da tenere in considerazione: il VR del veicolo al termine del piano di finanziamento ipotizzato, il ciclo di vita del modello, gli aggiornamenti ecologici e di sicurezza, il successo di pubblico, la disponibilità sul mercato, gli obiettivi di vendita, i costi di gestione, per arrivare persino all’appetibilità del colore della carrozzeria o degli optional presenti. A voler scendere nel dettaglio, si aprono scenari di specificità, che sono meglio valutati dalle società “captive”, ovvero le finanziarie appartenenti ai Gruppi automobilistici. Il calcolo del valore residuo, infatti, è al centro delle strategie dei noleggiatori, che tarano il canone di locazione in base alla rivedibilità del veicolo. E da questo tipo di esperienza è l’evoluzione dei prodotti finanziari con “balloon”, ovvero maxi-rata finale, oggi protagonisti assoluti nella comunicazione pubblicitaria associata alle auto.

VALORE FUTURO GARANTITO – Un tormentone del momento: è il valore che la rete di vendita riconosce al veicolo, guidato dal cliente per la durata del contratto di finanziamento, al momento del pagamento dell’ultima rata. Se il cliente decide di tenere il veicolo, pagherà il “balloon”, se decide di restituirlo al concessionario, questi lo acquisterà dal cliente al valore stabilito in sede di sottoscrizione del finanziamento. Con l’obiettivo, naturalmente, di proporre immediatamente un nuovo veicolo al cliente in sostituzione di quello restituito. In pratica la logica è simile a quella del Nlt, dove l’utilizzatore cambia auto ad ogni contratto. E dal punto di vista economico accade lo stesso nel leasing finanziario, quando il cliente non esercita la cosiddetta “opzione di riscatto” finale e lascia il veicolo al locatore. Ecco che, allora, il finanziamento classico inizia ad assomigliare ad una formula più adatta alle auto aziendali. E in questo campo, le finanziarie captive possono vantare maggiore accuratezza nell’offerta in base alle caratteristiche del veicolo: lavorando di concerto con le Case e le reti di distribuzione dei veicoli, possono anche condividere investimenti per sostenere un certo modello in un certo periodo, per esempio.

FORMULE FULL SERVICE – Ma se ci si concentra sull’uso professionale dell’auto, al “ferro” vanno abbinati servizi di gestione. Per sgravare il cliente dalle tipiche incombenze, magari trasferendo nel contempo i vantaggi di un maggiore potere negoziale di un grande operatore nel settore. La più famosa formula, in questo senso, è quella basata sul leasing finanziario: si individua l’auto, o il veicolo commerciale, si versa un anticipo, si corrispondono i canoni periodici (di solito mensili) che comprendono tutti i servizi (bollo, assicurazione, manutenzione, cambi gomme, veicolo sostitutivo, garanzia guasti) e quindi, al termine della locazione, si esercita l’opzione finale: riscattare il mezzo, diventandone proprietari, o restituire al locatore. Per l’abbondanza di servizi è tradizionalmente un prodotto più costoso di un leasing tradizionale per cui la sua diffusione in Italia è sempre stata limitata. Alterne vicende lo hanno portato tanto in auge quanto poi nel dimenticatoio: nonostante nelle dichiarazioni delle finanziarie sarebbe sempre stato sul punto di espandersi, in realtà è sempre stato tenuto sotto controllo dal noleggio, suo prodotto complementare ma anche potenzialmente più vantaggioso in base al tipo di utilizzo del veicolo. Di solito, infatti, il Nlt viene preferito, come formula d’uso pura e semplice, perché più leggero negli adempimenti burocratici conclusivi e senza alcuna finalità di acquisizione del veicolo al termine del contratto.

(Il servizio completo sarà pubblicato sul numero di marzo di Fleet Magazine)

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