18 Marzo 2015

Sicurezza: ESP e TCS, un antidoto alle insidie della strada

La sicurezza, lo ribadiamo, è un aspetto molto importante per le flotte aziendali. Dopo aver introdotto il mese scorso una nuova rubrica sui dispositivi on-board presenti sulle vetture, continuiamo la nostra rassegna questo mese parlando di controllo di stabilità (ESP) e controllo della trazione (TCS).

COS’E’ L’ESP – Dallo scorso novembre è obbligatorio su tutte le auto e i veicoli commerciali leggeri di nuova immatricolazione. Per molti, però, la sigla ESP ha ancora oggi un significato abbastanza ermetico e perfino il suo funzionamento in ottica di sicurezza per le flotte aziendali è spesso poco chiaro. Acronimo di Electronic Stability Program, l’ESP indica il controllo elettronico della stabilità. Basato sull’impianto dell’ABS, mantiene il veicolo in carreggiata agendo sui freni delle singole ruote e, se necessario, riducendo la potenza erogata dal motore. Più semplicemente, il dispositivo “legge” in anticipo il comportamento dell’auto e ne previene il rischio di sbandata, intervenendo con correzioni che consentono di rimediare la situazione. Nel corso degli anni l’ESP ha avuto una vasta diffusione, in quanto, dopo le cinture, è ritenuto dagli esperti il sistema di sicurezza più importante a bordo dei veicoli: può evitare fino all’80% di tutti gli incidenti dovuti a sbandamento.

TCS, UN ALLEATO DEI DRIVER –  Legato all’ESP è il TCS (Traction Control System). Conosciuto anche con altre sigle (ASR, quella di uso più comune, ETC, TCR), impedisce il pattinamento delle ruote motrici in fase di accelerazione. Il controllo di trazione interviene sull’impianto di alimentazione e di accensione del motore per ridurre la potenza se una ruota motrice inizia a slittare. Il sistema agisce anche sui freni, utilizzando alcune componenti dell’ABS. Nel 1971 la Buick ha introdotto per la prima volta questo dispositivo (battezzato Max Trac) sulle trazioni posteriori al top di gamma.

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