20 Febbraio 2015

Sicurezza e hi-tech in primo piano: la nostra nuova rubrica

Sicurezza e hi-tech sono due temi molto attuali per le flotte aziendali. Per questo, abbiamo deciso di inaugurare sul prossimo numero della rivista Fleet Magazine (marzo), che sarà in distribuzione nelle prossime settimane, una rubrica dedicata proprio ai dispositivi elettronici a bordo delle vetture. Il primo strumento che analizzeremo nel dettaglio è l’ABS.

LA NON SICUREZZA E’ UN COSTO – Se le Case stanno infatti spingendo inesorabilmente l’acceleratore sulla tecnologia, la safety dei driver è una conditio sine qua non per i Fleet Manager. Non solo per le intuibili ragioni di incolumità di chi quotidianamente è al volante, ma anche per i costi che la “non sicurezza” comporta.

A PROPOSITO DI ABS… – L’ABS è uno dei termini più popolari tra i vari sistemi elettronici in auto. E’ un sistema di sicurezza indispensabile per le flotte aziendali e, in generale, per chi utilizza la vettura. Acronimo di Antilock Braking System, impedisce il bloccaggio delle ruote in frenata, permettendo di mantenere sempre la direzionalità del veicolo e garantendo spazi di arresto ottimali su ogni fondo stradale (fermando l’auto in condizioni di sicurezza anche nelle frenate più violente). Utilizzato per la prima volta nel 1978, è ormai immancabile nella lista dei sistemi di sicurezza attivi presenti sulle vetture di oggi. E si accompagna con il BAS, un dispositivo elettronico che, in base alla velocità con cui si interviene sul freno, riconosce le situazioni di emergenza e rende subito disponibile la massima forza frenante, anche se la pressione esercitata sul pedale del freno non sia sufficiente.

LA PRIMA VOLTA – Obbligatorio su tutte le auto di prima immatricolazione dal 2004, l’ABS è stato introdotto per la prima volta sulla Mercedes Serie S, in particolare sulla versione 450 SEL. Era il 1978. La prima auto italiana ad adottarlo, invece, fu alcuni anni dopo la Lancia Thema.

(L’articolo completo sarà pubblicato sul numero di marzo di Fleet Magazine)

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