Quanto costa la sicurezza delle Flotte Aziendali?

La sicurezza delle Flotte Aziendali è un tema sempre caldo, specie per il portafoglio delle società. Trasposta nel campo del business, l’equazione comporta un immediato ritorno di natura economica. L’abbiamo sottolineato più volte: il mancato rispetto delle “buone pratiche” al volante da parte dei conducenti assegnatari di un veicolo del parco societario si traduce in maggiori costi per l’impresa stessa.

Nonostante però il tema rappresenti un argomento caldo e sia stato già da tempo affrontato in una survey specifica promossa dall’Osservatorio Top Thousand (“La sicurezza nelle flotte aziendali”), le dimensioni del fenomeno non paiono ancora essersi ridotte in maniera significativa.

Leggi anche: i “nemici” della sicurezza in auto secondo la survey dell’Osservatorio Top Thousand

La valutazione negativa si lega ai risultati di una ricerca a cura di TomTom Telematics, la Business Unit dell’omonima società olandese che opera nei settori del fleet management, dei servizi per le connected car e dell’Internet of Cars.

sicurezza flotte aziendali WEBFLEET TomTom Telematics

I NEMICI PER LA SICUREZZA DELLE FLOTTE AZIENDALI

I risultati, acquisiti su un campione di 400 dirigenti di aziende italiane con un numero minimo di 5 dipendenti, hanno mostrato che oltre 2/3 dei collaboratori (63%) ha dovuto assentarsi dal servizio a seguito di un incidente stradale.

Nell’epoca consacrata alla connettività sempre e ovunque, anche mentre si è impegnati alla guida e null’altro dovrebbe assorbire l’attenzione, è facile immaginare le ragioni alle spalle dei sinistri. Anche DEKRA lo ha fotografato nel suo “Rapporto 2016 sulla sicurezza alla guida”: distrazione, cattive abitudini ed errori alla guida sono responsabili del 90% dei crash.

Statistiche incidenti stradali cause uso cellulare

Sul banco degli imputati finisce per primo lo smartphone e l’attitudine, inversamente proporzionale all’età (più è bassa, maggiore è il pericolo), di tenere monitorate le piattaforme social o di comunicare via chat anche mentre le mani dovrebbero essere tenute sul volante e gli occhi fissi sulla strada. Da questo atteggiamento sconsiderato, come da altre pratiche nemiche della sicurezza, è derivata, secondo i dati diffusi da TomTom Telematics una perdita in termini di produttività per l’82% delle aziende che hanno partecipato alla ricerca.

Una pessima abitudine, sicuramente, che però sembra non essere considerata così grave dal codice della strada.

Di qui il monito lanciato da Marco Federzoni, Sales Director Italia di TomTom Telematics, che sollecita non solo le figure apicali ascoltate, ma le imprese in genere, ad “adottare metodi di lavoro innovativi per ridurre i rischi dei collaboratori con benefici diretti alla propria attività”.

POCHE LE INIZIATIVE CONCRETE PER RIDURRE GLI INCIDENTI STRADALI

È infatti risultato che quasi il 5% del campione della ricerca non verifica la patente dei driver e la corretta ed efficace copertura assicurativa dei veicoli. Il 34% delle aziende sentite se ne occupa manualmente, pur se oggi esistono diverse piattaforme per la gestione delle flotte aziendali, come WEBFLEET di TomTom Telematics, in grado di fornire queste e molto altre informazioni essenziali ai fini della sicurezza del parco societario circolante, come il calendario degli interventi di manutenzione.

TomTom Telematics Frost&Sullivan 2016

“Un approccio consapevole alla sicurezza stradale può portare notevoli vantaggi al proprio business”, ha aggiunto Federzoni. Oltre agli strumenti tecnologici di cui sopra, che consentono di ottenere risposte in tempo reale in relazione a diverse voci che incidono sul Total Cost of Ownership (TCO), uno strumento avvertito come valido – ci riallacciamo ancora una volta alla survey già citata dell’Osservatorio Top Thousand – è costituito dai corsi di guida sicura, o, comunque, dalla formazione in genere dei driver, che devono essere sensibilizzati anche sul tema di un corretto stile al volante per limitare i consumi.

Approfondiscigli alleati nella prevenzione degli incidenti 

Purtroppo però, stando ai risultati dell’indagine, che ha preso in esame una flotta complessiva composta da oltre 31mila veicoli, all’interesse elevato (33%) non sempre corrispondono azioni concrete.

Da una pubblicazione sul tema a cura del Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia è emerso infatti che solo il 20% del panel aveva programmato, al tempo della pubblicazione, iniziative di questo genere.

Per saperne di più: leggi che cosa è emerso nella ricerca del CVO di Arval Italia

Ancor più preoccupante, il 48% dei fleet manager ascoltati ammetteva nell’occasione di non conoscere approfonditamente quali vantaggi, non solo di natura economica, potrebbero derivare da una diminuzione degli incidenti stradali.

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