24 Novembre 2021

Sicurezza stradale, un italiano su tre alla guida non usa la cintura

La sicurezza stradale non può essere ignorata, soprattutto per raggiungere l'obiettivo Ue "Zero Vittime". In Italia però non siamo bravi automobilisti: a dirlo è lo studio condotto da Anas. Ecco i risultati.

Gli italiani alla guida sono decisamente imprudenti. A dare un’idea della sicurezza stradale nel nostro Paese, non proprio in linea con l’obiettivo europeo di zero vittime sulla strada, è l’Osservatorio Stili di Guida Utenti in una ricerca commissionata da ANAS e condotta dallo Studio Righetti e Monte Ingegneri e Architetti Associati.

Secondo lo studio, un italiano su tre non utilizza la cintura mentre è al volante. E gravi anche le mancanze di chi non utilizza dispositivi di sicurezza per i bambini a bordo: quasi la metà viaggia senza seggiolino.

A questo si aggiungono due su dieci che utilizzano impropriamente il telefonino in viaggio.

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I numeri arrivano proprio in occasione della giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada (il 21 novembre).

LO STUDIO SULLA SICUREZZA STRADALE DI ANAS

Lo studio ha analizzato i comportamenti di guida lungo tre differenti tipologie di strade e autostrade in gestione ad Anas di un campione di 6.000 utenti.

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MANCANO LE CINTURE DI SICUREZZA

Da qui emerge che il 28,38% dei conducenti non allaccia le cinture. E, se riferito al passeggero anteriore e al passeggero posteriore, il dato si alza rispettivamente al 31,87% e 80,12%.

Numeri che si discostano, e di molto, dalla media registrata negli altri Paesi europei, dove il 90% degli automobilisti indossa le cinture anteriori e il 71% quelle posteriori.

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PERICOLO PER I BAMBINI A BORDO

A quanto emerge anche i dispositivi di ritenuta per bambini sono troppo spesso ignorati. Sono il 49,47% quelli che non li utilizzano.

Seggiolino auto anti-abbandono obbligatorio

Gli indicatori luminosi sono un altro tasto dolente: il 55,63% non li accende per la manovra di sorpasso e il (76,46%) per quella di rientro. “Dimenticati” nel 59,20% anche per l’entrata e uscita (43,71%).

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UNO SU DIECI CON IL CELLULARE ALLA GUIDA

Un automobilista su dieci, ossia il 12,41%, utilizza in modo improprio il cellulare. Soprattutto nella fascia di età 18-40 anni è il 18,06%.

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GLI AUTOMOBILISTI PIÙ IMPRUDENTI? QUELLI COL SUV

Per quanto riguarda i veicoli, dalla ricerca emerge che le violazioni sono commesse senza distinzione tra possiede city car e berline, rispettivamente 11,8% e 11,3%. Ma aumentano tra chi è alla guida di un suv (13,4%) o di un veicolo commerciale (14,6%).

sicurezza alla guida 

I GIOVANI NON SONO I PEGGIORI

Si fa presto a dire “i giovani sono più disattenti”. Non è così: se nella fascia 18-40 anni la percentuale degli “imprudenti” è del 30,0%, in quella 40-60 anni scende al 28,6%, per toccare il 24,8% tra gli over 60.

Gli uomini poi sono meno ligi alle norme di sicurezza. Tranne che nell’utilizzo delle cinture nei sedili posteriori e nell’adoperare i sistemi di ritenzione per bambini più spesso ignorati dalle donne.

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LA PERCEZIONE DEL PERICOLO IN AUTO

L’Osservatorio Stili di Guida Utenti ha anche analizzato i fattori psicologici che influiscono sulla mancata percezione del rischio. Lo studio separa le violazioni deliberate al codice della strada e gli errori del conducente.

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Il rischio intrapreso, infatti, dipende molto spesso da scelte che vengono influenzate da fattori psicologici, psicosociali e motivazionali.

Secondo questa analisi della percezione del rischio, avvalorata da 17 interviste semi-strutturate, i comportamenti rischiosi sono riconducibili per lo più a stress, abitudine, mancanza di senso civico.

Mentre il rischio per gli altri utenti della strada sono più spesso dovuto al mancato uso degli indicatori di direzione, manovre di sorpasso a destra, sorpassi pericolosi, velocità rischiosa.

Sulla percezione di sicurezza della strada, l’82% del campione ritiene le strade italiane sicure o non evidenzia una rilevante percezione del pericolo.

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