Sicurezza stradale e tecnologia: le protagoniste dell'auto del futuro
 

Sicurezza e tecnologia: l’auto del futuro secondo il CVO Arval


L’automobile? Secondo il CVO Arval, è sempre più il terzo “spazio vitale” di ogni driver dopo casa e ufficio. La sicurezza stradale è una priorità e la tecnologia sta migliorando e migliorerà in maniera costante la vita a bordo.

Driver sicurezza stradale

I concetti sono emersi da un simposio svoltosi a Roma nei giorni scorsi davanti a una platea di un centinaio di Fleet Manager e esperti del settore.

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SICUREZZA STRADALE E TECNOLOGIA

“La crescente domanda di mobilità ci spinge oggi a fare sistema, abbandonando casi singoli, perché la mobilità deve diventare un sistema integrato” ha affermato Alessandro Torchio, head of Consulting & Corporate Vehicle Observatory (CVO) di Arval Italia.

Come è emerso anche dal workshop Fleet Safety, andato in scena a Roma a fine ottobre, occorre puntare sulla sicurezza stradale dei driver e, sottolinea Torchio “adottare policy a livello globale, nelle quali la tecnologia rappresenta il mezzo per raggiungere l’obiettivo della mobilità sicura, con veicoli privati, pubblici ed infrastrutture sempre interconnessi”.

I più recenti dati sugli incidenti stradali sottolineano che per fortuna il numero delle vittime sta calando (anche se feriti e incidenti crescono, come testimoniano i dati ACI Istat). “Questo conferma la bontà delle scelte effettuate dai Costruttori in tema sicurezza, avvicinandoci al target 2020 di riduzione delle vittime”.

VERSO LE EMISSIONI ZERO

Il simposio del CVO Arval ha dato ampio spazio nuovo ciclo WLTP, normativa omologativa europea in tema di emissioni e consumi, operativa dall’1 settembre scorso e che andrà a regime nel 2019: una data alla quale i Costruttori si preparano progettando di affiancare la propria gamma di motori termici (benzina o diesel) con auto ibride e elettriche.

CONSULENZA, IL VALORE AGGIUNTO

Business Transformation, Smart Mobility, Green & Safe e Fleet Performance: sono queste, secondo il CVO Arval le quattro macroaree in cui una consulenza ad hoc può agire in maniera efficace sulla gestione della flotta.

Motivo: nei prossimi 5 anni i motori ibridi saranno chiamati a rappresentare il futuro dell’auto aziendale. Attualmente, però, secondo le indagini del CVO Arval, solo il 17% delle aziende si rivolge concretamente a una società di consulenza del settore automotive.

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