L’anzianità del parco circolante in Italia tra lotta al diesel e km0

Continuare a ripeterlo non ha sortito gli effetti desiderati. L’ACI (Automobile Club d’Italia) ha infatti calcolato che l’anzianità del parco circolante in Italia è arrivata poco al di sotto degli 11 anni (da 10,5 anni, la media è arrivata a 10,9 anni).

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Condizione che, portata sul piano pratico, ci porta a pensare alla presenza potenziale di una quota considerevole di veicoli sprovvisti di soluzioni tecniche per il contenimento dei consumi e di dotazioni di bordo tecnologiche sviluppate per garantire la sicurezza di conducente e passeggeri.

Risultati mercato auto europeo 2017

A poco vale a consolarci il fatto che i cugini spagnoli se la passino addirittura peggio. Facendo i calcoli, dal 2008 al 2017 l’età dei mezzi che si muovono sulle nostre strade ha continuato a salire, accumulando nel periodo in questione ben tre punti.

SITUAZIONE IN CONTINUO PEGGIORAMENTO

Alla fine dello scorso anno si contavano nel nostro Paese 1,5 milioni di auto escluse da qualsiasi classe ambientale (Euro 0), da sommarsi ai quasi 7,6 milioni di vetture ante Euro 3.

Parliamo di un quarto del parco italiano rilevato al termine dello scorso anno, giacché il dato complessivo si collocava nell’ordine delle 37mila unità (fonte: Centro Studi UNRAE).

dati mercato auto giugno 2016

In un momento storico in cui l’opinione pubblica e le case costruttrici hanno sposato una linea di contrasto alle motorizzazioni diesel, è utile fermarsi a considerare il beneficio che il settore della mobilità trarrebbe a partire già da un ricambio dei veicoli più impattanti a livello di emissioni inquinanti e climalteranti.

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Allo stato attuale ci vorrebbero quattordici anni per arrivare a ottenere una flotta moderna ed ecosostenibile (fonte: UNRAE). Mancando tale inversione di tendenza, la forbice temporale è destinata tuttavia ad allagarsi sempre più.

IL FENOMENO MARCATO DELLE IMPORTAZIONI

Se scorriamo i dati relativi alle cancellazioni dal Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.), ci accorgiamo invece, paradossalmente, che l’aumento complessivo del 2,1% registrato (corrispondente a quasi 1.400.000 unità) si lega a vetture di classe ambientale da quella Euro 3 a salire (quindi immatricolate a partire dal 2001).

A colpire è in particolar modo il 67% di crescita per le auto Euro 6. Ma come, vi chiederete, vengono radiati dall’elenco del circolante i modelli più recenti, mentre quelli con elevato rischio di rotture dovute all’usura continuano a muoversi?

Dati di mercato auto maggio 2016

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Se, da una parte, l’atteggiamento assunto da chi possiede un veicolo “obsoleto” trova giustificazione in una ridotta capacità di spesa, dall’altra, occorre guardare al segmento delle “Km 0” in stock, da smaltire attraverso il canale delle esportazioni.

L’Italia dell’auto si mostra decisamente vivace per quanto attiene alla richiesta di vetture prodotte all’estero. A fine 2017 i veicoli Euro 6 importati sono stati oltre il doppio di quelli avviati oltreconfine. Podio per Spagna e Germania, seguite dalla Francia. In Italia nel settore si è registrato un incremento totale del 7,3%, pari a 148mila unità (fonte: UNRAE).

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