Strade italiane: secondo SITEB servirebbero 42 miliardi per sistemarle

Per sistemare le strade italiane servirebbero circa 42 miliardi di euro. A comunicarlo è il bollettino redatto periodicamente dall’Associazione SITEB (Strade Italiane e Bitumi), che ha calcolato il costo di tutti gli interventi necessari al ripristino di una rete stradale che – soprattutto nei comuni – in questo momento lascia notevolmente a desiderare.

situazione strade italiane

Se le buche di Roma prendono sempre più spesso le prime pagine dei giornali, anche le altre grandi città (a cominciare da Milano) iniziano a presentare il conto di un’incuria e di una mancata manutenzione che, stando a quanto riferito dall’associazione, sono da imputare principalmente alla crescita del prezzo del Bitume.

COSA FRENA LA MANUTENZIONE DELLE STRADE ITALIANE

Dopo un decennio di crisi profonda del settore, nel 2017 la produzione di Bitume era tornata in attivo, con un 2,1% in più tanto piccolo quanto significativo, in vista di una – auspicata – ripresa definitiva. Invece, i primi 5 mesi del 2018 hanno visto un crollo di quasi il 12% rispetto allo scorso anno, che si è tradotto in un drastico calo degli interventi volti alla sistemazione delle strade italiane.

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Anche i primi mesi della bella stagione, nei quali, grazie alle condizioni climatiche favorevoli, si concentra tradizionalmente il 60% delle operazioni di “restauro” del manto stradale, non sembrano portare buone notizie su questo fronte.

I lavori sono fermi, gli automobilisti e i motociclisti devono mantenere tutti gli occhi a propria disposizione (e magari qualcuno in più) fissi sull’asfalto per viaggiare in sicurezza e le strade, di mese in mese, continuano a peggiorare.

Ma di chi è la colpa?

Sembra difficile, dando un’occhiata ai numeri, imputare la situazione alle società del settore. Il prezzo del petrolio, schizzato ad 80$ al barile dopo anni di “stazionamento” intorno ai 50-60$, ha innescato un effetto domino che ha portato ad un aumento del costo del Bitume inquadrabile in una forbice compresa tra il 20 e il 25%.

Aumenti ai quali non sono seguiti adeguamenti economici nelle collaborazioni in essere tra lo Stato e le società vincitrici delle gare d’appalto, la “revisione prezzi” è stata infatti abrogata nel 1993, e pertanto non sono previsti aggiustamenti contrattuali in seguito alla crescita del costo dei materiali.

michele turrini siteb

Un appello in tal senso lo lancia Michele Turrini, il presidente di SITEB:

“Sembra quasi si sia diffuso ormai in molte amministrazioni un senso di assuefazione e impotenza nei confronti di strade ammalorate e buche, con una doppia beffa per i cittadini: da una parte sono obbligati a convivere con una viabilità sempre più a bollino rosso e dall’altra, proprio a causa di questi pericoli, sono tenuti a percorrere arterie cittadine anche sotto i 30 km/h. L’empasse è totale. Se poi a questo si aggiunge l’improvviso aumento del prezzo del bitume che da solo rappresenta il 40% del valore di un’opera stradale, si capisce come il Paese abbia perso una ennesima occasione per eseguire i lavori a prezzi più contenuti. È ora fondamentale che il nuovo Governo del cambiamento imprima un deciso cambio di marcia rispetto ai precedenti, puntando, per quel che concerne il trasporto su gomma, su una seria politica di manutenzione del patrimonio esistente di 600mila km di strade e, in particolare, di quelle comunali e provinciali che sono le più disastrate”.

La cifra necessaria al miglioramento della situazione delle strade italiane è alta, ma garantirebbe la preservazione di una rete di infrastrutture dal valore stimato di 5.000 miliardi di Euro.

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