Coronavirus: verso il blocco dei canoni di Leasing

Per alleviare l’impatto socio-economico delle misure di contenimento del Coronavirus, Assilea ha chiesto alle Società di leasing di concordare una sospensione dei pagamenti dei canoni per la  clientela con sede nei territori interessati.

Così come le banche propongono lo stop ai mutui nelle zone rosse, anche il leasing va verso la sospensione dei canoni.

full leasing auto: cos'è e come funziona

BLOCCO CANONI LEASING PER COVID

“Siamo in costante contatto con i nostri associati: sono tutti disponibili a dare mano, ma hanno bisogno di chiarezza operativa. Lavoriamo con chi di dovere perché si arrivi a una soluzione il prima possibile”, spiega Luigi Macchiola, direttore di Assilea, l’Associazione italiana delle Società di leasing e noleggio a lungo termine.

Insomma: servono norme chiare – che arrivino anche dall’Europa – per potere sospendere i canoni, ma la volontà di andare in quella direzione c’è.

SOSTEGNO DELLE COMUNITÀ COLPITE

Assilea suggerisce vivamente alle proprie Associate di interpretare come esteso anche ai leasing il provvedimento di sospensione dei mutui bancari previsto per le zone rosse.

I primi atti concreti sono già stati adottati.  Anche se non c’è espresso riferimento alla “locazione finanziaria” e/o ai “finanziamenti di qualsiasi genere”, Assilea ha chiesto alle Società di leasing di concordare una sospensione dei pagamenti dei canoni di locazione finanziaria con la propria clientela con sede nei territori interessati.

Noleggio a lungo termine in banca

Fra le aziende che hanno già messo in campo provvedimenti di sostegno, o si sono dichiarate disponibili a valutare le richieste dei clienti, Intesa San paolo, UniCredit Leasing S.p.A., Credit Agricole, Iccrea Banca Impresa,Alphabet Italia Fleet Management SpA, Deutsche Leasing Italia, DLL, Hypo Vorarlberg Leasing, SelmaBipiemme, Société Générale Equipment Finance.

“Sono tutti disponibili ad affrontare questa crisi, che sappiamo sarà lunga dal punto di vista finanziario”, ha commentato Macchiola.

UNA MORATORIA ESTESA

L’Abi (associazione bancaria italiana), Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali hanno sottoscritto un apposito Addendum all’Accordo per il Credito 2019, in cui viene estesa la moratoria prevista dalla misura “Imprese in ripresa 2.0” ai finanziamenti  erogati in favore delle imprese danneggiate dall’emergenza Coronavirus.

Assilea precisa che l’estensione della misura è destinata a rivolgersi a tutte le imprese del territorio nazionale che siano danneggiate dall’emergenza epidemiologica e non soltanto alle imprese con sede operativa nella zona rossa o nella zona gialla.

Con specifico riferimento alla locazione finanziaria, l’Associazione ricorda che l’Accordo prevede la possibilità per le PMI di chiedere agli intermediari aderenti la sospensione fino a 12 mesi del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing finanziario rispettivamente “immobiliare” ovvero “mobiliare” (targato, strumentale, nautico), anche se agevolati.

IL PROBLEMA DELLA TEMPESTIVITÀ

Bisogna fare in fretta, definendo come banche, finanziarie e società debbano muoversi:

“Al fine di assicurare la massima tempestività nella risposta e di andare incontro alle esigenze delle imprese richiedenti, si auspica che le banche e gli intermediari finanziari aderenti accelerino le procedure di istruttoria, anche riducendo significativamente i termini generali previsti”
Luigi Macchiola, direttore di Assilea

Insomma: Assilea conferma il proprio impegno per a l’attuazione delle disposizioni del Governo a sostegno dell’impresa. Questo mettendo fra parentesi il fatto, ovvio, che in queste settimane il noleggio è crollato e non arrivano nuove domande di finanziamento.

UE: OK ALLO SFORAMENTO DEL DEFICIT

La Commissione europea ha preso atto dell’intenzione del governo italiano di rivedere i propri obiettivi di bilancio nel 2020 al fine di emettere un pacchetto di misure di sostegno del valore di 6,3 miliardi di Euro, portando a una revisione dell’obiettivo del disavanzo pubblico italiano dal 2,2% del Pil al 2,5% del Pil. L’obiettivo principale del disavanzo per il 2020 potrebbe ancora cambiare, in particolare in relazione all’impatto macroeconomico dell’epidemia Covid-19.

Una volta presentato, la Commissione valuterà il programma di stabilità 2020 dell’Italia sulla base delle previsioni di primavera 2020 che saranno pubblicate il 7 maggio. Quindi le spese sostenute per far fronte alla diffusione di Covid sono escluse per definizione dal calcolo del bilancio strutturale.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia