8 Giugno 2012

Speciale rapporto Aniasa: ecco i numeri

In un contesto di mercato tanto critico quanto competitivo, le aziende sono alla continua ricerca di efficienza. In questo senso, i dati del Rapporto Aniasa 2011 (leggi l’intervista a Paolo Ghinolfi) dimostrano che le imprese italiane hanno riconosciuto la validità del noleggio a lungo termine come formula in grado di soddisfare un’esigenza fondamentale: il contenimento dei costi di mobilità e di trasporto. Il 2011 del Rent a car è invece iniziato con la prosecuzione del trend positivo già registrato nel 2010 e si è concluso con l’avvio di una fase di domanda debole, allineata a un 2012 che già si è manifestato meno facile e, forse, meno brillante.

NLT: INDICATORI GENERALI –   Il noleggio a lungo termine si è confermato per tutto il 2011 elemento trainante del mercato, continuando a esercitare un ruolo sempre più decisivo nel rinnovo del parco auto, con positive conseguenze sul fronte ambientale e della sicurezza. Superato il “biennio grigio”, in cui per la prima volta il totale dei veicoli in circolazione a noleggio a lungo termine ha evidenziato saldi negativi (-2,7% nel 2009 e -1,7% nel 2010), il 2011 ha visto un netto miglioramento, con circa 11.000 unità in più (+2,1% rispetto al 2010). Il parco risulta quindi caratterizzato dalla forte immissione di nuovi veicoli, grazie alle immatricolazioni arrivate a ben 185.000 unità (+29% sul 2010). Il comparto, in generale, ha registrato una netta ripresa, con un fatturato complessivo che riprende a essere positivo. Una crescita, seppur limitata all’1%, che allontana i segni negativi del 2009 apparsi per la prima volta nella breve storia del noleggio a lungo termine. Dall’analisi degli indicatori fondamentali, risalta in modo particolare che il canone medio e il prezzo medio al chilometro sono aumentati rispettivamente dello 0,9% e dell’1,2%. Continuano a crescere, seppur di poco, la durata media dei contratti (+0,8%) e il chilometraggio medio annuo (+1%) che supera i 30.000 km. Perdurando gli effetti del posticipo delle scadenze verificatosi dal 2009, i veicoli usati venduti hanno registrato un forte aumento (+12,7%).

RAC.: INDICATORI GENERALI – Lo scorso anno, il giro d’affari di un miliardo e 126 milioni di euro (con una crescita del 3% sul 2010) ha toccato il record storico, superando anche il picco pre-crisi del 2008, seppur di poco. I noleggi sono durati in media 6,4 giorni, rispetto ai 6,6 del 2008, e indicano una maggior quota di servizi resi alla mobilità quotidiana e settimanale, turistica o d’affari, rispetto a quella di medio periodo derivante dal replacement di vetture per alcuni mesi. Questo spostamento, unitamente a un utilizzo della flotta più efficiente che mai, stabile da due anni al 72%, è un segno di produttività che indubbiamente dà la cifra di un settore sicuramente in buona salute. Il traino della domanda aeroportuale ha consentito di aumentare il fatturato sviluppato da ogni auto, anche se poi questo fatturato è aumentato meno del valore delle vetture acquistate. Ma questo indice è dovuto essenzialmente al fenomeno del rent-to-rent: auto non acquistate dai noleggiatori, ma prese in noleggio da altri operatori del lungo termine. Il fatturato derivante dalla domanda delle imprese (Business), inoltre, è cresciuto del 3%, dato molto positivo se consideriamo che nel 2010 si era registrata una contrazione del 2%. I giorni di noleggio, nel 2011, sono aumentati del 4% e la stessa percentuale di crescita è stata registrata dal numero dei noleggi. La differenza tra la crescita dei volumi (+4%) e del fatturato (+3%) è da rintracciare nella diminuzione di un punto percentuale dei prezzi medi. Infatti il cliente per noleggiare un’auto nel 2011 ha speso mediamente 232 euro, contro i 234 del 2010.
In estate l’economia italiana ed europea ha subito un brusco rallentamento, sferzata dai mercati finanziari che hanno chiesto maggiore affidabilità per i debiti sovrani degli Stati. Tale fenomeno, prima ancora di spiegare i suoi effetti reali (stretta fiscale e diminuzione del reddito disponibile), ha provocato una compressione dei consumi voluttuari e, dunque, degli spostamenti per vacanza e per business, laddove rinunciabili: il Rac ha patito questa flessione, senza la quale il 2011 sarebbe stato ancora migliore.

 

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