Speciale Rapporto Aniasa: lungo termine, serve prudenza

Chiamato a commentare la parte del Rapporto relativa al lungo termine (leggi i dati) , Andrea Cardinali, vicepresidente di Aniasa, invita a non lasciarsi andare a facili entusiasmi: “Se guardiamo ai numeri nudi e crudi – spiega – il 2011 sembrerebbe segnare l’inizio di un’inversione di tendenza, con la curva che riprende a salire sia in termini di immatricolazioni sia – cosa più significativa – di flotta circolante. Ma, al momento, proiettare questa curva sui trend futuri appare un’operazione azzardata. Specie considerando i segnali che arrivano dai principali indicatori del quadro macroeconomico, dal Pil ai consumi, fino ai livelli di disoccupazione e di ricorso alla cassa integrazione. Per non parlare, poi, dei dati relativi ai fallimenti, alle procedure concorsuali, alle difficoltà nei rapporti con le banche… Alla luce di un simile contesto, accolgo chiaramente con soddisfazione i risultati ottenuti dal noleggio a lungo termine nel 2011, ma mi riesce difficile attribuirgli un segno particolarmente forte per il futuro”.

IL FUTURO? E’ DEI PICCOLI – Dall’analisi del Rapporto emerge con chiarezza un comparto del Nlt più che mai diviso in due aree: quella delle grandi flotte, che da un decennio rappresenta un mercato di semplice sostituzione, e quella delle piccole e piccolissime aziende, target di sviluppo privilegiato per il prossimo futuro. “Rispetto a queste ultime il trend è fortissimo – commenta Cardinali -, come si evince anche dalla proporzione tra le reti di vendita: il canale indiretto, che tipicamente si rivolge alle Pmi, arriva infatti a toccare il 33%, mentre storicamente si attestava attorno al 20%. Si tratta di un segnale inequivocabile di come tutti i principali player del noleggio a lungo termine stiano aggredendo in maniera molto determinata questo specifico segmento di clientela”. Un segmento rispetto al quale, però, si rischia di tornare al discorso di cui sopra: proprio le piccole e medie imprese, infatti, sono quelle che stanno pagando lo scotto più pesante alla crisi. “In Italia – conferma Cardinali – su un tessuto imprenditoriale di quattro milioni e mezzo di aziende, il 95% ha meno di dieci addetti, e buona parte di queste addirittura meno di cinque. Si tratta quindi senza dubbio della nuova frontiera del noleggio: ma quanti di questi clienti, che magari hanno scelto il Nlt abbandonando la proprietà o il leasing finanziario, vedranno l’alba del 2013? È una domanda lecita, anche alla luce degli ultimi dati sull’accesso al credito, che appaiono davvero inquietanti”.

CONTRATTI LUNGHI – Tra i diversi trend evidenziati dal Rapporto 2011, qual è il più significativo nell’ambito del noleggio a lungo termine? “Non so se sia il più significativo – risponde Cardinali, ma di sicuro quello più consolidato appare il prolungamento della durata dei contratti. È un trend di lungo periodo, avviato nel 2008 con le massicce campagne di proroga concordate tra noleggiatori e clienti, e ormai ci ha portato a una durata media di oltre 43 mesi. Un cambiamento significativo, se si considera che il settore, per consuetudine storica, era tradizionalmente abituato a ragionare in termini di 36 mesi / 90mila chilometri…”

 

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