14 novembre 2018

Stop ai “furbi” delle targhe straniere. Deroghe per noleggio e auto aziendali

Nel decreto sicurezza approvato dal Senato sono previste importanti modifiche al Codice della strada: lo scopo è scoraggiare l'uso improprio delle targhe straniere, che spesso hanno lo scopo di eludere gli obblighi di legge vigenti in Italia.

Stop all’uso improprio delle targhe straniere. Nel decreto sicurezza approvato dal Senato è prevista una importante modifica al Codice della strada: si potrà circolare con targa di auto straniera per non più di 60 giorni da quando si è stabilita la residenza in Italia (attualmente la norma parla di 12 mesi).stop alle targhe straniere

Questo, insieme a multe più pesanti e possibile confisca dell’auto, servirà da deterrente per chi usa targhe straniere come escamotage per non pagare tasse (come il bollo auto), sanzioni e assicurazioni.

UNA VERA E PROPRIA TRUFFA

Perché in giro troviamo tante targhe svizzere, tedesche e dei paesi dell’est? Non sono solo stranieri legittimamente di passaggio in Italia, ma residenti in Italia che immatricolano l’auto all’estero per non sottostare a tutti gli obblighi italiani.

Niente bollo e superbollo, assicurazioni a tariffe estere (nei casi peggiori: niente assicurazione), multe non pagate, facendo leva su inefficienze amministrative. È una tattica adottata anche da alcuni stranieri presenti in Italia in modo irregolare.

COSA DICE IL CDS

L’articolo 132 del  Codice della strada regolamenta la circolazione dei veicoli immatricolati negli Stati esteri e stabilisce che il residente in Italia può circolare fino a 12 mesi su un’auto con targa straniera. Successivamente il veicolo deve  essere immatricolato nel nostro Paese o lasciare il territorio, pena una multa da 84 a 335 euro. Non un grande deterrente per i truffatori, che spenderebbero di più di bollo e assicurazione.

Leggi anche: Cosa dice il Codice della strada sulle targhe auto

DECRETO SICUREZZA

Una svolta è prevista tra gli emendamenti al decreto sicurezza, approvato in Senato il 7 novembre (si attende approvazione anche alla Camera). La nuova legge così come è stata formulata ora prevede modifiche all’articolo 93 del Codice della strada, dedicato alle formalità necessarie per la circolazione dei veicoli. Qui, in un comma, viene specificato che “è vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare con un veicolo immatricolato all’estero”.

Deroghe per noleggio e auto aziendalideroghe targhe straniere

La nuova legge specifica anche che se il veicolo è in leasing, a noleggio o concesso in comodato ad un residente in Italia da parte di un’impresa europea che non abbia una sede secondaria effettiva in Italia, la circolazione è ammessa se a bordo c’è un documento sottoscritto da quell’impresa che attesti data del contratto e durata e della disponibilità del veicolo.

Se quel documento manca, la responsabilità va al conducente; il quale deve pagare una multa da 250 a 1.000 euro e ha poi 30 giorni di tempo per presentare il documento. Se non lo fa, scatta il fermo amministrativo del veicolo. Se il conducente non presenta il documento entro i successivi 60 giorni, il veicolo gli viene riconsegnato ma dovrà pagare un’ulteriore multa, ma da 705 a 3.526 euro.

Quando si viene fermati e viene accertata l’irregolarità, l’intestatario del veicolo con targa straniera deve consegnare targhe e carta di circolazione e richiedere il rilascio di un foglio di via con relativa targa per condurre il veicolo fuori confine. Oppure deve procedere all’immatricolazione in Italia. In ogni caso, deve pagare le relative multe.

MULTE E SANZIONImulte targhe straniere

Dopo i 60 giorni diventa obbligatorio immatricolare il veicolo in Italia, altrimenti scattano:

  • multe da 712 a 2.848 euro
  • immediato ritiro della carta di circolazione
  • obbligo di condurre il veicolo in un luogo non soggetto a pubblico passaggio

Se entro 180 giorni dalla data della violazione il veicolo non viene immatricolato in Italia o condotto all’estero con foglio di via, viene confiscato.

L’articolo 132 del Cds viene così modificato con questa aggiunta:

“Scaduto il termine di un anno, se il veicolo non è immatricolato in Italia, l’intestatario chiede al competente ufficio della motorizzazione civile, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via e della relativa targa, ai sensi dell’articolo 99, al fine di condurre il veicolo oltre i transiti di confine. L’ufficio della motorizzazione civile provvede alla restituzione delle targhe e del documento di circolazione alle competenti autorità dello Stato che li ha rilasciati”.

Di tutte queste violazioni, in base alla modifica dell’articolo 196 comma 1, risponde non solo il proprietario estero del veicolo (nei casi di leasing e noleggio), ma anche la persona residente in Italia che ha la disponibilità del veicolo, a qualunque titolo.

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