31 Maggio 2018

Opel Grandland X, il C-Suv per aprire nuove vie di mercato

Ora il Libano. Poi, una volta ottenuti i riscontri attesi in termini di potenzialità di mercato, altre aree del Medio Oriente e l’Africa.

Opel Grandland X, il C-Suv nato dall’incontro tra il noto gruppo francese PSA e lo storico costruttore tedesco non si pone confiniterritoriali, né di penetrazione nel segmento più di successo del mercato automotive, là dove oggi si dispiega il confronto tra i principali brand.

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Potenziare la presenza del Marchio del Fulmine al di fuori dell’area dell’Europa è un tassello del piano “PACE” (sostantivo inglese traducibile con “ritmo, velocità”) studiato dalla Casa di Rüsselsheim.

L’azione strategica è pensata per incrementare la redditività aziendale. Più nello specifico, il costruttore tedesco ha previsto una crescita del 100%, da qui al 2020, delle vendite espresse fuori dal Vecchio Continente, con l’obiettivo di arrivare per il 2025 ad ancorare il 10% dei volumi ai mercati extraeuropei.

GLI INTERESSI DI OPEL FUORI DALL’EUROPA

Per conseguire il traguardo annunciato, Opel rafforzerà la propria “impronta” in 15 paesi tra Asia, Africa e Sud America. Per il 2022 è inoltre previsto l’ingresso in oltre una ventina di nuovi mercati commerciali.

Si inseriscono sempre in questa direzione la scelta di un importatore per il Libano (A.N. Boukather Holding) e quella di assemblare i veicoli destinati alla clientela africana “in loco”, in Namibia. Stretti inoltre accordi con partner di rilievo in Sud Africa, Marocco e Tunisia.

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LA NOVITÀ ULTIMA INSERITA SOTTO AL COFANO

La “marcia” di Opel Grandland X sarà agevolata dall’introduzione sul modello del nuovo turbo diesel millecinque quattro cilindri da 130 Cv.

Si tratta di una soluzione tecnica già con in linea con il livello di emissioni ascritti alla nuova normativa Euro 6d-temp, che entrerà in vigore nel mese di settembre 2019.

Un risultato raggiunto grazie all’abbinamento tra il sistema di Riduzione Catalitica Selettiva (conosciuto con l’acronimo dall’inglese SCR) e l’innovativo catalizzatore di ossidazione/assorbitore per ossidi di azoto (NOx).

Il significativo “passo in avanti” garantito da questa unità propulsiva rispetto a quella che è andato a sostituire (diesel millesei da 120 Cv) può essere riassunto in una serie di punti:

  • benefici legati alla presenza del sistema Start e Stop;
  • riduzione della cilindrata e dell’attrito;
  • ottimizzazione del sistema di combustione con geometria dei pistoni brevettata;
  • maggior ricircolo dei gas (grazie all’aumentata efficienza dello scambiatore di calore)

SOLUZIONI TECNICHE E LIVELLI DI CONSUMO

Da tutto quanto sopra discendono maggiore potenza e consumi ridotti, che calano fino al 4% già utilizzando il cambio manuale a sei rapporti. Opel Grandland X è tuttavia disponibile anche con trasmissione avanzata automatica a otto velocità.

L’estrema fluidità di cambiata non è il solo “plus” a favore di questa soluzione, che, secondo le rilevazioni compiute, consente infatti di trasformare la progettazione costruttiva a basso attrito in un ulteriore calo della quota di carburante necessaria per la marcia.

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LA “SCOSSA” ANNUNCIATA ENTRO UN PAIO D’ANNI

Come il nuovo millecinque turbo diesel, anche il due litri da 177 Cv, sempre alimentato a gasolio e introdotto sulla gamma di recente, si distingue per il rispetto delle norme Euro 6d-temp.

Opel Grandland X si prospetta pertanto come un modello capace di regalare al conducente il più autentico “fun to drive”, nel rispetto delle caratteristiche generalmente associate ai Suv di taglia compatta, con un’alta compatibilità ambientale.

Entro il 2020 il C-Suv del Marchio del Fulmine prenderà la strada dell’elettrificazione. È infatti già pianificata – prima volta nella storia della Casa di Rüsselsheim – l’introduzione sul modello della tecnologia ibrida plug-in (PHEV).

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