Per J.D. Power “premium” non sempre rima con “affidabilità”

C’è di che restare a bocca aperta scorrendo i risultati relativi all’ultimo Vehicle Dependability Study curato dalla filiale europea di J.D. Power, una tra le principali società internazionali che si occupano di ricerche di mercato.

Dall’indagine sull’affidabilità delle vetture, che ha interessato la sola Germania ed è stata condotta in collaborazione con il magazine Auto Test, è infatti emerso che due costruttori appartenenti al c.d. segmento “premium”, BMW (fanalino di coda del gruppo) e Audi, hanno ottenuto risultati al di sopra della media di 127 (il sistema di punteggio qui funziona all’inverso).

Il marchio migliore è risultato Mitsubishi, a quota 77, seguito da Peugeot (92) e Skoda (95).

INFOTAINMENT DA RIVEDERE

Lo studio di J.D. Power Europe si è soffermato sui problemi incontrati lo scorso anno da oltre 15mila possessori di auto con almeno 12-36 mesi di vita alle spalle. Gli elementi analizzati sono stati 177, suddivisi in otto categorie, da quelli relativi alla meccanica del mezzo, passando attraverso design interno ed esterno, sensazioni alla guida (i sedili si sono ritagliati uno spazio a parte), sistemi di condizionamento (HVAC), monitor e comandi, fino ai c.d. ACEN (audio, communication, entertainment, navigation).

La classifica generale è stata stilata in base al numero di problemi riscontrati ogni 100 vetture (PP100). La media complessiva è risultata in discesa di due punti rispetto al 2015 in virtù di miglioramenti sul fronte motore/trasmissione e abitacolo. Rovescio della medaglia, quattro dei sei elementi di disturbo incontrati con maggiore frequenza riguardano i predetti dispositivi ACEN, con particolare riguardo alla connettività Bluetooth e alla ricezione della radio.

“I costruttori auto sono focalizzati sulla qualità dei loro prodotti, perciò è incoraggiante che vi sia un piccolo incremento sul lato affidabilità”, ha dichiarato Axel Sprenger di J.D. Power, senior director European Automotive Operations. Che ha poi aggiunto, ritornando sui problemi relativi alla parte infotainment: “[…] la penetrazione di questi sistemi sul mercato così come il loro livello di utilizzo stanno aumentando. Ci aspettiamo che la tecnologia applicata ai veicoli seguiti a crescere, rendendo questa un’area chiave nell’attività dei costruttori auto”.

FIDELIZZAZIONE PREMIUM

Sprenger ha inoltre sottolineato come l’affidabilità impatti direttamente “sulle decisioni di acquisto e sulla fedeltà al marchio. I clienti tedeschi si aspettano che il loro veicolo sia esente da problemi non solo durante i primi 90 giorni, ma anche nel corso dei primi tre anni dopo l’acquisto. Quando un proprietario ha anche solo un problema, da qui origina una perdita di fiducia nel mezzo e nel brand”.

Da una percentuale del 55%-68%, che ricomprerebbe o consiglierebbe un dato modello proprio perché non ha richiesto interventi aggiuntivi, si cala infatti al 28%-32% di chi ha sperimentato cinque o più situazioni difficili.

Vediamo ora nel dettaglio quale è stato il verdetto dei driver tedeschi, iniziando dalla Top Ten generale:

  1. Mitsubishi
  2. Peugeot
  3. Škoda
  4. Volvo
  5. SEAT
  6. Nissan
  7. Hyundai
  8. Mazda
  9. Mercedes-Benz
  10. Kia

Al di sopra della media di 127 si sono posizionate, a seguire: Opel, Toyota, Honda, Renault, Volkswagen e Dacia. Ford e Fiat sono invece alcune tra le Case che hanno chiusi con i punteggi peggiori.

Per quanto attiene alle classifiche per segmento, Škoda ha conquistato, per il secondo anno consecutivo, un doppio primato: Small Car (Fabia) e Midsize Car (Superb). Opel Adam è risultata la migliore tra le City Car. Nel comparto delle Compatte, si sono imposte Toyota Auris e, sul lato SUV, Kia Sportage.

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