“Auto ibride – flotte aziendali”. Un abbinamento che funziona

Il loro numero è in costante crescita all’interno dei parchi veicolari.

Il successo nell’accostamento “auto ibride flotte aziendali” è certificato dai risultati relativi ai primi nove mesi del 2016, che raggruppano i tre attori principali dell’industria automotive (privati, imprese e società di noleggio): 28.236 nuove immatricolazioni (fonte Unrae), in crescita di circa la metà rispetto ai dati segnati nello stesso intervallo dell’anno precedente.

A convincere maggiormente i clienti finali è l’abbinamento tra il sistema di alimentazione elettrico e un motore a benzina. Da gennaio a settembre l’altra soluzione (gasolio) ha denotato invece una flessione del 4,4% a fronte dell’incremento del 51,2% sul versante opposto.

(QUASI) VENT’ANNI DI PRIUS

Anche se circoscritta a una quota di mercato del 2%, la tecnologia ibrida ha registrato un incremento costante nel corso dell’ultimo quinquennio, a partire dalla soglia dello 0,3% di quel 2011 nel quale Peugeot ha dato una scossa al mercato lanciando la sua 3008 Hybrid4, dove un motore diesel supportava l’omologo alimentato a chilowatt.

Quanto allo specifico dell’autonoleggio, attendendo la pubblicazione, da parte di Aniasa, dei numeri relativi al 2016, ci si può appoggiare, per formulare una previsione, sul +57,8% dello scorso anno nella sezione lungo termine. Meglio delle ibride si sono comportate solo le elettriche, con un giro d’affari quasi triplicato.

Nel complesso è ormai un ventennio che gli automobilisti italiani si confrontano con un’offerta alternativa. L’apripista è stata Toyota con la sua Prius, di cui a inizio anno è stata lanciata una nuova generazione.

I NUMERI DI TOYOTA ITALIA

Altre cifre interessanti con riferimento alle auto ibride sono arrivate dall’intervento di Toyota Motor Italia, presente, con il suo dual-brand (l’altro è Lexus), all’ultimo appuntamento con “Fleet Manager on the road”.

In sintesi: negli ultimi vent’anni le vetture vendute nel nostro Paese dalla “Casa delle Tre Ellissi” sono state 1 milione 750 mila. Dopo il lancio di Prius, di cui nel 2017 ricorrerà un importante anniversario, risultano 90mila le vetture dotate di questa tecnologia amica dell’ambiente acquistate dai driver nostrani, 50mila solo nell’ultimo triennio, a riprova di un’evidente fase di accelerazione.

Il ventaglio prodotti Toyota copre al momento poco meno di un terzo dell’intera offerta specifica disponibile sul mercato, con 14 modelli firmati dal brand nipponico sui 47 complessivi (è escluso l’arrivo, nel 2017, del CH-R, ammirato proprio in occasione dell’evento organizzato dalla nostra rivista e patrocinato dall’Osservatorio Top Thousand).

Nel 2015 le immatricolazioni di veicoli ibridi legati alla Casa del Sol Levante sono state 24mila sulle 26mila totali di questo specifico segmento del mercato italiano (dato parziale che riguarda il solo periodo gennaio-agosto), da cui un market share del 4%, ma soprattutto una forte riconoscibilità. Una survey commissionata dal diretto interessato ha fotografato come il 46% degli intervistati sia portato ad associare il concetto di ibrido con entrambi i costruttori che fanno capo all’azienda giapponese.

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