Supercar al Salone di Parigi 2018: protagoniste tra vintage e hi-tech

Dai 20 km/h agli oltre 350. Comunque supercar. Al Salone di Parigi 2018 le proposte in anteprima non mancano, esordio in pubblico di progetti ultraprestazionali o di interpretazioni “diverse”, che richiamano la hypercar per realizzare qualcosa di ugualmente unico.

BUGATTI CHIRON STUPISCE IN VERSIONE LEGO

È il caso di Bugatti Chiron Lego, la meno veloce tra le proposte esposte al Mondial 2018. Svelata in occasione del Gran Premio d’Italia, la Chiron “fatta di mattoncini” porta in scena la sintesi di 13 mila ore di lavoro, quelle necessarie per assemblare oltre 339 tipologie diverse di pezzi: attenzione, parti diverse, non il numero complessivo di mattoncini Lego impiegati.

Bugatti Chiron Lego al Salone di Parigi 2018

Realizzata in scala 1:1, replica fedelmente la Chiron da oltre 400 km/h. Lo fa limitandosi a raggiungere i 20 km/h. Già, perché, diversamente da quanto si possa immaginare, Chiron Lego è realmente marciante. Gli oltre 2.300 motorini elettrici utilizzati sviluppano “ben” 5,3 cavalli, sufficienti a muovere l’auto, con pilota e passeggero a bordo. Un esempio, comunque, di alta ingegneria delle costruzioni, completo di volante, pedaliera, motori, fari funzionanti, ala posteriore.

PORSCHE 911 SPEEDSTER, DA REGALO DI COMPLEANNO A REALTÀ

È il lato più strano e originale delle supercar da Salone. Che cede il passo ai contenuti più strettamente attinenti al concetto. A 70 anni dal debutto di Porsche 356, il marchio lo scorso giugno ha presentato un concept di Speedster che riprende contenuti chiave della carrozzeria barchetta. Dal Salone di Parigi è giunta la conferma: Porsche 911 Speedster diverrà realtà. Dalla prima metà del 2019 verranno realizzati i 1.948 esemplari della tiratura prevista, chiaro richiamo all’anno di immatricolazione della “Number 1” Porsche 356.

Porsche 911 Speedster al Salone di Parigi 2018

Nasce su telaio 911 GT3, carrozzata con le forme della Carrera 4 Cabrio, chiaramente rimaneggiata in più punti per renderla un’emozionale Speedster. Ovvero, prima di tutto niente tetto né classica capote. Copertura più che mai minimal, è attesa la presenza di una capote manuale ancorata mediante occhielli alle gobbe dietro l’abitacolo.

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La tecnica propone un motore 6 cilindri boxer, aspirato, da oltre 500 cavalli e capacità di rotazione a 9.000 giri/min, note paradisiache espresse dallo scarico in titanio. Il cambio? Un bel manuale 6 marce come impone la tradizione. Da segnalare la presenza del cofano anteriore, cofano motore e passaruota realizzati in fibra di carbonio.

INFINITI PROJECT BLACK S, SUPERCAR PER TECNICA

Infiniti Black Project S al Salone di Parigi 2018

Prima di sviluppare la seconda supercar da sogno che richiama il passato, gli anni Cinquanta nello specifico, un intermezzo futuristico. Concettualmente ha il DNA della supercar. Allo stadio attuale è un esercizio tecnico, laboratorio di sviluppo che porterà, nei prossimi anni, alcune soluzioni sulle sportive stradali. Infiniti Q60 Black Project S continua il percorso di affinamento tecnico di un sistema pressoché unico: uno schema ibrido ispirato alle monoposto di Formula 1.

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A Parigi arrivano nuovi dettagli sull’abbinamento del motore termico V6 3 litri turbocompresso e i diversi sistemi elettrici. Ai 400 cavalli dell’unità VR30 si sommano le prestazioni del MGU-K e MGU-H. Riassumendo e semplificando, trattasi di motogeneratori che recuperano energia e la cedono, alimentandosi da e ricaricando il pacco batterie da 4,4 kWh. MGU-K è un motogeneratore installato sul’asse posteriore, che si ricarica nelle fasi di decelerazione, recuperando energia cinetica altrimenti dispersa sotto forma di calore durante la frenata.

Infiniti Project Black S al Salone di Parigi 2018, prestazioni

Sviluppa fino a 163 cavalli di spinta extra sul motore e fa parte dell’Energy Recovery System al quale contribuisce anche il MGU-H. H sta per Heat, calore. Il motogeneratore è installato sul turbocompressore e dal calore dei gas di scarico, che attivano la turbina e, a sua volta, il compressore, ricarica il medesimo pacco batterie disponibile per MGU-K. Il collegamento del MGU-H è con la rotazione dell’alberino su turbina e compressore.

Il vantaggio di un tale sistema? Anzitutto, la possibilità di azzerare il ritardo del turbo a gas di scarico, restituendo la rotazione proprio sull’albero del turbocompressore nelle fasi di bassa pressione dei gas. Zero ritardo di risposta e massima pressione di sovralimentazione immediata.

Completano il corredo tecnico di primissimo piano i sistemi brake-by-wire (centrale nel funzionamento di tale schema ibrido), steer-by-wire e l’ormai consolidato drive-by-wire, acceleratore e cambio privi di collegamenti fisici, rimpiazzati da impulsi elettrici, potenziometri e attuatori idraulici. Black Project S accelera in meno di 4” da zero a cento, con una potenza di sistema di 571 cavalli e una massa di 1.775 kg.

FERRARI, ESTREME INTERPRETAZIONI SPIDER: 488 PISTA E MONZA SP1

Ferrari Monza SP1 al Salone di Parigi 2018

Torniamo al passato, al vintage. Ferrari Monza SP1 e SP2 interpretano la carrozzeria barchetta che fu della Testarossa lanciando il programma Icona. Specializzazione del programma Tailor Made, si riscoprono forme del passato, ottenute lavorando i materiali del presente. Fibra di carbonio, avanzati concetti aerodinamici – come il parabrezza virtuale, a sfruttare canalizzazioni d’aria sul frontale per accelerare i flussi e creare una “bolla protettiva” di bassa pressione all’interno dell’abitacolo che elimina le turbolenze – e un gran motore: il V12 6.5 litri aspirato è l’unità stradale più potente mai realizzata a Maranello.

Gli 810 cavalli e 719 Nm arrivano dritti dal mondo Ferrari 812 Superfast, mentre dalla F12tdf ritroviamo il concetto del Passo Corto Virtuale, sistema di variazione del passo mediante ruote posteriori sterzanti. SP1 è monoposto, SP2 per condividere le gioie e l’ebbrezza del viaggiare su strada (e in pista) sentendosi un po’ come gli assi del volante dell’automobilismo eroico. Da zero a cento in 2,9 secondi. I 200 km/h raggiunti in 7,9 secondi. Poi giù fino a oltre 300 orari. Casco in testa, ben allacciato.

Ferrari 488 Pista Spider al Salone di Parigi 2018

Sempre sullo stand Ferrari, largo a un’altra estrema proposta. La cinquantesima spider del Cavallino nel corso della sua storia è Ferrari 488 Pista Spider. Un fulmine a ciel sereno. Dalla coupé alla trasformazione spider con tetto rigido, le prestazioni sono da specializzazione estrema.

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Lo raccontano i numeri, quanto vada forte. Anzitutto proprio nel confronto con le due Ferrari Monza SP1 e SP2. Il V8 twin turbo da 3.9 litri sviluppa 720 cavalli, quasi 100 in meno delle V12, eppure le prestazioni sono drammaticamente competitive: 340 km/h di velocità massima, 2,85 secondi in accelerazione su 0-100 km/h, 8 secondi netti sui 200 orari. La massa è di appena 1.380 kg, quanto basta per ottenere il rapporto peso-potenza più alto mai registrato su una Ferrari spider: 1,92 kg per cavallo.

LAMBORGHINI AVENTADOR SVJ, LARGO ALLA REGINA DEL NURBURGRING

Sistema ALA 2 su Lamborghini Aventador SVJ al Salone di Parigi 2018

Si resta nella Motor Valley con l’ultima, grande, supercar presente a Parigi: Lamborghini Aventador SVJ. La SV non bastava, così ecco la J di Jota, specializzazione da gara, pur essendo assolutamente pensata e omologata per muoversi su strada. Dagli scarichi riposizionati, all’aerodinamica ALA 2.0, Lamborghini porta tanta esperienza fatta su Huracan Performante nel mondo Aventador.

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E il risultato diventa il record assoluto tra le auto stradali al Nurburgring: 6 minuti 44 secondi e 97 centesimi per conquistare il primato. L’ala posteriore è in grado di stallare per ridurre la resistenza aerodinamica, così come di sviluppare il Vectoring aerodinamico in curva: generare deportanza in modo selettivo, sulla ruota interna alla curva in modo prevalente. Il sistema funziona sotto il controllo dell’elettronica Lamborghini Dinamica Veicolo 2.0 e in 5 decimi appena avviene lo spostamento dei flussi, mediante attivazione di canalizzazioni in punti cruciali.

Abitacolo di Lamborghini Aventador SVJ al Salone di Parigi 2018

Va più forte della SV, parecchio, grazie ai 770 cavalli del motoreV12 6.5 litri aspirato ma soprattutto per l’incremento della deportanza del 40%, ottenuto riducendo dell’1% il drag – resistenza e carico spesso vanno a braccetto negli incrementi, negativo il primo positivo il secondo –: dal fondo piatto si ottiene un guadagno del 30% di deportanza, dalla nuova carrozzeria ben un 70% in più di efficienza. Sono i numeri di Aventador SVJ, collegati a prestazioni estreme: più di 350 km/h e 2,8 secondi sullo scatto da zero a cento orari.

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