6 Maggio 2020

Survey: emergenza Covid, cosa è successo nelle flotte?

Nei giorni scorsi abbiamo condotto una survey tra i Fleet e Mobility Manager per capire quali sono stati gli impatti dell’emergenza Coronavirus sul loro lavoro e quali saranno le conseguenze dopo la ripartenza.

Con il lockdown una buona parte delle attività delle aziende si è bloccata, ma i Fleet Manager, per quanto possibile, a marzo e aprile hanno continuato a lavorare da casa. E ora sono pronti a ripartire, con la consapevolezza che le conseguenze dell’emergenza Covid, in primis la necessità di prorogare i contratti per fronteggiare la crisi, ci saranno.

E’ quanto emerge dalla survey “Le Flotte non si fermano?”, che abbiamo condotto subito dopo metà aprile, ovvero ancora nel pieno del lockdown, via web (attraverso un questionario on-line) su un campione di 35 Fleet e Mobility Manager di grandi aziende italiane (Osservatorio Top Thousand parziale e altri), con un parco totale rappresentato di 56.240 veicoli.  

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CORONAVIRUS: LE FLOTTE NON SI FERMANO?

GLI IMPATTI DEL COVID-19

Un fatto è certo: il Coronavirus ha sconvolto le nostre vite e, ovviamente, anche il lavoro delle aziende e dei Fleet Manager. Solo il 24% del campione, infatti, ha risposto che non ci sono stati blocchi dell’attività aziendale, mentre il 12% ha dichiarato un fermo totale e il restante 64% ha affermato uno stop parziale.

Coronavirus attività azienda

Tutto ciò, ovviamente, si è riverberato sulla gestione della flotta: con gran parte delle auto costrette a rimanere parcheggiate, nel 44% dei casi l’attività del Fleet Manager si è bloccata (per il 16% totalmente, per il 28% in parte), anche se oltre la metà degli intervistati (56%) ha riferito di aver continuato a portare avanti le proprie mansioni, principalmente con la formula dello smart working (tutti gli strumenti per lavorare da casa).

Coronavirus gestione flotta

CONSEGUENZE SULLA CAR LIST

Aldilà delle difficoltà oggettive, che per alcuni si sono tramutate anche in opportunità di esplorare le nuove frontiere digital del “lavoro agile” (piattaforme come Skype e Zoom hanno consentito di mantenere contatti quotidiani con il team aziendale, con le società di noleggio a lungo termine e con i driver), i gestori dei parchi auto sanno bene che quando si ripartirà ci saranno conseguenze ben precise sulla car list: alla domanda su quali saranno questi effetti determinati dalla situazione attuale, la risposta più gettonata (61%) è la necessità di ricorrere (molti lo hanno già fatto) alle proroghe contrattuali.

Coronavirus conseguenze car list

Significativo è il 12% degli intervistati che stima la riduzione dei veicoli in car sharing, così come la stessa percentuale prevede il downsizing delle vetture e un rallentamento dei progetti green. Il numero delle auto in fringe benefit calerà solo secondo il 9% dei Fleet Manager, mentre per un esiguo 6% non ci sarà nessun impatto.

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SANIFICAZIONE

Una nuova sfida da affrontare nella cosiddetta “fase 2” sarà sicuramente la sanificazione dei veicoli. Un tema che, fin dai primi giorni dell’emergenza, è salito alla ribalta e che, nelle realtà aziendali, vale in maniera particolare per le auto in pool e in car sharing. Tre Fleet Manager su quattro (76% del campione) hanno dichiarato che verrà effettuata la sanificazione dei veicoli destinati alla condivisione in azienda. Oltre il 20% la promuoverà dopo ogni utilizzo, la maggior parte settimanalmente.

Coronavirus sanificazione auto aziendali

In generale, si tratta di un argomento sul quale i gestori del parco auto hanno necessità di fare chiarezza e ottenere risposte. Le aziende della GDO e del settore medico, che hanno continuato a viaggiare anche durante il periodo del lockdown, sono avvantaggiate in tal senso, perché hanno avviato queste attività fin dalla fine di febbraio.

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ELETTRIFICAZIONE

Un altro tema caldo, infine, è quello dell’elettrificazione. Fino a marzo trovare un equilibrio tra l’esigenza di mantenere il giusto mix di motorizzazioni all’interno della flotta e l’adeguamento alla transizione energetica in atto era una priorità assoluta per i gestori dei parchi auto. Lo sarà ancora, ma adesso le cose sono cambiate. Un Fleet Manager su tre è infatti convinto che questo processo di cambiamento subirà un rallentamento: molte aziende che avevano pianificato l’inserimento in flotta di EV e Phev, naturalmente, ora si concentreranno al 100% sulla ripresa, con conseguenze ben precise, come abbiamo visto, sulla car list. In ogni caso, l’offerta delle Case, considerati gli ingenti investimenti già effettuati sull’ibrido e sull’elettrico, continuerà a spostarsi nella direzione delle alimentazioni alternative.

Coronavirus futuro elettrificazione

Come è emerso qualche mese fa dalla nostra survey “Mobilità alla spina”, però, sull’elettrificazione c’è ancora molto lavoro da fare all’interno delle aziende: significativo è infatti il 48% dei Fleet Manager che ha riferito di non aver ancora adottato soluzioni per la ricarica dei veicoli elettrici e ibridi plug-in. Il cammino proseguirà, ma ora, inevitabilmente, ci sono altre priorità.

Coronavirus elettrificazione azienda

UNA NUOVA MOBILITÀ

Infine abbiamo chiesto ai Fleet Manager un’opinione sugli effetti del Covid-19 sul mondo della mobilità in generale. Questi i principali concetti emersi: in primis, il Coronavirus avrà il potere di ridimensionare gli spostamenti delle persone, almeno nella prima fase post-emergenza. Ci sarà più attenzione nell’uso dell’auto, sia per questioni economiche sia per salvaguardare la salute, e cambierà la concezione di car sharing.

Il timore di utilizzare un’auto in condivisione determinerà due conseguenze: da una parte, la necessità di sanificare i veicoli, dall’altra il ritorno all’uso del mezzo privato. Infine, la mobilità di persone e aziende sarà caratterizzata da una maggiore attenzione a mantenere le distanze: ciò significa il maggior numero possibile di lavoratori in smart working e, di conseguenza, meno presenze negli uffici e meno trasferte.

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