16 Ottobre 2018

Suzuki e Mitsubishi, diesel al tramonto in Europa

Per un marchio, Suzuki, che ha già interrotto la produzione di modelli diesel nell'impianto in Ungheria e si appresta a puntare esclusivamente su motori benzina e ibridi, Mitsubishi è destinata a conservare il diesel sul pick-up di famiglia, il nuovo L200

È un elenco che si allunga, quello delle case che scelgono di rinunciare al motore diesel nella propria gamma. In Italia l’esempio di scuola lo ha fornito Toyota, a puntare senza esitazioni sull’ibrido affiancato da alcune alternative esclusivamente benzina. Una visione più ampia, che ha interessato anche agevolazioni all’acquisto per rendere competitivi i listini delle Hybrid.

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Nuovo Suzuki Jimny benzina

SUZUKI DIESEL FREE

Altre due case nipponiche, stando a quanto riporta il Nikkei Asian Review, sono pronte ad abbandonare la commercializzazione di auto diesel in Europa. Suzuki per intero, Mitsubishi conservando appena uno spazio per la specializzazione pick-up. Resteranno “sacche di resistenza” del motore diesel dinanzi all’elettrificazione diffusa, con il conseguente riposizionamento della quota di mercato nel Vecchio Continente.

MERCATO, ARRETRAMENTO CONTINUO

Secondo le previsioni degli analisti di IHS Markit, l’arretramento della quota di mercato appannaggio del diesel, in Europa (leggi gli ultimi dati), arriverà fino al 32,5% nel 2022, contro un 44,4% registrato nel 2017, già in deciso calo.

Suzuki Vitara diesel

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A LISTINO SOLO S-CROSS DIESEL

Scenario continentale nel quale si inseriscono i volumi produttivi realizzati da Suzuki. Delle 281 mila unità consegnata nel 2017, appena il 10% è stato assicurato da modelli diesel. Una ristretta cerchia composta da prodotti come Suzuki Vitara – fresco di restyling e addio al diesel – e Suzuki S-Cross, l’unico a conservare ancora una proposta con l’1.6 litri da 120 cavalli.

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L’avanzata sull’ibridizzazione di Suzuki ha creato progressivamente un’alternativa nei segmenti di mercato inferiori, abbinando l’ibrido anche alle quattro ruote motrici, come nel caso di Suzuki Swift. Tre o quattro cilindri, accanto alle unità benzina, tanto Swift che Baleno e Ignis schierano l’efficienza del motore elettrico accanto al propulsore benzina in risposta a un diesel che, tra segmento A e segmento C è una scelta difficile da giustificare nella sua reale “utilità”.

Suzuki Swift Hybrid

Conversioni programmate – nell’impianto ungherese di Esztergom Suzuki ha interrotto la produzione di nuovi modelli a gasolio dalla scorsa estate – e favorite dal ridotto impatto sui volumi di vendita della motorizzazione più avversata degli ultimi anni, nonché frutto di scenari normativi e rischi di blocchi alla circolazione all’orizzonte sempre più diffusi.

Specificità tutte europee che porteranno Suzuki a differenziare la strategia, ad esempio continuando a offrire motori diesel sul mercato indiano, insieme all’Africa un’area di crescita per il marchio.

MITSUBISHI, DIESEL SOLO SUI PICK-UP

pick up Mitsubishi L200

Chi farà dei distinguo, sui mercati europei, in relazione alla proposta di motori diesel, è Mitsubishi, indicata dal report del Nikkei Asian Review quale altro brand che entro fine anno cesserà la vendita di modelli a gasolio su altri mercati, dopo Gran Bretagna e Germania. Faranno un’eccezione i pick-up, fronte sul quale il prossimo 9 novembre si svelerà il nuovo Mitsubishi L200.

Mitsubishi in Italia presente con l’ibrido plug-in di Outlander, la gamma di nuovi motori 1.5 turbo benzina di Eclipse Cross e il bifuel a gpl su ASX, tra i modelli di maggior volume.

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