Huber (IIT): “Sull’idrogeno prescrizioni assurde”

Il “corridoio verde”, l’autostrada a idrogeno collegata al progetto internazionale di ricerca HyFIVE finanziato dall’Unione Europea, conquista terreno, facendosi carico delle esigenze del parco auto green. A Smart Mobility World 2015 Walter Huber, direttore dell’Istituto Innovazioni Tecnologiche (IIT) di Bolzano, ha elencato i prossimi traguardi intermedi.

VIDEO: INTERVISTA A WALTER HUBER, DIRETTORE IIT

STEP – Si parte con la creazione, nel 2016, di una stazione di rifornimento vicino a Rosenheim nell’Alta Baviera, che andrà a connettersi direttamente ai tre impianti già presenti, nello stesso Land, a Monaco; e poi verso sud, passando attraverso la struttura da poco inaugurata a Innsbruck e il polo d’eccellenza bolzanino, scendere lungo la A22 (l’autostrada del Brennero) per arrivare infine a Modena. A Verona, uno degli snodi, è previsto il raccordo con un altro “corridoio verde” tra Lione e Lubiana, riconducibile anch’esso al programma europeo TEN-T (Trans-European Networks – Transport) per il potenziamento delle vie di collegamento – su strada e non – tra gli stati dell’Unione e favorire il parco auto green delle aziende.

NORMATIVA – Rimanendo all’Italia e al lavoro in corso sul piano della produzione e dello stoccaggio dell’idrogeno, Huber lamenta una significativa situazione di ritardo rispetto al resto del Continente, almeno una decina d’anni. La normativa di riferimento è infatti il decreto 31/08/2006. Scorrendone il testo emerge una velata accusa di pericolosità nei confronti dell’idrogeno. Le bombole sono infatti conservate in capannoni, sorvegliate da sensori, non all’aperto come in Germania o ancora più a nord. “Prescrizioni assurde”, come spiega lo stesso Huber.

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