16 Giugno 2020

Auto aziendali in fringe benefit, cosa cambierà dal primo luglio

Dal primo luglio 2020, il fringe benefit cambia con l'entrata in vigore di quattro diverse fasce di tassazione: previsti aumenti dell'imponibile fiscale per le auto aziendali più inquinanti e riduzioni per quelle meno inquinanti. A 15 giorni dalla data X, però, ci sono ancora parecchi punti da chiarire.

Nel novembre scorso, il tema delle auto aziendali in fringe benefit era salito alla ribalta. Prima con l’annuncio del varo di una tassazione a dir poco folle, poi con il dietrofront del Governo, avvenuto soltanto in seguito alla pronta reazione di tutta la filiera automotive. E, infine, la previsione all’interno della Manovra 2020 di un cambio della normativa a partire da luglio 2020.

Da allora sembra passata una vita e, in effetti, lo tsunami Covid-19 e il conseguente lockdown si sono abbattuti sull’Italia e sul mondo intero, mandando a picco il mercato automotive. Intanto, a luglio ci siamo arrivati. 

fringe benefit auto aziendali tassa

Dal primo luglio, entreranno dunque in vigore le nuove norme sulle auto aziendali in fringe benefit, che stabiliscono diverse fasce di tassazione a seconda delle emissioni del veicolo. Ma a meno di due settimane da questa importante novità, ci sono ancora parecchi dubbi e punti oscuri. Che con ogni probabilità verranno chiariti (sempre se verranno chiariti) soltanto a fine mese.

Due fattori, lo ricordiamo, contano nel calcolo del fringe benefit: il costo chilometrico di esercizio del veicolo, che viene desunto dalle tabelle nazionali dell’ACI, elaborate ogni anno entro il 30 novembre, e il chilometraggio standard di 15.000 km. D’ora in poi, entra in scena anche un terzo elemento: le emissioni. 

Approfondisci: come si calcola il fringe benefit? 

LE FASCE DI TASSAZIONE 

Difatti, la normativa prevede che da luglio 2020 ci saranno quattro fasce di tassazione delle auto aziendali in fringe benefit:

  • per le auto con emissioni di CO2 non superiori a 60 g/km: 25% (contro il 30% di prima),
  • per le auto con emissioni di CO2 comprese tra 60 e 160 g/km: 30%,
  • per le auto con emissioni di CO2 comprese tra 160 e 190 g/km: 40%, 
  • per le auto con emissioni di CO2  superiori a 190 g/km: 50%. 

Dal 2021, poi è previsto un ulteriore inasprimento della normativa per le auto più inquinanti, più precisamente: 

  • per le auto con emissioni di CO2 comprese tra 160 e 190 g/km si passerà al 50%, 
  • per le auto con emissioni di CO2  superiori a 190 g/km si passerà al 60%.

La nuova tassazione, però, non entrerà in vigore per tutti i veicoli, ma solo per: 

  • i veicoli di “nuova immatricolazione” concessi in uso promiscuo,
  • i veicoli contrattualizzati con decorrenza dal primo luglio.

Tassazione auto aziendali in fringe benefit

LE INCERTEZZE

Su questi due punti le incertezze non mancano e il mondo del noleggio, capeggiato da Aniasa, ha chiesto un chiarimento all’Agenzia delle Entrate. Questi alcuni dei dubbi più frequenti: in caso di rinnovo di un contratto già in essere, il veicolo in questione rientra ancora nella vecchia normativa, oppure nella nuova? E, come sottolineato da Paolo Ghinolfi, amministratore delegato di SIFÀ, se il veicolo è stato ordinato durante il lockdown e verrà consegnato dopo il primo luglio, come ci si dovrà comportare? 

Interrogativi che tutti noi auspichiamo possano essere chiariti il prima possibile e con il buon senso, considerando anche e soprattutto che si tratta di un periodo particolarmente difficile e delicato per il settore del noleggio e per le aziende clienti. 

Leggi anche: Tutte le penalizzazioni fiscali in Italia rispetto agli altri Paesi europei

TASSA AUTO AZIENDALI E NOLEGGIO 

L’aumento della tassazione del fringe benefit, occorre sottolinearlo, riguarderà solo una piccola percentuale dei veicoli a noleggio: secondo le stime di Aniasa, dato che appena il 5% della flotta del Nlt è caratterizzato da veicoli dei cosiddetti segmenti superiori o alto di gamma, la crescita della percentuale di imponibile sul fringe benefit interesserà un totale di circa 40.000 unità. Un numero comunque significativo e che va tenuto in considerazione. 

Così come vanno tenuti in considerazione gli sforzi elargiti dal settore per rendere più green, oltre che più sicuri, i veicoli circolanti nel nostro Paese.

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