26 Novembre 2019

Tassazione auto aziendali, miracolo italiano in vista? Conte promette il dietrofront

Intervenendo a Melfi all’assemblea pubblica di Anfia, il premier Giuseppe Conte ha sottolineato che il Governo ‘è pronto a “revisioni sostanziali” sulla bozza della legge di Bilancio, che prevede una vera e propria stangata sulle auto aziendali.

Verrebbe da dire: finalmente! Che il Governo stia davvero aprendo gli occhi sulla tassazione delle auto aziendali? E’ quello che ci auguriamo tutti. La promessa, ormai, è sul tavolo e, per la precisione, è stata fatta ieri dal premier Giuseppe Conte durante l’assemblea pubblica di Anfia, tenutasi a Melfi.

premier Giuseppe Conte tassazione auto aziendali

Per scoprire se si trasformerà in realtà, occorrerà aspettare ancora qualche settimana, ma intanto le reazioni scatenate nell’ultimo mese dalle associazioni di settore di fronte a una vera e propria stangata, miope e potenzialmente dannosa per l’intero sistema Paese, hanno sortito più di un effetto. Almeno nelle parole.

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TASSAZIONE AUTO AZIENDALE: LA PROMESSA DEL PREMIER

Il premier Conte ha presenziato ieri all’assemblea pubblica di Anfia, che inevitabilmente ha dedicato ampio spazio alle recenti notizie sulla tassazione delle auto aziendali in fringe benefit. E ha teso una mano alle associazioni, dichiarando che il Governo è pronto a fare dietrofront, attraverso “revisioni sostanziali” della bozza.

“Sulla tassazione delle auto aziendali come fringe benefit la norma era stata pensata per favorire il ricambio auto, in un’ottica di sostenibilità ambientale ma con una scansione temporale che rischia di non favorire il nostro sistema” ha ammesso Conte.

Aggiungendo poi che il Governo italiano sta analizzando la norma sulle auto aziendali, in modo da rivederla in modo “efficace e sostanziale”. L’obiettivo dichiarato dal premier è quello di arrivare a una corretta transizione verso le emissioni zero, “senza colpire lavoratori e aziende”. 

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LA MEZZA RETROMARCIA

La bozza della legge di Bilancio, resa nota a fine ottobre, prevedeva inizialmente la triplicazione della tassazione sulle auto aziendali in fringe benefit, con il valore fiscale dell’auto calcolato non più in base al 30% del costo chilometrico, come avviene oggi, bensì al 100%. La prima mezza retromarcia ha escluso dal provvedimento le auto elettriche e ibride e ridotto questa percentuale al 60% (in ogni caso si tratta di un raddoppio della tassazione) per la maggior parte delle vetture, escluse quelle superinquinanti.

fringe benefit auto aziendali tassa

Un piccolo dietrofront, che non cambia il succo di una tassazione eccessivamente penalizzante, come ha sottolineato Aniasa. Nei giorni successivi, un altro piccolo scatto all’indietro, rivelato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ovvero la probabile e auspicata limitazione della nuova normativa alle nuove immatricolazioni (e non alle vetture già in uso). E adesso la promessa del premier. Che, ci auguriamo tutti, possa trasformarsi in una concreta realtà.

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