29 Gennaio 2020

Come si calcola il TCO di un’auto?

Il TCO di un’auto (Total Cost of Ownership) sta diventando un aspetto sempre più importante per privati o aziende che si accingono ad acquistare una vettura. Si tratta di uno dei principali criteri che orientano la scelta. Vediamo qui come si calcola e, in particolare, quali voci lo compongono.

TCO di un’auto. Questo termine, acronimo di Total Cost of Ownership, è da anni molto popolare all’interno delle flotte aziendali che scelgono il noleggio a lungo termine. Ma adesso il concetto comincia a diventare importante anche agli occhi dei privati, andando a soppiantare il classico e semplice parametro del costo di listino.

TCO di un'auto

Cosa si intende per TCO di un’auto? Tradotto letteralmente, si tratta del costo totale di utilizzo della vettura stessa. Una voce che sta diventando molto rilevante, perché facendo un rapido conto su tutte le voci di spesa è possibile stabilire se una formula (ad esempio il noleggio) conviene rispetto ad un’altra o se una determinata tipologia di alimentazione (l’elettrico) porta effettivamente vantaggi a chi la sceglie.

Vediamo, quindi come si calcola il TCO di un’auto, ovvero quali sono le sue componenti, da quelli essenziali a quelli che occorre comunque considerare.

Approfondisci: il noleggio a lungo termine conviene ai privati? Scopri la formula!

COME CALCOLARE IL TCO DI UN’AUTO

LE COMPONENTI DEL TCO DI UN’AUTO

Calcolare il TCO di un’auto non è difficile. Basta andare a sommare le varie voci di costo. Piuttosto, la cosa un po’ più complicata è andare a individuare tutte le componenti, senza dimenticarne neanche una, andando a vedere, in particolare, quelle che pesano in maniera più significativa sul portafoglio.

Calcolo costi auto

Prima di tutto, quindi, vediamo quali sono i parametri che incidono:

  • Prezzo di listino dell’auto (o rata di noleggio): si tratta della voce di spesa più scontata.
  • Eventuali incentivi (regionali o statali) che riducono il prezzo di listino.
  • Costi operativi: in questa voce rientrano le spese per il rifornimento del carburante, l’assicurazione, il bollo, il cambio gomme stagionale, la manutenzione e, per finire, le multe.
  • Costi di gestione (solo per le flotte): nel caso di un parco auto aziendale, infatti, il personale che la gestisce, ovviamente, rappresenta un costo per l’azienda stessa.
  • Svalutazione del veicolo: sappiamo infatti che, con il tempo e l’utilizzo, ogni auto si svaluta. Il valore residuo può essere previsto prima (ci sono realtà specializzate che lo calcolano) e dipende da vari fattori, come l’alimentazione o la categoria alla quale il veicolo appartiene. Se una vettura appena uscita dalla concessionaria vale 15.000 euro, dopo tre anni, in media, ne vale circa 6.000. I 9.000 euro persi sono a tutti gli effetti un costo per chi poi deve rivendere la vettura sul mercato dell’usato.

driver e TCO di un'auto

TCO E VALORE RESIDUO DI UN’AUTO

Andando ad approfondire ancora di più questo aspetto, possiamo dire che, secondo le stime degli esperti, il valore residuo dell’auto va a incidere per una percentuale molto alta (quasi il 50%) sul valore del TCO.

Più un veicolo si svaluta, più comporta costi occulti. E’ per questo che auto nuove con un valore residuo previsionale alto (leggi qui quali sono i trend dei valori residui) sono più convenienti, anche a fronte di un prezzo di listino maggiore.

Leggi anche: cosa sono i valori residui e come si calcolano

TCO E ASSICURAZIONE AUTO

  • La seconda voce fondamentale che va a comporre il TCO di un’auto è l’assicurazione. I costi assicurativi, infatti, sempre secondo le stime, “pesano” sul costo totale di utilizzo per oltre il 10%. Sono costi annuali, con i quali l’automobilista deve gioco forza fare i conti.

TCO E CONSUMI DELL’AUTO

La terza voce fondamentale è rappresentata dai consumi (questi ultimi incidono per circa il 15% sul TCO di un’auto). Più un’auto consuma, infatti, più la spesa aumenta, specie per chi percorre tanti chilometri.  

Leggi anche: i 5 consigli per inquinare meno e spendere meno al volante

consumi auto TCO

GLI ALTRI ELEMENTI DA CONSIDERARE

Ci sono poi altri elementi da considerare, come abbiamo visto, che in totale pesano circa il 25% sul totale del TCO: andando in ordine decrescente, da quello che pesa di più a quello che pesa di meno, possiamo citare la manutenzione, gli oneri finanziari (come, ad esempio, gli interessi nei finanziamenti), le tasse (che qui in Italia sono piuttosto penalizzanti), la sostituzione degli pneumatici e, infine, i già citati costi di gestione.  

QUANDO È UTILE CALCOLARE IL TOTAL COST OF OWNERSHIP

Il calcolo del TCO è utile in modo particolare quando ci si trova a dover scegliere tra due formule di utilizzo, come ad esempio il noleggio a lungo termine e il finanziamento, oppure quando si è indecisi tra due tipologie di alimentazioni, ad esempio la benzina e l’ibrido o l’elettrico.

Se parlando di listini, infatti, i veicoli elettrificati hanno ancora prezzi più alti rispetto ai veicoli termici, calcolando il TCO la situazione è meno squilibrata di quello che sembra. In definitiva, possiamo affermare con certezza che calcolare il TCO di un’auto aiuta a fare scelte d’acquisto più consapevoli.

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