Telematica e auto connessa, automobilisti pronti a condividere i dati per la propria sicurezza

La tecnologia che permette alle auto di generare dati si è evoluta nel corso degli anni, trasformando le auto in “dispositivi di comunicazione”. La democratizzazione della telematica nell’automotive fornisce vantaggi per driver, Fleet Manager e aziende. Persistono timori su possibili accessi ai dati, violazioni della privacy o hackeraggio del veicolo.

Un italiano su 3 guida oggi un’auto connessa, mentre oltre la metà punta ad averne una. Il 60% degli automobilisti, inoltre, è propenso a condividere i dati del veicolo (ma non quelli personali dello smartphone) per servizi che possano aumentare la propria sicurezza e quella dell’auto, come la localizzazione in caso di emergenza o furto, la diagnostica da remoto e la manutenzione predittiva. Resistono, invece, i timori su possibili accessi ai dati, violazioni della privacy o hackeraggio del veicolo.

Sono questi i principali trend che emergono dalla ricerca “L’auto connessa…vista da chi guida. Il ruolo ed i rischi dei dati nell’industria dell’auto”, condotta da Aniasa e Bain & Company (la società di consulenza), su un campione rappresentativo di 1.200 automobilisti.

STUDIO ANIASA-BAIN & COMPANY SULL’AUTO CONNESSA

Dall’indagine (presentata in occasione della 18esima edizione del Rapporto Aniasa sulla sharing mobility) emerge come la telematica, che ormai da anni ha conquistato il mondo dei trasporti, di recente si stia coniugando anche con l’industria dell’auto, dando vita all’auto connessa.

auto connessa

Lo confermano anche le scelte di Aniasa: l’associazione, da sempre attenta ai trend della mobilità, ha recentemente costituito al proprio interno la nuova sezione “Digital Automotive”, che vede tra le associate i principali e più innovativi player del settore.

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I NUMERI E I BENEFICI DELL’AUTO CONNESSA

La crescita esponenziale della produzione di dati (ogni giorno se ne creano 2,5 milioni di TeraByte) sta alimentando l’ingresso, nel mondo dell’auto, di nuovi operatori specializzati, che offrono servizi ai driver. Il margine complessivo della filiera automobilistica si sta progressivamente spostando da chi costruisce i veicoli a chi fornisce i servizi ad essi connessi.

Anche le auto connesse sono esposte ai cyber-attacchi

Secondo alcune stime, il mondo legato all’auto connessa oggi vale più di 60 miliardi di euro a livello globale e si prevede una crescita a tripla cifra (+260%) nei prossimi otto anni. Entro il 2022-2023, poi, saranno immatricolate 125 milioni di auto connesse.

Numeri significativi che dimostrano come le auto già oggi siano infarcite di telematica. I dispositivi attuali permettono di scambiare dati diversi su conducenti (stile di guida, percorsi preferiti, punti di interesse), veicolo (pressione pneumatici, stato del motore, livello oli) e ambiente (presenza di pioggia, situazioni di traffico). La condivisione di questi dati, grazie alle auto connesse, può portare benefici al driver, ai gestori di flotte aziendali e alle aziende di servizi. Senza dimenticare, però, possibili hacker malintenzionati.

“Dopo l’incontro con il mondo dell’auto la telematica si sta “democratizzando”, portando nuovi attori nell’arena competitiva; ma per sfruttare pienamente il potenziale del settore occorre investire nella giusta regolamentazione (privacy) e nella comunicazione dei reali benefici, per convincere gli “scettici” a connettere le proprie auto… per un giusto fine”.
Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company.

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L’OPINIONE DEGLI AUTOMOBILISTI SULL’AUTO CONNESSA

Lo studio evidenzia come sia sempre maggiore l’interesse sul tema della connessione. Il 29% degli automobilisti guida già un’auto connessa, con dispositivi in grado di scambiare informazioni avanzate con altri sistemi (non basta il solo Bluetooth). Il 59% dichiara di non averla ancora, ma intende dotarsene in futuro; solo il 12% sostiene di non volerla.

Telematica e auto

Ad attirare il maggiore interesse degli automobilisti sono però le caratteristiche legate alla sicurezza: prime fra tutte la localizzazione in caso di emergenza e furto. A seguire, la navigazione evoluta e la connettività con strade smart. Circa l’80%, poi, è disponibile a pagare un sovrapprezzo (il 37% fino a 500 euro) per avere queste funzionalità, sia una tantum al momento dell’acquisto, sia in modalità di abbonamento.

In generale, gli automobilisti si rivelano molto pragmatici e sono ben disposti a condividere dati che portino benefici pratici e tangibili, come l’assistenza stradale, la manutenzione predittiva, la riduzione dei premi assicurativi, la diagnostica remota del veicolo. Il discorso cambia quando si tratta dei dati che ricadono all’interno della sfera personale, come i dati del telefono/rubrica o i dettagli dell’infotainment.

I principali timori che si celano dietro l’utilizzo dei dati riguardano diversi aspetti: non è chiaro chi ne entri in possesso, l’auto potrebbe essere hacherata, privacy a rischio.

“Nei nuovi scenari di mobilità sempre più configurati attorno all’uso e alla sicurezza del veicolo, il noleggio è partner essenziale per l’industria e i servizi all’auto. Un nuovo modello, in cui l’auto è parte di un sistema integrato con servizi offerti in via digitale da provider diversi, che vedrà il noleggio, e quindi Aniasa, sempre più protagonista”.
Massimiliano Archiapatti, Presidente di Aniasa.

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