16 Maggio 2019

Noleggio a lungo termine: i canoni aumentano o diminuiscono?

I canoni di noleggio a lungo termine, che negli ultimi tempi avevano subito, in media, un calo nel 2019 mostrano un trend in crescita. Le società, come sottolinea Dataforce, hanno necessità di trovare equilibri di bilancio e profittabilità. E poi incidono la fine del superammortamento e l’incertezza sui valori residui del diesel.

Quale è il trend dei canoni di noleggio? Una domanda di fondamentale importanza quando si parla di renting e, in particolare, di Nlt, una formula sempre più apprezzata da una clientela variegata, che spazia dalle grandi aziende, alle pmi, fino ai privati.

canoni di noleggio a lungo termine

L’evoluzione dei canoni di noleggio sta delineando in questo 2019 una curva verso l’alto. “Non vale per tutti, ovviamente, ma la fortissima crescita avuta dal mercato italiano del noleggio negli scorsi anni sta oggi facendo i conti con la necessità di trovare equilibri di bilancio e profittabilità, nell’ottica della sostenibilità a lungo termine di un business che è cambiato e cambierà ancora” ha sottolineato a Fleet Magazine Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia.

Approfondisci: come è andato il noleggio a lungo termine del 2018?

L’EVOLUZIONE DEI CANONI DI NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

Secondo la visione di Dataforce, in questo 2019 i canoni di noleggio proposti da alcune società sono più elevati rispetto al recentissimo passato, quando le rate si erano, invece, abbassate. Vediamo quali sono i principali e cosa è cambiato in questo 2019.

Innanzitutto il superammortamento, che negli ultimi anni si era trasformato in una leva di business molto importante per le aziende di renting e, di conseguenza, aveva determinato un impatto positivo sui canoni. Come sappiamo, da quest’anno l’agevolazione fiscale non è stata confermata. In secondo luogo, l’aumento dei sinistri sulle auto a noleggio, avvenuto nel 2018, che ha determinato l’incremento della quota assicurativa.

Tre le auto usate il diesel è la scelta primaria per gli italiani

E poi c’è la questione dei valori residui delle auto diesel, sui quali ad oggi regna l’incertezza creata dalle campagne dogmatiche che sono nate attorno al gasolio, accompagnata dalla visione ancora poco chiara su quelli dell’auto elettrica.

Leggi anche: la visione di Aniasa, occorre maggiore chiarezza sulle alimentazioni

L’INCERTEZZA SUI VALORI RESIDUI

“Le improvvise scelte politiche sul diesel e l’enorme spinta sull’elettrico stanno avendo sulle società di noleggio un impatto devastante in termini di costi: il valore residuo del diesel (che era il più solido e alto in assoluto) è sceso fortemente, con una quota del diesel nei parchi a noleggio lungo termine ancora molto elevata (oggi del 70%, era dell’80% nel 2015). Il valore residuo delle vetture a batteria è un’incognita totale  (leggi il nostro approfondimento sui VR delle auto elettriche), per non dire che è il più basso fra tutte le altre alimentazioni” spiega Salvatore Saladino.

Chiaro è che se i valori residui sono bassi anche i canoni di noleggio, gioco forza aumentano. L’equazione rappresenta da sempre una certezza.

SERVIZI TAILOR MADE

Infine, il mondo del noleggio a lungo termine tende a proporre sempre più servizi meno standardizzati e un rapporto più diretto con il cliente, con servizi tagliati ad hoc sulle esigenze.

Questo aspetto, secondo Dataforce, “può giustificare un canone di noleggio un po’ più elevato. Qui il cliente valorizza molto di più la qualità del servizio e la rapidità di risposta nella risoluzione dei problemi in assistenza”. In definitiva, per avere una qualità maggiore, il cliente è disposto anche a spendere di più.

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