25 Settembre 2011

Chevrolet Orlando: una crossover che profuma d’America

È un’automobile sotto i riflettori. Per la novità del modello, visto che la Orlando è la prima crossover europea della Casa statunitense e, di conseguenza, porta un po’ di cromosomi sportivi yankee in una vettura polivalente, adatta sia per il lavoro sia per la famiglia. Per il rapporto prezzo/qualità e la semplicità della gamma di allestimenti in ottica flotte, che consente alle aziende di mettere a disposizione dei propri driver un modello dal listino appetibile in versioni praticamente full optional. E per la componente emozionale, perché la Orlando è una nuova e diversa alternativa in quanto “born in the Usa”, almeno nello spirito: profuma d’America nelle forme, nelle proporzioni, nell’imponenza, nello spazio a bordo. Una filosofia a stelle e strisce ben riconoscibile, in formato esportazione: sì, perché è destinata all’Europa anche se viene assemblata nella sede sudcoreana di GM. Pensando poi al nostro mercato, il nome italiano ispira confidenza e familiarità.

GRANDE, MA BRILLANTE – “Di persona”, la nuova crossover si presenta con forme imponenti che trasmettono robustezza: il frontale, in particolare, è molto da fuoristrada mentre il tetto piatto e l’alta linea di cintura danno una connotazione sportiveggiante a una vettura che, per missione d’uso, velleità sportive non ne ha. Ciò non significa che offra prestazioni modeste, tutt’altro: montato sul telaio della dinamica berlina Cruze, il motore turbodiesel 16 valvole da 163 Cv di 2.000 centimetri cubici di cilindrata dona brillantezza a questo vetturone da 4 metri e 65, che offre sette posti e tanto spazio per i bagagli. Per quanto riguarda gli accessi a bordo, la Orlando opta per le tradizionali portiere incernierate (che si sbloccano in caso di collisione) anziché per quelle scorrevoli, che saranno sì pratiche e funzionali ma “fanno” molto furgone.

SPAZIO DI QUANTITA’La nuova Chevrolet possiede una sua personalità anche nel posteriore, volume per cui solitamente i progettisti, soprattutto quando si tratta di Suv e crossover, si affidano alle tradizioni senza troppe stravaganze: in questo caso i gruppi ottici sono di grandi dimensioni e “a punta”, mentre il lunotto si presenta con una forma ricercata e offre una buona visibilità, al lordo dei sette appoggiatesta. Il leit motiv della vettura è tutto concentrato in questa parte: una volta sollevato il grande portellone, si hanno a disposizione la configurazione “cose” piuttosto che quella “persone”, dunque un piano di carico regolare e di buona capacità per i bagagli oppure due sedili estraibili dal piano di carico a cui si accede dalla seconda fila dei sedili. Una situazione esclude l’altra, nel senso che la configurazione sette posti non lascia spazio per le valigie, ma sicuramente è molto apprezzata quando la famiglia del driver è numerosa o si affronta una trasferta con molti colleghi. Proseguendo dal baule verso la parte anteriore dell’abitacolo si incontrano le altre due file di sedili, con la seconda che dispone di bocchette di aerazione e la prima che comprende due poltrone comode e spaziose. Guidatore e primo passeggero hanno a disposizione uno specchietto grandangolo supplementare montato sopra il tradizionale retrovisore, che offre una visione panoramica fino in fondo e, oltre a mettere in evidenza la disposizione a teatro (cioè leggermente rialzata) delle file posteriori, dà l’idea della quantità di spazio a disposizione. Quantità che si traduce in un gran numero di vani, tasche e cassetti.

COCCOLE PER IL DRIVER – Il posto di guida merita una trattazione a sé: la posizione è rialzata, ma non dritta come quella di un veicolo commerciale; i sedili si concedono le consuete regolazioni manuali che, accompagnate a quelle in altezza e in profondità del volante a tre razze (che prevede anche i comandi integrati del cruise control e dell’hi-fi), consentono il raggiungimento della miglior posizione con la chiara visione della strumentazione di bordo. A proposito: ai quattro indicatori circolari più display rettangolare che vanno a costituire il quadro di lancette e informazioni digitali davanti al guidatore, si aggiunge il corposo elemento centrale della plancia dove spiccano il display per l’autoradio e il navigatore satellitare (di serie sull’allestimento LTZ) e il relativo pannello sottostante dalla “doppia vita” comandi audio/sportello del vano retrostante, come descritto sopra. Altri comandi secondari, più quelli della climatizzazione automatica (l’impianto non prevede la regolazione separata della temperatura dei due lati dell’abitacolo), occupano la parte della plancia verso la leva del cambio. Nel complesso, i comandi hanno una buona disposizione e concorrono anch’essi a formare quell’idea di prodotto “ben fatto” che già si riscontra nella qualità dei materiali per le finiture e l’allestimento.

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