21 Maggio 2021

Unrae, Anfia e Federauto: il Governo non investe nel settore automotive

Unrae, Anfia e Federauto lamentano l'assenza nel Decreto Sostegni-bis del rifinanziamento degli incentivi per la sostituzione dei veicoli

L’ennesimo monito diretto al Governo quello di Unrae, Anfia e Federauto. Con un comunicato stampa congiunto, le tre associazioni lamentano dell’assenza nel Decreto Sostegni-bis del rifinanziamento degli incentivi alla sostituzione di veicoli vecchi e inquinanti con veicoli di ultima generazione. 

Unrae, Anfia e Federauto attaccano il Governo

Una mossa che ci si aspettava e che avrebbe portato benefit all’intera filiera. Come sostengono Unrae, Anfia e Federauto infatti l’investimento, riguardante tutto il settore, si sarebbe ripagato in breve tempo e avrebbe generato un surplus per le casse dello Stato. Il Governo ha invece scelto in modo differente, spiazzando le associazioni che hanno subito bollato la decisione come “incomprensibile”

Una mancanza inoltre che segue quella che ha caratterizzato anche il PNRR, nel quale non sono stati previsti interventi di sostegno alla domanda del settore auto sulle tecnologie a bassissime emissioni. Questa volta invece a subire i costi di questa decisione è la transizione ecologica, spinta dall’Unione Europea ed ora frenata in malo modo.

Leggi Anche: non è di certo il primo appello delle tre associazioni al Governo

ADDIO INCENTIVI

Senza incentivi per l’acquisto di quelle auto che risultano ancora oggi le più vendute, il rischio è quello di frenare un processo che si era messo in moto e sembrava promettere bene.

Gli incentivi stavano ben supplendo alle difficoltà dei consumatori italiani stretti dalla morsa della pandemia. Fungevano da stimolo all’acquisto, in un periodo appunto di magra, e rispondevano anche alla volontà di una mobilità futura che fosse più sostenibile e green.

Unrae, Anfia e Federauto attaccano il Governo

Insomma un provvedimento che, numeri alla mano, come hanno dimostrato anche Unrae, Anfia e Federauto nei loro fitti colloqui con le Istituzioni, stava ottenendo riscontri positivi. Una situazione win-win per tutti: per il mercato dell’automotive che tamponava la forte crisi del momento e per la popolazione tutta che, con la rottamazione di questi veicoli obsoleti, riusciva a liberarsi contestualmente di decine di migliaia di tonnellate di CO2.

Ripristinare l’ecobonus per le auto, compresa la fascia 61-135 g/Km, e per i veicoli commerciali: l’appello è stato lanciato, ora sta al Governo decidere se raccoglierlo o meno.

La proroga del provvedimento, secondo Unrae, Anfia e Federauto sarebbe una misura necessaria per l’ambiente, per il settore delle auto e per tutti coloro che ci lavorano; insomma una questione che riguarda milioni di persone che ora è stata sollevata e che, c’è da scommetterci, riserverà ulteriori aggiornamenti.

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