1 Aprile 2020

Unrae: le proposte per sostenere il mercato dell’auto

Unrae annuncia un calo del mercato dell'auto dell'85,6% a marzo a causa del Coronavirus. Ecco le proposte che l'associazione avanza al Governo per sostenere il settore e ripartire una volta finito il lockdown.

Una situazione drammatica. Una crisi senza precedenti. Il Coronavirus ha letteralmente affossato il mercato dell’auto: in attesa dei dati ufficiali, Unrae ha annunciato un calo stimato dell’85,6% a marzo – rispetto a marzo 2019 -, con poco più di 28.000 auto vendute, e ha svelato alcune proposte da rivolgere al Governo per sostenere il settore. 

mercato dell'auto: le previsioni di Unrae

“E’ necessario un approccio strategico al futuro, così come è necessario un piano per la protezione delle imprese, della loro liquidità e delle persone” ha detto Michele Crisci, presidente dell’associazione che rappresenta le Case automobilistiche estere, durante una conferenza stampa on-line organizzata questa mattina.

GLI SCENARI IN ITALIA SECONDO UNRAE

In poche parole, quanto accaduto in Cina, primo Paese in cui è scoppiata l’epidemia, si è ripetuto anche da noi. “Il settore della produzione e della distribuzione auto e, in generale, il settore dei trasporti sono centrali nell’economia (valgono quasi il 10% del PIL, ndr.) ed erano già sotto pressione prima dell’emergenza a causa degli investimenti per la transizione energetica” ha proseguito Crisci.

Il mercato dell’auto era già ammalato prima del Coronavirus, come dimostra il calo del -7,3% tra gennaio e febbraio 2020. Adesso, praticamente, non c’è più. “Ci siamo immaginati due scenari – ha spiegato il presidente di Unrae –: quello migliore (che fortunatamente è il più probabile guardando la curva dei contagi, ndr.) prevede la chiusura delle attività fino a maggio, la ripresa a giugno e successivamente un mercato dell’auto in graduale recupero, ma che non tornerà ai livelli del 2019. Quello peggiore, invece, la chiusura delle attività fino ad agosto, la ripresa a settembre e un settore che recupererà più lentamente rispetto allo scenario precedente”

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Nel primo caso, Unrae prevede per fine anno un calo del mercato del 32%, con 1 milione e 300mila vetture, nel secondo caso un crollo a quota un milione di vetture. Numeri negativi che tengono conto del fatto che “alla crisi del nostro settore va ad aggiungersi ovviamente la crisi degli altri comparti”.

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LE CONSEGUENZE DEL CORONAVIRUS 

Il Coronavirus ha già portato al crollo della domanda di acquisto e al lockdown totale delle reti distributive. Senza contare l’interruzione subita dalla filiera delle auto elettriche e la chiusura delle fabbriche europee in seguito a quelle cinesi. 

In questo contesto, ha osservato Crisci, il dinamismo delle Case è stato evidente “nella riconversione delle attività, nel supporto logistico ed economico per fronteggiare l’emergenza, nei servizi delle officine, che sono rimasti operativi, e nel trasporto merci”. Un dinamismo che, però, non basta, perchè i concessionari in forte difficoltà non sono stati praticamente presi in considerazione dal Decreto Cura Italia. “Serve sostegno per proteggere le reti distributive e, quindi, evitare il crollo del sistema” ha precisato Crisci senza giri di parole.

le proposte di Unrae per sostenere il mercato dell'auto

LE PROPOSTE DI UNRAE

Da qui le proposte di Unrae, che si pongono il duplice obiettivo di protezione del settore e stimolo della domanda. Nel dettaglio, l’associazione, facendosi portavoce per prima delle istanze del mondo auto, chiede in particolare: 

  • Modifiche all’ecobonus, con l’introduzione di una terza fascia di vetture incentivate, quella che va da 61 a 95 g/km di CO2, per allargare la platea dei modelli oggetto dell’agevolazione. Sempre sull’ecobonus, Unrae chiede l’aumento degli importi per la seconda fascia di emissioni (21-60 g/km), con un conseguente aumento dei fondi
  • Il riallineamento della fiscalità italiana agli standard degli altri Paesi europei, con l’aumento del tetto del costo massimo deducibile fino a 50.000 euro, l’aumento della quota ammortizzabile al 100% e l’aumento della detraibilità dell’Iva al 100%  per aziende e professionisti.

Misure che, secondo l’associazione potrebbero determinare, nel caso di un mercato a 1 milione 300mila pezzi, un incremento di 200.000 unità. “Questo significherebbe un miliardo di euro recuperato per lo Stato in termini di gettito Iva” ha affermato Crisci. Con l’altro scenario, invece, i provvedimenti potrebbero portare il settore a chiudere l’anno a 1 milione 100mila immatricolazioni.

Altre proposte dell’associazione riguardano il mondo del trasporto merci, con la proroga di 6 mesi  del superammortamento su veicoli commerciali, veicoli industriali e rimorchi, e gli autobus.

Gli obiettivi di Unrae sono chiari: tutela della stabilità occupazionale, protezione e rilancio dell’industria e del suo indotto, difesa della continuità dei servizi pubblici essenziali, riduzione dell’impatto ambientale e maggiore sicurezza e, infine, come detto, un ritorno economico per l’Erario. “Non pretendiamo una risposta prima di Pasqua, ma è importante che queste misure vengano adottate quando si potrà ripartire” ha concluso Crisci. Perchè, con questi numeri, non sarà permesso aspettare altro tempo. 

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