USA, Canada e Messico rinnovano il Nafta: quali conseguenze sull’automotive?

USA, Canada e Messico hanno rinnovato il Nafta, il loro storico accordo commerciale. Dopo i volumi record della produzione nel 2016, seguono i cali di USA e Canada e gli incrementi di Messico nel 2017, confermati nel 2018.

USA, Canada e Messico hanno rinnovato lo storico accordo Nafta (North American Free Trade Agreement), firmato nel 1992. L’intesa è stata raggiunta faticosamente il 30 settembre scorso. La firma del nuovo accordo a tre è attesa entro il 30 novembre 2018.Nafta 2018

La procedura di ratifica da parte dei singoli parlamenti potrebbe richiedere ancora alcuni mesi, al fine di valutare il potenziale impatto sulle tre economie. La maggior parte delle nuove disposizioni probabilmente non entrerà in vigore prima dell’inizio del 2020. Il nuovo accordo avrà una durata di 16 anni e sarà rivisto ogni sei anni, momento in cui tutte le parti potranno concordare di prolungare la durata. Anfia ha dedicato un focus all’industria automotive in questi tre Paesi.

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NUOVE REGOLE PER L’AUTOMOTIVE

Il Nafta 2.0 presenta importanti cambiamenti su: settore auto, nuove politiche in materia di standard lavorativi e ambientali, protezioni della proprietà intellettuale e alcune disposizioni sul commercio digitale.  Per quanto riguarda l’industria automotive, l’accordo prevede nuove regole:

Il 75% della produzione nei tre Paesi

Il 75% di camion ed automobili dovrà essere composto da parti lavorate nei tre Paesi, attualmente la quota è al 62,5%. Alzare la percentuale  ha l’obiettivo di incrementare la produzione di componenti e ricambi auto nel Nord America, costringendo le case automobilistiche a utilizzare parti realizzate nell’area rispetto a parti più economiche provenienti dall’Asia. Ciò probabilmente aumenterà il costo di auto e camion.

Pagare di più i lavoratori

Il 40-45% del valore dei veicoli prodotti dovrà essere eseguito da lavoratori pagati almeno 16 dollari l’ora entro il 2023, il che significa da Usa e Canada. Questa disposizione si rivolge specificamente al Messico che dovrebbe portare i salari agli standard statunitensi e canadesi, a quel punto però le aziende non avrebbero più motivo di delocalizzare in Messico. Inoltre il Messico si impegnerà per una maggior tutela dei lavoratori, garantendo la rappresentanza sindacale e delle donne. I paesi potranno anche sanzionarsi reciprocamente per violazioni in materia di lavoro

Alluminio dall’area Nafta

il 70% dell’alluminio che compone i veicoli dovrà arrivare dall’area Nafta. Per ora i dazi USA del 25% su acciaio ed alluminio resteranno validi anche per Canada e Messico.
Stabilimento fca

LA PRODUZIONE

Dopo i volumi record della produzione nel 2016, seguono i cali di USA e Canada e gli incrementi di Messico nel 2017, confermati nel 2018. Nel 2017, nell’area Nafta sono stati prodotti 17,45 milioni di autoveicoli, quasi 700mila in meno rispetto ai volumi record del 2016 (-4%).

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Nel primo semestre 2018 la produzione è scesa a 8,96 milioni di autoveicoli dai 9,16 milioni di gennaio-giugno 2017 (-2,2%). Secondo la tipologia di veicolo, la produzione ha riguardato:

  • 2,62 milioni di autovetture (-16% su gennaio-giugno 2017)
  • 6,08 milioni di light truck (+4,8%)
  • 255mila autocarri medi-pesanti (+14,3%)

Le Big Three (FCA, Ford, GM), con 4,5 milioni di LV e una flessione dello 0,5%, rappresentano il 50,4% della produzione complessiva dell’area Nafta: FCA ha una quota produttiva del 14,8%, con volumi in crescita del 17%, Ford e GM hanno quote rispettivamente del 17,3% (con un calo del 7% sulla produzione di gennaio-giugno 2017) e del 18,3% (con un calo tendenziale del 6%). Gli altri Costruttori hanno prodotto il 49,6% del totale di light vehicle fabbricati nell’area, con volumi in flessione del 3,9%.  

Stati Uniti e Canada

Gli Usa sono il sito produttivo più importante dell’area Nafta, pari al 65% della produzione complessiva di gennaio-giugno 2018, con 5,83 milioni di autoveicoli (-1,9%).

L’industria automotive statunitense possiede una forza lavoro esperta e qualificata, infrastrutture industriali ben sviluppate, una rete di fornitura e di logistica di supporto alla produzione. Gli alti costi di produzione agiscono da deterrente per la produzione di veicoli a minore margine di profitto, il mercato saturo limita il potenziale di crescita dei volumi produttivi e le tensioni commerciali con altri importanti mercati manifatturieri stanno offuscando le prospettive di produzione, aumentando potenzialmente i costi o riducendo l’accesso alle forniture.

Allo stesso tempo gli Stati Uniti posseggono un forte background tecnologico, che consente di guardare senza problemi alle nuove aree del settore come la guida autonoma e i nuovi sistemi di mobilità.   In Canada, nel primo semestre 2018, la produzione di autovetture, circa 357mila unità, è risultata in flessione del 10% rispetto a gennaio-giugno 2017, mentre quella dei light truck, 716mila unità, cala dell’11%.

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Messico

Il Messico è diventato, già nel 2014, il primo produttore automotive in America Latina, superando il Brasile, e il settimo maggior produttore al mondo, grazie al basso costo della manodopera, attirando investitori nell’industria auto messicana per competere nel mercato nordamericano.Produzione auto Messico
Dopo il record produttivo nel 2017 di 4,07 milioni di autoveicoli (+13% sul 2016), la produzione nel  primo semestre 2018 è ancora in crescita e ha riguardato 2,05 milioni di autoveicoli (+2%). Le previsioni di crescita dell’economia messicana (stime FMI) sono del 2,2 % per il 2018 e del 2,5% per il 2019.

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