Valori residui: il diesel resiste anche dopo il Covid

Il diesel crolla sul mercato del nuovo, ma continua a reggere bene in termini di valori residui previsionali. La testimonianza arriva dalle rilevazioni più recenti di Autovista.

I valori residui previsionali delle auto sono in calo a causa del Covid? La risposta è no. I trend che hanno mostrato in questi mesi regalano quindi una buona notizia alle società di noleggio e, in generale, alle flotte aziendali. Per ora nessun crollo. Nessuna conseguenza significativa. Anche per il tanto vituperato diesel

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Uno scenario che, chiaramente, è in divenire: l’andamento della pandemia e gli incentivi sulle auto nuove potrebbero influenzare i VR nei prossimi mesi. E poi c’è un dato di fatto da considerare: visto che il mercato dell’usato segue sempre a ruota quello del nuovo, gli effetti si faranno sentire maggiormente nei prossimi anni. E’ quanto emerge dalle rilevazioni più recenti di Autovista (dati aggiornati a fine luglio 2020), nota società specializzata proprio nei forecast dei valori residui dei veicoli.

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VALORI RESIDUI PREVISIONALI: I TREND ATTUALI

“Durante il lockdown e in questi mesi di ripartenza, abbiamo registrato una certa stabilità sui valori residui futuri: sia se prendiamo in considerazione le alimentazioni, sia se analizziamo i body type delle vetture, i VR a 36 mesi/20.000 km all’anno sono in linea con quelli del 2019” spiega Marco Pasquetti, forecast specialist di Autovista Italia.

ALIMENTAZIONI

I dati di Autovista confermano che dalla fine del 2019 a luglio 2020 c’è stata addirittura una crescita dei valori residui previsionali di tutte le principali alimentazioni (ad eccezione del gas). “In particolare, in questi mesi segnaliamo un netto miglioramento dei valori medi delle auto elettriche, che passano dal 39,9% al 45,4%. Da aprile ad oggi la crescita è stata di quasi un punto percentuale” afferma Pasquetti. D’altro canto, le auto elettriche (leggi il nostro approfondimento con Motus-E) sono le uniche ad essere cresciute durante il lockdown e l’offerta delle Case sta premiando sempre di più i modelli a basse e a zero emissioni. Bene anche le auto ibride, che mantengono il loro trend di sviluppo, parallelo a quello vissuto sul mercato.

Ancora più sorprendente, però, è il caso del diesel. Che, come sappiamo, continua il suo crollo in termini di immatricolazioni del nuovo (la rappresentatività è passata dal 42,7% sul totale delle vendite a fine 2019 al 35,1% del primo semestre 2020), ma al contrario cresce in termini di VR previsionali. “Passiamo dal 44,4% di dicembre 2019 al 45,1% attuale. E da aprile c’è stata addirittura una leggerissima crescita” sottolinea il forecast specialist di Autovista Italia.

“I veicoli diesel hanno tuttora valori residui più alti rispetto ai motori a benzina – analizza Pasquetti –: chiaro che, visti i volumi ridotti del nuovo, il numero dei veicoli usati a gasolio è molto inferiore rispetto al passato e anche questo aspetto porta benefici ai valori residui”.

TABELLA (fonte Autovista)

Fuel Type 2016 2017 2018 2019 2020  
Benzina 40,1% 40,2% 41,6% 42,5% 43,1%  
Benzina/Elettrica 38,6% 38,6% 41,4% 43,5% 44,3%  
Diesel 45,9% 44,8% 44,6% 44,4% 45,1%  
Diesel/Elettrica 44,9% 40,6% 42,9% 47,0% 47,1%  
Elettrica 29,9% 29,4% 31,3% 39,9% 45,4%  
Gas Liquido 32,7% 33,8% 36,5% 37,8% 36,9%  

CATEGORIE

“Per quanto riguarda invece le categorie, registriamo una forte stabilità dei Suv, un leggerissimo calo dei crossover e una crescita significativa delle berline, che salgono di oltre un punto percentuale” spiega ancora Pasquetti. In questo contesto, il segmento maggiormente penalizzato è quello delle city-car, che sono destinate a soffrire ancora di più con l’arrivo degli incentivi, che inevitabilmente spingeranno gli acquisti del nuovo. 

TABELLA (fonte Autovista)

Body Type 2016 2017 2018 2019 2020  
Berlina 40,8% 39,2% 39,4% 39,6% 40,7%  
Cabriolet 44,3% 43,5% 44,2% 44,5% 44,2%  
Coupé 44,8% 44,1% 46,4% 46,8% 46,4%  
Crossover 41,6% 45,0% 44,5% 43,3% 42,2%  
Familiare 41,8% 41,3% 40,7% 41,0% 42,2%  
Fuoristrada 45,1% 46,4% 49,9% 54,1% 54,3%  
Monovolume 43,3% 42,1% 41,2% 42,4% 44,6%  
Pick-up 42,1% 44,1% 47,0% 47,8% 46,1%  
Spider 46,3% 51,3% 51,6% 51,8% 52,6%  
Sport Utility Vehicle 46,9% 47,6% 47,7% 47,1% 47,1%


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PREVISIONI FUTURE

Purtroppo,nel nostro Paese, differentemente da quanto accaduto all’estero, il Decreto Rilancio e il Decreto Agosto si sono concentrati quasi esclusivamente sulle auto nuove. “Questa mancanza, inevitabilmente, influenzerà anche i valori residui previsionali – afferma ancora Pasquetti – Prevediamo che la stabilità si protrarrà fino a fine anno, ma poi ci sarà un calo dei valori residui medi del 4,8% nel 2021 e del 4,6% nel 2022”.

Autovista, fin dall’inizio dell’emergenza Covid, si è interrogata su quali potranno essere le conseguenze a lungo termine della situazione attuale sui valori residui previsionali e sul mercato dell’usato (leggi il nostro approfondimento sulla digitalizzazione del settore). La società ha pubblicato uno studio a livello internazionale: How will COVID-19 shape used car markets?

Sono state individuate cinque variabili fondamentali che sono destinate a determinare gli scenari futuri: la diffusione del virus, l’impatto economico, l’impatto sulla catena produttiva dell’automotive, la variazione della domanda e l’efficacia delle misure governative.

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