26 Agosto 2011

Mercedes Classe C SW: viaggiare sotto una buona Stella

Una tazzina di caffè fumante a portata di sguardo sul contachilometri. È vero, è in posizione defilata nel display ad alta risoluzione al centro del tachimetro, ma cattura lo sguardo di chi, “mangiachilometri” specialmente per lavoro, è abituato a tutt’altro genere di spie. Figuratevi poi quando, dopo 20 minuti dall’inizio del viaggio, a meno di regolazioni differenti, un duplice segnale acustico richiama l’attenzione del driver insieme al messaggio “Attention Assist: Pausa!” che campeggia sempre sull’avveniristico display. Ecco, l’Attention Assist è uno dei dispositivi di sicurezza della Mercedes Classe C Station Wagon che punta a prevenire la stanchezza del driver.

FLEET ORIENTED – La Classe C si conferma auto votata alle flotte, capace sia di ben rappresentare il management sia di soddisfare l’utenza commerciale. Da una parte il blasone della Stella dall’altra la propensione alle lunghissime percorrenze, la nuova generazione della prima Station Wagon della gamma Mercedes si presenta con un curriculum eccellente se vista in ottica Fleet: propulsori affidabili, corposa offerta di motorizzazioni a gasolio, grande tenuta del valore al momento della rivendita e caratteristiche tecniche ad hoc. La vettura vanta dimensioni compatte e plus di marcia come per esempio i sedili che sono un po’ tedeschi, cioè duri, ma che risultano ampi, comodi e soprattutto resistenti. Il trascorrere degli anni e l’incalzare dei competitor hanno poi reso le Mercedes anche prodighe di accessori di serie, così il fatto di essere spartane è ormai un luogo comune insieme a quello delle motorizzazioni sì indistruttibili ma poco potenti. Basti pensare all’esemplare testato, la 220 Cdi, per godersi i 170 Cv e una coppia esuberante di 400 Nm. Il tutto senza pagare dazio in termini di consumi ed emissioni: non a caso le motorizzazioni si chiamano BlueEfficiency e la nuova Classe C, tra gli altri, dispone del sistema Start&Stop, anche con il cambio automatico che adesso è a sette marce: il dispositivo consente consumi davvero contenuti, con medie dichiarate sui percorsi misti che superano i 20 km con un litro.

DETTAGLI CHE FANNO LA DIFFERENZA – Oltre a offrire performance di tutto rispetto, la Classe C piace per l’estetica sportiveggiante, i materiali interni ricercati, le dotazioni ricche. L’allestimento Elegance provato da Fleet Magazine si caratterizza per la presenza della Stella sul cofano anziché integrata nella mascherina: il “mirino” è sempre un piccolo ma distintivo dettaglio delle Mercedes, così come la posizione di guida. Già abbiamo accennato all’ampiezza della seduta, che comunque non trascura il trattenimento laterale, in più le poltrone dispongono delle consuete regolazioni, elettriche per l’inclinazione dello schienale e per l’altezza del cuscino, oltre alla particolarità, solitamente riservata a modelli di classe superiore, del poggiatesta Confort con sostegni laterali regolabili. Il volante regolabile in altezza e profondità, la presenza di comandi satinati, come quelli secondari sulla plancia, quelli previsti sul volante multifunzione e il già citato display ad alta risoluzione nella strumentazione contribuiscono all’ottima atmosfera di bordo insieme ai dettagli che, si sa, fanno sempre la differenza. È gradevole vedere nel display, al momento dell’accensione, la sagoma tridimensionale del frontale dare una sorta di benvenuto a chi si accinge alla guida. Dopo di che compare il profilo laterale con la situazione delle cinture allacciate, che poi lascia il campo alla schermata preferita da selezionare tra le molteplici previste dai vari menu (Perc, Navi, Audio, Tel, Assist).

VETTURA PROFESSIONALE – Pensando alla Classe C come vettura “professionale”, non va poi dimenticato il sistema di telefonia Bluetooth e la possibilità di importare in modo semplice e veloce i contatti: ottima la qualità dell’audio, delle chiamate ricevute così come di quelle effettuate. Una propensione al “bel suono” che si conferma anche se si ascolta la radio o la musica dai vari supporti: le prese ricavate nel cassetto centrale consentono il collegamento di diverse sorgenti tra cui iPod e iPhone, con i menu consultabili sul display centrale e attivabili tramite i comandi sul volante. E per quanto riguarda lo spazio a bordo? È ottimale per quattro passeggeri, il quinto deve fare i conti con il tunnel centrale della trasmissione. Il vano di carico, a cui si accede dal leggero portellone, anche con movimento elettrico, è ampio e di forma regolare, con almeno 475 litri di capacità che diventano 1.500 reclinando i sedili posteriori. Se poi si ha l’esigenza di trasportare oggetti  particolarmente voluminosi, si può contare sui 2,82 metri di lunghezza tra il vano bagagli e il pozzetto per i piedi del sedile anteriore.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia