29 Settembre 2016

Videogiochi, una chiave per lo sviluppo della guida autonoma

Giocare in modo responsabile. O meglio, farlo così che il player risulti responsabilizzato sui comportamenti alla guida più adatti.

Sembrano semplici slogan e null’altro, in realtà la contaminazione tra realtà dei videogames e industria automobilistica è più stretta di quanto si pensi, specialmente in un momento storico come il nostro che prepara la strada all’avvento definitivo dell’autonomous vehicle.

Il rapporto evocato ha addirittura un nome, “gamification“, e consiste nell’applicazione di elementi propri del mondo ludico al di fuori del contesto in cui sono state ideate.

TENERE DESTA L’ATTENZIONE

“Il gioco può rappresentare un elemento importante nella cabina di guida – ha sottolineato Alexander Klotz, Head of Research & Development della Divisione Interior di Continental -. Mantiene viva l’attenzione del conducente e lo aiuta a passare velocemente dalla modalità autonoma a quella manuale”.

Nel sottolineare come il fenomeno videogames sia tanto trasversale (non conosce età) quanto in continua crescita, Maximilian Schenk – che fino a febbraio 2017 sarà Managing Director del BIU (Bundesverband Interaktive Unterhaltungssoftware – l’associazione tedesca dei videogiochi), ha alluso alle grandi potenzialità insite nell’incontro tra due realtà che solo all’apparenza risultano antitetiche.

“L’automazione di guida è un processo graduale e non immediato, nei vari passaggi intermedi il gioco assumerà un ruolo importante nello sviluppo delle interfacce uomo-macchina – ha ripreso Klotz -. Anche se con la guida automatizzata i compiti strettamente connessi alla conduzione del veicolo diminuiscono, il focus nell’implementazione di queste vetture rimane sempre sul guidatore”, che deve essere tutelato sotto il profilo della sicurezza attiva e passiva, ma senza che vengano in alcun modo penalizzati altri aspetti, quali l’infotainment, l’identificazione del conducente e l’esperienza degli utenti.

DUE MONDI SEMPRE PIÙ VICINI

Sono già diversi i punti di contatto tra industria dell’auto e mondo dei videogame. Si va dai più semplici head-up display, agli ologrammi, alla realtà aumentata, sino all’integrazione a bordo di computer “esterni”, cioè non direttamente collegati all’elettronica del veicolo.

Per studiare i prossimi passi da compiere, Continental sta lavorando fianco a fianco con i ricercatori del Nanyang Polytechnic Institute di Singapore. L’obiettivo è quello di individuare, tutte le possibile forme di integrazione dei videogiochi all’interno delle vetture di prossima generazione.

Oltre a mantenere allenato il driver, aumentandone il livello di attenzione e la capacità di reazione qualora vi fossero problemi su un mezzo a guida autonoma, l’approccio ludico potrebbe ad esempio, come ricordato dal colosso tedesco, riservare importanti ricadute a livello cognitivo attraverso la totale integrazione del gioco nell’interfaccia olistica uomo-macchina. Una sorta di “tutor” accompagnerebbe così il conducente nella scoperta graduale del sistema, controllandone al contempo le condizioni attraverso una serie di sensori.

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