16 Settembre 2017

Weekend on the road: un giro d’Italia a bordo di Alfa Stelvio

L’idea in testa è a dir poco ambiziosa. Forse un po’ folle, ma decisamente suggestiva. Un giro d’Italia a bordo dell’ultimo simbolo del made in Italy su quattro ruote (in ordine cronologico, si intende): Alfa Romeo Stelvio, il primo Suv nella storia del del Biscione arrivato sul mercato qualche mese fa.

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Un omaggio al nostro Paese, che ha condizionato anche la scelta del percorso: perchè non passare anche dalla zona che ha dato il nome alla vettura, ovvero il Passo dello Stelvio? E da lì, il valico più alto dell’Italia (2.757 metri), puntare dritti – si fa per dire – al punto più basso del Paese, ovvero il “tacco dell’Italia”, Santa Maria di Leuca? Ovviamente un weekend non basta per questo tour della penisola on the road, lungo, tra andata e ritorno, quasi 3mila chilometri. Lo facciamo in cinque giorni, poco più di un “long weekend”. Sfruttando, magari, gli ultimi scampoli di ferie estive.

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IL PERCORSO

Armi e bagagli caricati sull’auto il mercoledì pomeriggio per recarsi al punto di partenza prescelto, il Passo dello Stelvio. Da Milano circa quattro ore di macchina, passando per Lecco e la Valtellina. Il giovedì, dopo una passeggiata d’obbligo per godersi la montagna, partenza verso la costa Adriatica, tappa nelle Marche a Numana e il giorno successivo visita della città. Il sabato, partenza per Santa Maria di Leuca, dove poi ci fermeremo la domenica. Ritorno il lunedì.

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COMPAGNA DI VIAGGIO

Oltre all’aspetto dell’italianità, abbiamo scelto la Stelvio perchè è un Suv comodo, spazioso, tecnologico, come abbiamo potuto apprezzare dalla nostra prova in anteprima. Una Sport Utility premium, caratterizzata da una motorizzazione 2.2 diesel da 210 Cv molto adatta per le car policy e in grado di emozionare chi si mette al volante. La versione Business, in particolare è equipaggiata con Connect 2D Nav, fari Bi-Xenon e fendinebbia a Led. La guida notturna, insomma, non può far paura.

La statale che da Milano conduce alla Valtellina è l’ideale per sperimentare i sistemi di sicurezza della vettura: dal Cruise Control, comodissimo nelle ore serali, al Lane Departure Warning. Sistemi, è vero, ormai standard su auto di un certo livello, ma tutto ciò, sulla Stelvio, si unisce a un comfort elevatissimo. In un viaggio lungo come questo, in particolare, si fa sentire la qualità del cambio automatico SF a 8 rapporti (di serie su tutte le versioni). I consumi del diesel, specie in autostrada, non sono esagerati. Infine, sulla strada di montagna che conduce al passo omonimo della nostra compagna di viaggio ci si diverte: salite, discese e curve sono “pane per i denti” della Stelvio. Mai nome fu, dunque, più azzeccato…

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DAL PASSO DELLO STELVIO ALL’ADRIATICO

Nel cuore della giornata di giovedì, si parte verso Numana. Il tragitto più breve è passare per Merano e Bolzano, per poi seguire, attraverso l’autostrada del Brennero, verso Modena e, quindi, tagliare per Bologna. In autostrada, si apprezza l’altezza da terra della Stelvio, che consente una guida sempre rilassata.

Arrivo nelle Marche in tarda serata. Ovviamente, passando dalla montagna al mare, il contesto è nettamente diverso. L’ideale per toccare con mano i vari colori del nostro Paese.

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TAPPA A NUMANA

Numana si trova nel cuore della riviera del Conero. E’ un vero e proprio gioiello, caratterizzato da mille sfaccettature. Le pendici del monte scendono verso il mare, creando un paesaggio costiero che passa in pochi km dalla sabbia alla ghiaia, con insenature bellissime.

Il contesto perfetto per trascorrere un venerdì di mare. Girando la cittadina, d’obbligo è una visita alla Piazza del Santuario, dove si trovano il Palazzo Comunale e il Santuario del SS Crocifisso. Una chiesa cinquecentesca a pianta greca, all’interno della quale spicca un crocifisso in stile bizantino. Nella passeggiata, non può mancare la via più tipica di Numana, la Costarella, costruita interamente da scalini.

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IL TACCO DELL’ITALIA

Sabato all’alba ed è già tempo di ripartire. Verso il sud Italia. Percorrere la costa Adriatica significa attraversare diverse Regioni: Abruzzo, Molise e, infine, la Puglia. Una giornata in viaggio per arrivare a Santa Maria di Leuca, piccola frazione in provincia di Lecce diventata famosa per essere il “tacco” della nostra Penisola.

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Qui il paesaggio è molto diverso rispetto a quello marchigiano: la costa è di tipo roccioso, con falesie che vanno a picco sul mare. L’atmosfera che si respira è quella dell’incontro tra l’Italia e altre culture: un simbolo, in tal senso, è la centrale Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae, chiesa cristiana di origini antichissime.

In così poche ore, probabilmente, non c’è tempo per visitare le note grotte della zona, ma ci si può consolare con un giro sul lungomare di Leuca, che ha la particolarità di dipanarsi su una caratteristica passerella di legno ancorata alla scogliera. Un panorama mozzafiato, che fa dimenticare in un baleno il pensiero del lungo viaggio di ritorno. Che, comunque, nonostante il migliaio e rotti di km da compiere, a bordo della Stelvio non può che avvenire in assoluta souplesse…

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