15 Ottobre 2020

Volvo e la sicurezza stradale: una priorità su cui continuare a investire

Oggi hanno preso il via i Volvo Studio Talks, un format promosso dalla Casa svedese per parlare di temi di attualità: il primo incontro, che ha coinvolto in forma virtuale i Volvo Studio di tutto il mondo, è stato incentrato sulla sicurezza stradale.

Ne è trascorso di tempo da quando nel 1986 il New York Times aveva “accusato” la cintura di sicurezza in auto, storica invenzione di Volvo, di essere una lesione della libertà individuale. Oggi la sicurezza al volante è una priorità per tutti, privati e flotte aziendali, e lo è ancora di più rispetto al passato per tutte le Case auto.

Volvo e sicurezza stradale: un binomio affermato

Se ne è parlato oggi nel corso della prima puntata dei Volvo Studio Talks, un inedito format promosso da Volvo che vede coinvolti i cinque Volvo Studio attualmente esistenti: Milano – il primo realizzato -, Stoccolma, New York, Tokyo e Varsavia. Grazie agli strumenti di interazione virtuale, il dibattito si è svolto dapprima a livello internazionale e poi è proseguito dal vivo nei singoli Volvo Studio e, in particolare per quanto riguarda l’Italia, al Volvo Studio di Milano.

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VOLVO E LA SICUREZZA STRADALE

L’evento, moderato dal direttore di Quattroruote Gian Luca Pellegrini, si è focalizzato subito su due temi di fondamentale importanza in ottica di sicurezza stradale: gli investimenti necessari per migliorare le condizioni delle strade del nostro Paese e, soprattutto, per svecchiare il parco auto circolante (scopri qui perché il parco italiano è vecchio).

“L’invecchiamento del parco circolante pesa tantissimo sulla sicurezza: basti pensare che su 40 milioni di veicoli circolanti in Italia, quasi il 50% è ante Euro 4. Dobbiamo trovare soluzioni per invertire in fretta questa situazione” ha ricordato Michele Crisci, presidente di Volvo Car Italia.

I sistemi di sicurezza stradale Volvo

“Quello tra Volvo e la sicurezza stradale è un binomio ormai assodato – ha aggiunto Crisci – e questo, per noi, è uno stimolo a continuare a investire in questa direzione, non per ragioni di marketing, ma perché è un nostro dovere. I prossimi step saranno finalizzati a fare in modo che i comportamenti delle persone al volante siano adeguati e che la tecnologia ci aiuti a non distrarci”.

Un punto importante riguarda la velocità delle auto. “Crediamo che queste ultime dovranno essere autocontrollate su tutti i modelli” ha spiegato Crisci, riferendosi alla decisione della Casa svedese di autolimitare le sue nuove vetture ad un massimo di 180 km/h.

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DONNE E BAMBINI IN PRIMA LINEA

La velocità, non a caso, è la prima causa di incidente, seguita dalla distrazione in auto: a confermarlo sono gli ultimi dati ACI Istat presentati dal vice questore della Polizia di Stato Federica Deledda. Ogni giorno sulle nostre strade muoiono 9 persone e ne rimangono ferite 661.

La Polizia di Stato è convinta che l’educazione stradale debba partire gioco forza dai bambini, come dimostra il successo del progetto Icaro, che in questi anni ha raggiunto circa 200mila giovanissimi studenti nelle scuole di ogni ordine e grado.

Bambini e sicurezza stradale

“Abbiamo capito che la Polizia doveva trasformare il messaggio di sicurezza stradale, mettendolo al servizio dei più giovani, parlando il loro linguaggio e portandoli ha riflettere” ha ricordato il vice questore. Un messaggio che viene portato anche dalle donne.

Danda Santini, direttore di Io Donna, ha infatti presentato i risultati di un’indagine condotta su un campione di 2.000 donne (età media: 45-50 anni), che testimonia un grande propensione del pubblico femminile per il mondo dell’auto (il 57% del campione ha affermato di essere interessato al settore e il 43% di essere informato sulle ultime novità). I temi di maggiore priorità per le donne sono i consumi, il confort e proprio la sicurezza. Un punto certamente fondamentale.  

Al dibattito sulla sicurezza stradale del Volvo Studio di Milano, sono intervenuti, infine, anche Federico Semeraro, anestesista rianimatore del Comitato Scientifico Italian Resuscitation Council Bologna, che ha sottolineato la relazione fra Salute e Sicurezza, e Federica Foiadelli, docente del Politecnico di Milano-Dipartimento di Energia, che ha parlato della sicurezza nello scenario della mobilità elettrica futura, sia per quanto riguarda i veicoli sia per le infrastrutture di ricarica.

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