Speciale Fleet Talks | Webinar: ultimo miglio, cosa è cambiato?

Con l’emergenza sanitaria e il boom dell’e-commerce, i trend già avviati all’interno della logistica dell’ultimo miglio, ovvero il green e la connettività, hanno avuto una poderosa accelerazione. Ecco lo stato dell’arte, fotografato da diversi attori della filiera.

L’evoluzione della logistica delle consegne urbane è stata al centro del webinar “Ultimo miglio: cosa è cambiato”, che abbiamo organizzato mercoledì 28 aprile.

Un appuntamento che ha approfondito i trend principali di quest’ambito sempre più strategico, attraverso le voci di Costruttori, Fiat Professional e Ford, società di servizi, Vodafone e CSM 360 e aziende operanti nel comparto dell’ultimo miglio: Poste Italiane, MDL, Esselunga e Novo Nordisk.

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COME È CAMBIATO L’ULTIMO MIGLIO DOPO IL COVID?

Perché abbiamo parlato di ultimo miglio? Perché si tratta di un settore che aveva già conquistato prima della pandemia un’importanza strategica all’interno della catena distributiva italiana.

Veicoli commerciali Arval

 Nell’ultimo anno, come sappiamo, c’è stata un’ulteriore evoluzione: con l’emergenza sanitaria e il boom dell’e-commerce, le città sono diventate ancor di più il cuore pulsante delle consegne “al dettaglio”. Un’evoluzione che ha coinvolto, di conseguenza, anche il mondo automotive e il settore delle flotte aziendali. I veicoli commerciali leggeri, infatti, mezzi con cui avviene la maggior parte delle consegne, stanno diventando sempre più intelligenti, connessi e sostenibili, e le aziende del settore “delivery” hanno esigenza di servizi sempre più puntuali sofisticati per rendere la gestione efficiente.

Il punto di vista delle Case

Lo sappiamo: rispetto alle vetture, i veicoli commerciali devono essere ancora più funzionali alle esigenze di trasporto e di spostamento. Cosa può fare in questo periodo storico un Costruttore specializzato negli LCV per garantire questa funzionalità?

“Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un evidente trend di ottimizzazione degli LCV, sia in termini di numero di veicoli, sia in termini di body-mix, ovvero di scelta della migliore configurazione – ha spiegato Salvatore Cardile, Head of Marketing, Communication & Converted Sales Fiat Professional presso StellantisI van, che oggi sono i grandi protagonisti dell’ultimo miglio, stanno razionalizzando i volumi di carico: l’e-commerce, infatti, ha determinato l’aumento del numero delle consegne giornaliere, con una contemporanea diminuzione del peso della merce trasportata”. Fiat Professional ha appena lanciato il nuovo E-Ducato, caratterizzato da interni rivisti in sinergia con gli allestitori partner, per ottimizzare il vano a seconda delle esigenze dei clienti.

Ricarica nuovo Fiat e-Ducato

Allo stesso modo, come ha raccontato Riccardo Magnani, Direttore Flotte e Usato di Ford Italia, la Casa dell’Ovale Blu punta “su una gamma estesa che può soddisfare tutte le esigenze, e su una squadra di key account manager e centri specializzati. Abbiamo inoltre inserito da poco tempo gli allestimenti a listino, per garantire al cliente una qualità pari al primo impianto”. Dal punto di vista della gamma, Ford ha avviato un vero  e proprio “viaggio verso l’elettrificazione”, optando al momento per il Mild Hybrid e il Plug-in Hybrid, mentre il puro elettrico, con il Transit, arriverà nel 2022.

ford-transit-mild-hybrid

Green, ottimizzazione e connettività sono le principali parole d’ordine. “L’avvento della tecnologia elettrica ormai è segnato, sia per questioni di immagine sia per ragioni di convenienza” ha ricordato Cardile. Stellantis, attraverso alcuni tool (Pro Fit, My Fleet Manager) offre ai clienti la possibilità di analizzare le potenzialità di sostituzione della flotta termica con quella a zero emissioni. Quello tra elettrico e ultimo miglio è un binomio dalle grandi prospettive. “La crescente autonomia dei veicoli elettrici, può, in prospettiva, far riflettere i Fleet Manager sull’ottimizzazione dei depositi di prossimità in ambito metropolitano” ha concluso il manager di Fiat Professional.

La connettività, invece, è già oggi una frontiera aperta. “I nostri mezzi hanno il modem tra le loro dotazioni standard – ha osservato Magnani –: questi dispositivi consentono ai Fleet Manager di dialogare con i nostri mezzi e di gestire la flotta, accedendo a un numero di dati impensabile fino a qualche anno fa. Inoltre, i nostri veicoli commerciali potranno ‘comunicare’ con le città del futuro., passando ad esempio automaticamente dalla modalità termica a quella elettrica, quando si entra nelle ZTL”. La novità del 2021 in tal senso è Ford Live, una piattaforma per efficientare la manutenzione della flotta, attraverso strumenti quali “la Smart Maintenance, il Ford Service Pro, e il Ford Live Centre, un team centralizzato che monitorerà mezzi e clienti, e interverrà per ridurre i tempi di fermo”.

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Servizi: connettività da remoto e assistenza a 360 gradi

Dunque, la connettività, la telematica e, soprattutto, la gestione dei Big Data, ovvero le informazioni in tempo reale provenienti dai veicoli commerciali, sono sempre più preziosi alleati per le aziende che operano nell’ultimo miglio.

Vodafone, in particolare, nell’ultimo anno ha alimentato l’offerta con una soluzione dedicata alla gestione della Cold Chain. “L’evoluzione dell’ultimo miglio è caratterizzata da consegne sempre più frequenti, veicoli che devono essere equipaggiati in maniera adeguata e, soprattutto, dalla sicurezza, aspetto sempre più qualificante specie quando si parla dei trasporti di farmaci, che necessitano di una temperatura fissa, oltre che di una puntuale tracciabilità  – ha sottolineato Stefania Gilli, iOT Country Manager di Vodafone BusinessLa nostra piattaforma Vodafone Business Fleet Analytics, sviluppata in collaborazione con il nostro partner Geotab, si è arricchita in tal senso con una funzione per la gestione della catena del freddo, che consente di localizzare la merce e monitorare la temperatura”.

Dashboard Vodafone Business Fleet Analytics

La telematica rappresenta un’alleata anche in un’ottica di elettrificazione del parco auto. “Abbiamo messo a punto un servizio di assessment (Electric Vehicle Sustainability Assessment), che analizza la flotta dei clienti per delineare le potenzialità di passaggio alle alimentazioni elettrificate” ha puntualizzato Stefania Gilli.

L’efficienza del veicolo è determinata anche e soprattutto dalla sua manutenzione, un aspetto che va considerato sempre più a 360 gradi. “L’ottimizzazione è la parola chiave della strategia: occorre studiare la flotta dei clienti, predisporre i servizi che vuole il cliente, e la gestione degli stessi servizi. Comprese la diagnosi preventiva e la diagnosi predittiva, che prevede la gestione dei dati” ha affermato Simone Guidi, General Manager di CSM 360, un’azienda specializzata in questo ambito, nata recentemente, ma che conta già clienti e case histories molto importanti nell’ambito dell’ultimo miglio.

Il valore aggiunto fornito da CSM 360 è la possibilità di raccogliere tutti i dati relativi alla manutenzione dei veicoli in un’unica dashboard. Un po’ come, utilizzando una metafora, avviene per il menù di un ristorante.

La case history di Poste Italiane

Dopo aver presentato il punto di vista dell’offerta, il webinar si è concentrato sulle case history di aziende che operano nell’ultimo miglio, a cominciare da quella di Poste Italiane, la più grande realtà del comparto logistico del nostro Paese, che, unitamente all’evoluzione del suo business, – come hanno spiegato nel corso dell’evento Riccardo Vitelli, Responsabile Fleet Management Poste e Società di Gruppo Ciro Ferrari, Responsabile Ingegneria di Rete Posta, Comunicazione Logistica – ha avviato una consistente evoluzione sostenibile del proprio parco auto.

Poste Italiane è un’azienda che è parte integrante del nostro tessuto sociale nazionale, una realtà unica per dimensioni, riconoscibilità e capillarità. Attualmente conta su una flotta di circa 33.000 veicoli in tutto il Paese, dalle biciclette dei portalettere ai motorini, fino ai tricicli e quadricicli (elettrici e termici), alle autovetture e ai furgoni. Ci sono inoltre altri circa 10.000 veicoli ‘non diretti’ appartenenti alle società del Gruppo.

Già da prima della pandemia Poste Italiane stava lavorando al cambiamento della flotta. Gli ultimi due anni sono serviti all’azienda per parlare con tutta la filiera del settore automobilistico. Grazie ad un puntuale lavoro di messa a punto, i mezzi saranno allestiti per ottimizzare maggiormente il lavoro dei portalettere, modificatosi nel tempo. Tutto il lavoro di cambiamento è stato compiuto insieme a portalettere e autisti.

Poste Italiane ha assistito a una modifica sostanziale del contesto di riferimento dell’ultimo miglio: boom dell’e-commerce e declino del tradizionale settore postale. Si è dovuta quindi, reinventare la flotta dell’ultimo miglio, trasformando rapidamente una rete storicamente strutturata per la posta, in una rete capace di gestire pacchi …e posta. Questa è stata la chiave fondamentale: mezzi più capienti e più sicuri ma altrettanto veloci e caratterizzati da attrezzature idonee all’attività di recapito dei pacchi. 

Un altro driver strategico imprescindibile dell’evoluzione è poi quello della sostenibilità: Poste Italiane arriverà a contare circa 6.000 veicoli elettrici (mezzi a tre ruote, furgoncini e furgoni) attrezzati con altrettante colonnine, e più di 7.000 veicoli ibridi di nuova generazione. Una strategia green che, certamente, sarà di impulso anche per il resto del mercato.

Fleet Manager e ultimo miglio

Anche le altre voci delle aziende presenti al webinar, Mirko Antinori, Fleet Manager MDL, Ciro Perciavalle, E-commerce Home Delivery Manager Esselunga e Marco Magliacca, Supply Chain & Car Fleet Specialist Finance Operations Novo Nordisk, hanno sottolineato la necessità di evoluzione del parco, determinata dalla svolta avuta dalla logistica dell’ultimo miglio.

I temi forti emersi sono stati ancora una volta la connettività e l’inserimento dei veicoli elettrici e ibridi (anche se, ad oggi, la carenza di infrastrutture di ricarica pubbliche rappresenta ancora un ostacolo).

“I veicoli elettrici continuano ad essere un punto di riferimento sia per noi, sia per i nostri committenti, perchè ci permettono di raggiungere i destinatari anche nei centri storici soggetti a limitazione del traffico” ha spiegato Antinori, che poi ha sottolineato l’importanza della connettività ai fini della manutenzione ottimale dei veicoli.

“Con la pandemia, i nostri volumi sono aumentati in maniera significativa e ci hanno spinto a modificare la nostra flotta. Ci siamo dotati di veicoli elettrici da diversi anni, anche se nelle città si sente ancora la mancanza delle infrastrutture, specie nei centri storici, e la mancanza di soste carico e scarico” ha affermato Perciavalle.

“Visto che le realtà ospedaliere, spesso, sono in pieno centro, per noi la scelta di partner dell’ultimo miglio che utilizzano mezzi sostenibili diventa fondamentale. Anche noi adotteremo una svolta green: stiamo modificando la flotta con motorizzazioni Mild Hybrid, ma anche con veicoli Full Hybrid, Plug-in e elettrici ha concluso Magliacca.

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