31 Agosto 2018

Ciclo WLTP: dall’1 settembre la procedura entra in vigore per tutte le auto nuove

Il WLTP, ormai, è realtà: da domani, 1 settembre 2018, tutte le auto nuove, per essere immatricolate, dovranno essere certificate con i nuovi test per il rilevamento dei consumi e delle emissioni.

auto WLTP

Non è una novità: da tempo è risaputo che il WLTP (acronimo di Worldwide Harmonized Light-Duty Vehicles Test Procedure) sta ormai definitivamente mandando in pensione il vecchio ciclo NEDC.

Cosa cambia allora? Semplice, se da un anno esatto a questa parte (settembre 2017) la procedura recentemente introdotta è già obbligatoria per le auto di nuova omologazione, da adesso lo diventerà per tutti i veicoli immatricolati nel Vecchio Continente, compresi quindi i modelli già in vendita.

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DAL NEDC AL WLTP: COSA CAMBIA NEI TEST

Rispetto al vecchio ciclo NEDC, la nuova procedura di calcolo WLTP è caratterizzata da prove di guida decisamente più dinamiche. La velocità massima, infatti, aumenta da 120 a 131,3 km/h, la velocità media è di 46,5 km/h e la durata complessiva del ciclo è di 30 minuti, contro i 20 minuti del NEDC. La distanza percorsa, di fatto, raddoppia, passando da 11 a 23,25 chilometri.

Il test WLTP si compone di quattro parti in funzione della velocità massima: bassa (fino a 56,5 km/h), media (fino a 76,6 km/h), alta (fino a 97,4 km/h), extra-alta (fino a 131,3 km/h). Ognuna di queste parti, a sua volta, è costituita da varie prove come, ad esempio, frenate, accelerazioni o riprese.

Al WLTP, poi, si affianca l’RDE (Real Driving Emission). Ovvero, ai classici test di laboratorio, necessari per la misurazione delle emissioni, si aggiungono anche le prove su strada, fondamentali per simulare l’uso reale del veicolo e verificare l’attendibilità dei dati.

Ciclo di omologazione WLTP consumi auto

IL COINVOLGIMENTO DELLE CASE AUTO

I primi attori coinvolti dall’entrata in scena del WLTP sono inevitabilmente le Case auto. Che, per adeguarsi al WLTP, hanno dovuto implementare imponenti piani organizzativi (tutti i modelli in vendita, infatti, hanno dovuto superare il nuovo test di omologazione) e effettuare investimenti ben precisi sui motori.

Ci sono Costruttori, come il Gruppo PSA, che in queste ore hanno annunciato ufficialmente di aver completato l’omologazione di tutta la gamma. Ma le difficoltà non sono mancate: più di un brand, non a caso, nei mesi scorsi ha dovuto sospendere temporaneamente le vendite di alcuni modelli proprio per le difficoltà legate all’adeguamento.

LE CONSEGUENZE PER LE FLOTTE

L’obiettivo che ha spinto l’introduzione del WLTP è risaputo: rendere i consumi e le emissioni dichiarati dalle Case molto più vicini ai valori reali rispetto al passato.

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Un cambiamento non da poco per le flotte aziendali: con l’entrata in vigore della nuova procedura, infatti, i valori medi dei consumi e del CO2 dei parchi auto sono destinati inevitabilmente ad aumentare (con un incremento medio del 30%).

Di conseguenza, le imprese, specie quelle multinazionali che devono rispettare determinati limiti in termini di emissioni della flotta, avranno la necessità di rivedere la propria strategia e, eventualmente, modificare car policy e car list.

calcolo consumi WLTP

IL FUTURO

Tutti gli step del passaggio definitivo dal NEDC al WLTP sono stati fissati: entro dicembre del 2020, i Paesi dell’UE dovranno indicare e comunicare i valori WLTP per tutti i veicoli. Fino a quella data, invece, i documenti delle auto riporteranno sia il valore WLTP, sia il valore NEDC (che rimarrà il parametro vincolante per il monitoraggio del target di CO2 dei produttori).

Già dall’1 gennaio 2019, però, le Case, in ottemperanza con la normativa europea, renderanno noto al pubblico il dato WLTP. Anzi, in realtà molti Costruttori già hanno cominciato a farlo in questi mesi, seppur in maniera non omogenea, complice la mancanza di una regolamentazione precisa. Situazione che inevitabilmente sta alimentando una certa confusione tra i nuovi e i vecchi parametri.

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