11 ottobre 2018

WLTP: una rivoluzione per le Case e le flotte aziendali

La questione è nota da tempo: il nuovo ciclo di omologazione WLTP sta ormai mandando in pensione il vecchio protocollo NEDC per calcolare consumi ed emissioni dei veicoli. 

Ciclo di omologazione WLTP consumi auto

L’obiettivo della normativa (scopri qui le 5 cose da sapere sull’argomento), come sappiamo, è quello di rendere i dati dichiarati dalle Case più vicini ai valori reali rispetto al passato. I nuovi test di omologazione, infatti, sono molto più severi. E avranno impatti importanti sulle strategie delle flotte aziendali: con l’entrata in vigore del ciclo WLTP per tutte le auto di nuova immatricolazione, avvenuta ufficialmente lo scorso primo settembre, i valori medi dei consumi e del CO2 dei veicoli sono destinati ad aumentare sensibilmente, con un incremento medio del 30%. 

Chiaro, quindi, che le imprese, specie le multinazionali che devono rispettare determinati limiti in termini di emissioni delle flotte, avranno la necessità di rivedere le loro strategie e modificare car policy e car list. Per le Case auto, invece, la rivoluzione è già cominciata da tempo: i Costruttori, in questi mesi, hanno dovuto adeguarsi ai nuovi parametri, riomologando di fatto tutti le loro gamme, implementando cospicui piani organizzativi e effettuando investimenti per rendere i motori più green

Approfondisci: cosa cambia dal vecchio al nuovo ciclo di omologazione

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LA COMUNICAZIONE DEI DATI

Prima di presentarvi le strategie messe in atto dalle Case, è fondamentale affrontare un argomento molto importante: l’attuale comunicazione dei dati (consumi ed emissioni) dei veicoli. La normativa europea dice che in Italia dovranno essere obbligatoriamente resi noti i nuovi parametri WLTP a partire dal primo gennaio 2019

Molti Costruttori, però, hanno già cominciato in questi mesi a pubblicare i dati del nuovo ciclo di omologazione, per agevolare il passaggio dei clienti, privati ma soprattutto aziende, dal NEDC al WLTP. Una situazione che sta però alimentando una certa confusione tra i vecchi e i nuovi parametri, perchè attualmente non esiste una comunicazione omogenea. I listini di diversi modelli, addirittura, riportano, oltre al nuovo valore, un valore NEDC derivato dal WLTP, calcolato sulla base di una formula standard europea denominato CO2MPAS e più alto rispetto al “vecchio” dato NEDC.

Lo scopo è quello di aiutare i clienti ad avvicinarsi gradualmente ai nuovi parametri, ma senza uno standard è difficile fare chiarezza. Una questione che certamente terrà banco da qui a gennaio.

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GLI IMPATTI DEL WLTP PER LE FLOTTE AZIENDALI

Il WLTP, di sicuro, avrà un certo impatto sul lavoro dei Fleet Manager, considerando che il valore dei consumi e delle emissioni cambia non solo a seconda del modello, ma anche a seconda dell’allestimento prescelto.

calcolo consumi WLTP

Una prima conseguenza, quindi, riguarderà la gestione degli ordini e la scelta delle auto: le aziende che attualmente adottano una politica “user chooser” (ovvero che offrono al driver la possibilità di scegliere le vetture e le loro caratteristiche) potrebbero essere costrette ad adottare “car policy chiuse” o comunque a inserire vincoli ben precisi per rispettare le medie di emissioni. 

Una seconda conseguenza, che si è già verificata, è lo slittamento dei tempi di consegna di alcuni veicoli, a causa della necessità di adeguamento da parte dei Costruttori. La terza conseguenza naturale è la revisione di parte della car list

NOLEGGIATORI CONSULENTI

E qui entrano in scena anche i noleggiatori, che con il passaggio dal NEDC al WLTP sono chiamati ad avere un ruolo sempre più importante in termini di consulenza (scopri qui cosa pensano le società di noleggio del nuovo ciclo di omologazione). 

Arval, ad esempio, attraverso l’edizione 2018 del Barometro (indagine annuale condotta dal Corporate Vehicle Observatory), ha preso in esame le possibili conseguenze dell’introduzione del WLTP attraverso le opinioni di 3.718 Fleet Manager di 12 Paesi europei. “I risultati evidenziano un impatto già avvenuto o atteso dai responsabili flotte (il 44% in Europa e il 37% in Italia). Ci aspettiamo pertanto una crescente attenzione verso ‘l’energy mix’ e l’adozione di motorizzazioni alternative” spiega Emmanuel Lufray, direttore Business Engineering & Organization di Arval Italia.
 
Anche secondo Giovanni Giulitti, general manager di ALD Automotive Italia, l’entrata in vigore del WLTP sta portando “una nuova consapevolezza da parte dei clienti verso il risparmio e la riduzione delle emissioni”.

emissioni veicoli ciclo wltp

LE STRATEGIE GREEN DELLE CASE

Esaurite le premesse, torniamo, quindi, alle Case. In questo contesto di cambiamento, i Costruttori hanno messo in atto azioni ben precise per ridurre l’impatto ambientale delle loro gamme.

La duplice sfida è quella di adeguarsi al nuovo ciclo di omologazione (alcuni marchi hanno completato il processo nei tempi, altri, invece, ci stanno ancora lavorando) e, allo stesso tempo, di prepararsi a rispettare le nuove e stringenti normative europee sulle emissioni, che entreranno in vigore a partire dal 2021. Ecco cosa ci hanno risposto alcuni dei principali brand sul mercato. 

BMW

In BMW, “il passaggio ai nuovi requisiti di legge è stato tenuto in considerazione nella pianificazione di produzione e vendite con largo anticipo. In questo modo siamo in grado di offrire ai nostri clienti la consueta gamma di modelli e motorizzazioni, mantenendo invariati anche i tempi medi di consegna. Il processo di adeguamento al nuovo test per l’omologazione WLTP è avvenuto come pianificato”.

Nuova BMW i3s

“Già oggi oltre 200 modelli della gamma BMW e Mini soddisfano i requisiti sulle emissioni Euro 6d-TEMP, che diventeranno obbligatori solo a partire dal primo settembre 2019. I più recenti motori a benzina e ibridi plug-in sono equipaggiati di serie con il filtro antiparticolato. Per quanto riguarda i motori diesel, da diversi mesi i nuovi modelli sono dotati di un sistema di trattamento delle emissioni altamente efficace e multilivello, che comprende un catalizzatore ad accumulo di NOx e un catalizzatore SCR (Selective Catalytic Reduction)”.

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GRUPPO PSA

Anche per il Gruppo PSA, il passaggio al WLTP ha richiesto “un grandissimo lavoro, da parte di Casa Madre, per riomologare tutte le gamme di veicoli secondo i nuovi standard. Per fare questo è stato necessario anche studiare e approntare una serie di supporti informatici che permettono di calcolare i dati di consumo di carburante ed emissioni CO2, secondo il nuovo ciclo”.

Peugeot 508 Hybrid al Salone di Parigi 2018

Per quanto riguarda le strategie, “il Gruppo PSA aveva già anticipato alcune soluzioni tecniche sulle proprie motorizzazioni. I motori BlueHDi,  già da un paio di anni adottano un efficiente sistema di controllo delle emissioni di NOx. Per quanto riguarda i motori benzina Puretech a iniezione diretta, sono stati adottati per la prima volta dei filtri antiparticolato, simili nel principio a quelli che PSA aveva già adottato da due decenni sui propri  motori HDI”.

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GRUPPO VOLKSWAGEN

Secondo il Gruppo Volkswagen (la strategia è ovviamente comune a tutti i brand, Volkswagen, Audi, Seat e Skoda), “il passaggio dalla normativa con ciclo di prova NEDC al nuovo protocollo comporta la necessità di sottoporre al rinnovato ciclo di test tutte le motorizzazioni presenti in gamma nelle diverse combinazioni di motore, cambio e allestimenti che abbiano un impatto sul consumo”

nuova Volkswagen ID Vizzion

“Gli stringenti limiti futuri in materia di emissione di CO2, ossidi di azoto e particolato comportano un notevole sforzo progettuale e ingegneristico. Il Gruppo Volkswagen è quindi impegnato nella messa a punto delle nuove generazioni di motori. Recentemente Volkswagen ha presentato alcune motorizzazioni già in linea con i futuri standard, tra cui il 2.0 TDI della famiglia EA288 Evo e il 1.5 TGI Evo alimentato a gas naturale. Gli sviluppi tecnologici del Gruppo vedranno una sempre maggiore elettrificazione delle motorizzazioni tradizionali, sia con sistemi Mild-Hybrid a 12 V abbinati a batterie agli ioni di litio, sia a sistemi più complessi con architettura a 48 V. Ovviamente, al continuo sviluppo delle motorizzazioni tradizionali si affianca la ricerca in materia di mobilità elettrica.

HYUNDAI

Anche in casa Hyundai, “l’entrata in vigore del WLTP ha comportato l’adeguamento di tutta la gamma al nuovo standard e ciò ha comportato una riorganizzazione dell’offerta motori che ha visto da un lato l’uscita di scena dei motori diesel di piccola cilindrata (1.1 CRDi e 1.4 CRDi) e dall’altro l’introduzione del sistema 48V mild hybrid accoppiato alla motorizzazione 2.0 CRDi”.

Tra le auto elettriche c'è la Hyundai Ioniq electricIn particolare, “sono stati introdotti nuovi sistemi di trattamento gas di scarico, il sistema SCR (selective catalytic reduction) sulle motorizzazioni Diesel e il GPF (gasoline particulate filter) in quelle benzina a iniezione diretta”.

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INFINITI 

Secondo Infiniti, il processo di omologazione WLTP è “complesso e la verifica di un veicolo richiede molto più tempo rispetto a prima. Inoltre, l’industria nel suo complesso è penalizzata da una situazione a ‘imbuto’ nelle strutture di prova e di amministrazione”.

La Nuova Infiniti Q50 MY 2018

La transazione verso le “zero emissioni” è naturale per rendere la gamma più green. “Essendo un marchio con l’innovazione tecnologica al centro, l’elettrificazione è un naturale passo successivo per Infiniti. Dal 2021, ogni nuovo modello Infiniti presenterà la tecnologia di trasmissione elettrica per migliorare le prestazioni”.

JAGUAR LAND ROVER

Jaguar Land Rover sottolinea che “è stato necessario riomologare tutte le nostre vetture. I modelli e le motorizzazioni erano moltissimi, considerando i due brand del Gruppo, e questo ha richiesto un notevole impegno”. E esborsi globali per ridurre le emissioni dei motori. “Il Gruppo prevede di investire durante questo anno fiscale circa 4,5 milioni di sterline, pari a circa il 12% del fatturato previsto”.

Jaguar I-Pace Salone di Parigi 2018

“La moderna fabbrica di Wolverhampton in UK produrrà presto ulteriori nuove evoluzioni dei nostri motori Ingenium. Nel contempo stiamo diversificando la propulsione della nostra gamma grazie all’introduzione di varianti Plug-in Hybrid, come fatto di recente per Range Rover e Range Rover Sport. L’elettrificazione, che abbraccerà l’intera gamma JLR entro il 2020, comprende poi anche la commercializzazione di vetture totalmente elettriche come la Jaguar I-Pace.

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SUZUKI

In tema di WLTP, Suzuki Motor Corporation ha affrontato il cambiamento delle normative con largo anticipo” e promuovendo “un aggiornamento della gamma e dei motori”.

Suzuki Jimny al Salone di Parigi 2018

Difatti a settembre la Casa ha lanciato nuovo Jimny e nuovo Vitara, dotati rispettivamente di un nuovo 1.5 4 cilindri e due motori 1.0 e 1.4 turbo della famiglia Boosterjet”.

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TOYOTA/LEXUS

Il Gruppo Toyota, infine, ha già definito gli step.Toyota ha provveduto all’adeguamento alla nuova procedura di omologazione WLTP nei tempi previsti. Dal 1° settembre 2018 tutti i modelli passenger car (categoria M1) sono certificati con il nuovo ciclo WLTP. Le varianti dei veicoli commerciali saranno conformi entro il 1 ° settembre 2019″

nuova Toyota Rav4 2019

“Rispetto al 2005 – spiegano dalla Casa – abbiamo ridotto il nostro livello di CO2 del -33%. Siamo sulla buona strada per l’obiettivo di 95 g/km. Con i veicoli Full Hybrid Electric, Plug-in Hybrid Electric, Battery Electric e Fuel Cell Electric Vehicles, Toyota dispone di tutte le tecnologie per raggiungere l’obiettivo”.

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