Era il 23 settembre 1940 quando all’Holabird Ordnance Depot dell’Us Army di Baltimora venne consegnato il primo veicolo dei 70 esemplari richiesti dalle autorità militari americane. Quel veicolo, oggi chiamato BSC o GPV, era l’antenato del fuoristrada che tutti conosciamo.

Alla BSC si ispirò infatti la Willys MA, la prima vettura prodotta dall’omonima azienda Willys Quad. Prototipo costruito nel 1941 per partecipare a una competizione indetta dall’US Army. Il modello si guadagnò ben presto il soprannome di Jeep, diminutivo di General Purpose Vehicle, veicolo per uso generale, perché con la Willys ci si poteva andare ovunque.
Da allora sono trascorsi ben 80 anni, otto decenni che hanno visto Jeep evolversi costantemente, ma senza mai rinunciare alla vocazione da “veicolo generale”, così come testimoniato dalla gamma di ultima generazione 4xe, il primo powertrain 4×4 ibrido.
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LA NUOVA ERA DI JEEP
Non si è mai troppo vecchi e, in procinto di spegnere le 80 candeline, Jeep ha deciso di iniziare una nuova fase della propria storia. Nel 2020 il brand Stellantis ha infatti avviato il processo di elettrificazione, lanciando le nuove Renegade 4xe e Compass 4xe (che abbiamo messo alla prova in un doppio test drive). La strada verso la sostenibilità è stata intrapresa senza remore: da oggi il 4×4 di Jeep esiste solo in versione plug-in hybrid.
Della svolta green del marchio abbiamo parlato, in occasione del lancio italiano della nuova Compass (dove invece ci siamo divertiti con l’off road), con Antonella Bruno, Head of Jeep Brand Europa e Alessandro Grosso, Country Manager Jeep Italia:
CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE
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Tutto si evolve, dunque, ma in modo gattopardiano, cambiando tutto per non cambiare niente. Non se lo può permettere Jeep (e neanche vuol farlo), brand che è diventato sinonimo di un certo tipo di vetture – che appartengano al marchio o meno – e, soprattutto, di un certo modo di concepire l’auto.
Da quel punto di vista, il 2021 è esattamente identico al 1981, al 1996 o al 1975. Una Jeep è sempre una Jeep, sostenibile o no, e chi la compra sogna sempre l’avventura, ovunque si trovi. Così è fin dal 1946…
La prima Jeep civile
La Jeep ha iniziato la propria carriera in divisa mimetica, ma non le ci volle molto tempo per arrivare ai civili. È già nel 1946 che viene lanciata la Willys Wagon, la prima Jeep dedicata alle famiglie, uno spazioso fuoristrada in grado di ospitare fino a 7 passeggeri.

E gli anni ’50 passano così, con una produzione 50/50 tra veicoli militari e vetture domestiche. Tra queste spicca la DJ-3A, soprannominata Dispatcher, “spedizionere”, per il grande successo che ebbe tra postini e corrieri.
