Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo di riforma del Nuovo Codice della Strada, le cui novità principali entreranno progressivamente in vigore con una scadenza complessiva fissata al 1° gennaio 2028.
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Le novità del Codice della Strada
Non è una semplice riforma, ma una riscrittura organica del Codice della Strada, con l’obiettivo di semplificare le norme, eliminare progressivamente i documenti cartacei di guida, introdurre un’unica tabella nazionale per la quantificazione delle multe, e intervenire su numerosi aspetti: dai pedoni, ai ricorsi, al sorpasso a destra. Di seguito i cambiamenti principali, in sintesi.
Sanzioni
Semplificazione drastica: le attuali 82 fasce sanzionatorie verranno accorpate e ridotte a circa 21. Contemporaneamente, le multe diventano a importo variabile (o “modulari”), introducendo un meccanismo che adegua la sanzione al comportamento reale del conducente.
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Viene bloccato l’adeguamento biennale automatico delle multe all’indice Istat e introdotta la possibilità di rateizzare le sanzioni sopra i 200 euro. Novità anche sui ricorsi: l’amministrazione deve spedire il verbale a casa del trasgressore vengono drasticamente accorciati.
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Stretta sui non assicurati con nuove procedure di controllo automatizzato tramite telecamere per individuare e sanzionare chi circola senza copertura Rc Auto, inasprimento delle sanzioni per chi conduce senza i dovuti requisiti autobus o mezzi adibiti al trasporto di scolari o studenti, il recupero delle somme non pagate dagli utenti stranieri e l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane per gli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni.
Patenti di guida
Patente B a 17 anni, a patto di aver effettuato ore di guida certificate e di essere accompagnati da un conducente esperto. Saltano, invece, le limitazioni per gli automobilisti “senior”.
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Viene introdotta la possibilità di conseguire anche la patente C1 già a 17 anni, nell’ambito di percorsi di inserimento e formazione dedicati. Contemporaneamente viene elevato da 68 a 70 anni il limite anagrafico massimo per guidare i mezzi pesanti adibiti al trasporto professionale.
Dematerializzazione
Cancellato l’obbligo di portare con sé la patente e il libretto di circolazione fisici, purché siano disponibili in formato digitale. Le violazioni stradali verranno redatte direttamente in formato digitale dagli agenti, accelerando i tempi di elaborazione.
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Circolazione e sicurezza
Viene introdotto per la prima volta il quadro normativo nazionale che legalizza e disciplina la guida autonoma.
Per i motociclisti obbligo tassativo di guanti certificati e paraschiena per circolare su autostrade e tangenziali. Sconto del 50% sulle multe per chi indossa anche l’airbag in caso di specifiche violazioni. Programma per l’installazione di barriere stradali salva-motociclisti.
Autorizzato il transito provvisorio delle moto in corsia di emergenza in caso di traffico completamente bloccato da incidente. Legalizzato il parcheggio di traverso per le auto ultracompatte.
Obbligo del casco ai minori di 14 anni sulle bici tradizionali e a tutti i conducenti delle nuove e-bike veloci.
Nelle strade a tre o più corsie è consentita la marcia per file parallele. Si possono sfilare a destra i veicoli più lenti, ma resta vietato il “sorpasso” (cambiare corsia da destra a sinistra per poi rientrare).
Il nuovo Codice della Strada vuole introdurre il concetto di distrazione anche per i pedoni, con l’obiettivo di impedire (per quanto possibile) pericolose distrazioni al momento dell’attraversamento, sia sulle strisce che fuori.
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Semplificate le procedure relative al Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE).
Quando entra in vigore il nuovo Codice della Strada
Il nuovo Codice della Strada non entrerà in vigore immediatamente, poiché il testo elaborato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 è un esame preliminare dello schema di decreto legislativo.
Il testo viene trasmesso agli organi consultivi: il Consiglio di Stato, dove i magistrati esaminano il testo per verificare che sia scritto correttamente dal punto di vista legale, e la Conferenza unificata (il tavolo dove il Governo centrale si siede e si confronta direttamente con i rappresentanti delle Regioni, delle Province e dei Comuni), che avranno 30 giorni di tempo per esprimersi.
Successivamente, il testo passa all’esame delle Commissioni di Camera e Senato competenti per materia (come la Commissione Trasporti) dove i parlamentari dispongono di 90 giorni per analizzare il provvedimento e proporre eventuali modifiche.
L’approvazione definitiva è attesa per il 2027. Una volta raccolti i pareri (che non sono vincolanti), il testo tornerà in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo. Il 2027 sarà un anno di transizione e preparazione tecnica, in modo che al 1° gennaio 2028 siano applicabili le nuove regole senza caos o ricorsi di massa.
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