Le statistiche mostrano che più del 90% degli incidenti stradali si verifica nei Paesi in via di sviluppo. In Africa il più alto numero di vittime del traffico stradale, con un allarmante 246.000 morti ogni anno.
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La flotta di veicoli africani è destinata a crescere da quattro a cinque volte entro il 2050 e si stima che circa l’80-90% di questa crescita verrà dall’importazione di veicoli usati. Questo impatterà ancora di più sulla sicurezza, dato che una parte significativa di usato importato non soddisfa gli standard minimi da questo punto di vista.

COSA ESPORTIAMO IN AFRICA
Secondo un rapporto pre-Covid dell’Onu, nel periodo 2015-2018 sono stati esportati in tutto il mondo 14 milioni di veicoli leggeri usati. Circa l’80% è finito nei Paesi a basso e medio reddito, e la metà è arrivato in Africa. Questo è un rischio, perché non si tratta dell’usato garantito che viene offerto (ed è molto ricercato) nei Paesi occidentali, ma di veicoli vecchi, inquinanti, non revisionati, che vengono usati fino alla loro morte naturale.
I RISCHI AMBIENTALI
Dei rischi per la sicurezza abbiamo parlato, ma come non considerare anche la questione dell’inquinamento e del cambiamento climatico? Il settore dei trasporti è responsabile di quasi un quarto delle emissioni globali di gas serra e la pulizia della flotta totale dei veicoli è una priorità per raggiungere gli obiettivi globali e locali sulla qualità dell’aria e sul clima.

Se la C02 è un tema affrontabile solo a livello mondiale, bisogna considerare anche le ricadute più locali di emissioni come il particolato fine (Pm2,5) e gli ossidi di azoto (NOx) che sono le principali cause di inquinamento atmosferico urbano.
NUOVI STANDARD PER L’IMPORTAZIONE DELL’USATO
Il progetto dell’Unep (United Nations Environment Programme) denominato “Safer and Cleaner Used Vehicles for Africa” cerca di facilitare lo sviluppo di politiche sull’esportazione e l’importazione di veicoli usati. L’obiettivo è mettere in atto normative, standard e processi per garantire che l’Africa riceva solo veicoli usati di qualità. Sono attesi benefici per la sicurezza stradale, sia per gli automobilisti che per gli utenti deboli della strada, ma anche per l’ambiente e l’economia. I primi effetti ci sono già stati, visto che a luglio 2022 l’Eac (East African Community) ha adottato l’Euro 4 come standard.

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Il progetto fornisce una piattaforma per i principali esportatori e i Paesi africani importatori con standard minimi richiesti. Un insieme minimo di caratteristiche di sicurezza operativa può portare a una riduzione del 30% della mortalità e della morbilità. Oltre a ridurre gli incidenti mortali, ci saranno anche benefici per la salute di vasta portata attraverso una migliore qualità dell’aria, la mitigazione dei cambiamenti climatici e le opportunità economiche per il continente. Inoltre, il progetto servirà come modello che può essere replicato in altre regioni che affrontano sfide simili affrontando le lacune chiave nei loro sistemi nazionali di sicurezza stradale.
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