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Fleet Magazine n.205

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SOMMARIO

É in distribuzione in questi giorni l’edizione 205 di Fleet Magazine, il numero di settembre 2024 della nostra rivista. In primo piano un tema di strettissima attualità, ossia quello dai Dazi che l’Unione Europea è pronta ad imporre alle auto prodotte in Cina: si tratta di un’arma a doppio taglio?

La produzione, in generale, trova molto spazio nelle nostre pagine. Si va dal tavolo automotive (che dovrà trovare una quadratura sistematica al cerchio degli incentivi) fino allo stretto ed inaspettato legame tra industria automobilistica e quella aerospaziale. Il tutto in un contesto dove l’elettrico fatica a crescere e le città – al contrario – chiedono sempre più incessantemente misure nella direzione dell’ecosostenibilità.

Non a caso, quindi, le vetture protagoniste sono per larga parte elettrificate: dalle novità firmate Omoda e Jaecoo alla Renault Rafale e l’Alfa Romeo Junior elettrica, passando per le “diversamente ibride” Ford Kuga, Peugeot 3008 (protagoniste di due speciali Fleet Manager Test Drive) e Mercedes Classe C 300de Wagon (sotto i riflettori nel “7 giorni con…” di questo mese).

Capitolo interviste: in questo numero abbiamo fatto quattro chiacchiere con Alberto Viano (UnipolRental), Santo Ficili (Stellantis) e Giovanni Buscemi (Polestar). Per chiudere, lo speciale di settembre è dedicato ai Mobility Hub e all’importanza dei broker e del canale indiretto nel noleggio.

DIGITAL EDITION

COLPI DI CALORE

In una Italia mai come quest’anno attanagliata dal caldo africano, il Governo Meloni, in particolare con il suo ministro dello sviluppo economico Adolfo Urso, non ha voluto perder tempo e ha convocato il tavolo automotive il 7 agosto.

Chi ha visto le foto dell’incontro – a cui hanno partecipato rappresentanti di Stellantis, della filiera automotive, delle associazioni datoriali e dei sindacati – avrà certamente notato come la riunione iniziata come da crismi istituzionali con giacche e alcune cravatte, sia proseguita alla stregua del segmento conclusivo di ogni puntata di Sky Calcio Club (per chi lo segue) chiamato appunto “senza giacca”, segno di un momento d’incontro a volte acceso, ma certamente molto costruttivo.

Dove, nelle intenzioni del Governo, c’è la costruzione di un impianto pluriennale e non incentivi una tantum, per svecchiare veramente in direzione green il vetusto parco auto italiano, andando ad aiutare le persone fisiche meno abbienti. E cercando di riportare la produzione in Italia, con l’intenzione del contempo di salvaguardare tutta la filiera auto nostrana.

Una “buona” notizia sottolineata anche da Plinio Vanini, presente al tavolo come vicepresidente di Federauto: “Attendiamo la convocazione dei tavoli tecnici nel prossimo mese di settembre così da avviare prontamente i lavori e definire un set chiaro di misure in grado di garantire certezza ad imprese e cittadini, nell’ambito della transizione energetica”. Sperando che, visto l’estate rovente, non siano stati solo Colpi di calore.

Anche perché, come scrive il nostro Roberto Mazza, la partita politica dei dazi è in pieno svolgimento per un segmento, quello delle auto elettriche che, come riportato da Marina Marzulli, secondo uno studio di Boston Consulting Group, non fanno guadagnare le Case. Anzi. Come disse Marchionne per la prima 500 elettrica, “perdo soldi ogni volta che ne vendo una…”.

Ma per la filiera ci sono anche altre buone notizie, sempre riportate dalla nostra Marina: il mondo auto si compenetra sempre di più con quello dell’aerospazio, due settori d’eccellenza in Italia, con l’aerospazio in grande crescita, dovuto anche ai grandi investimenti per gli eVtol (electric vertical take off and landing…insomma i cosiddetti taxi volati), dove Stellantis ha appena aumentato il suo investimento in Archer di ulteriori 55 milioni di dollari, e che potrebbe trainare il settore automotive.

Insomma si torna da una delle estati più calde di sempre. E non solo meteorologicamente, ma anche per il mondo dei trasporti tutto. Ci aspettiamo un ennesimo anno piene di sfide, dove le decisioni politiche saranno ancora più importanti per dare una direzione alla nostra industria. Sperando che i politici dopo “mi hanno hackerato il profilo”, scusa usata per togliere ogni responsabilità alle vaccate scritte sui social, ora non usino la scusa “è stato un colpo di calore” per quando detto durante l’estate.

Buona lettura

Alberto Vita

CASE AUTOMOBILISTICHE