É in distribuzione in questi giorni l’edizione 207 di Fleet Magazine, il numero di novembre 2024 della nostra rivista. In primo piano la “strada parallela” delle alimentazioni alternative, legate a doppio filo al tema della decarbonizzazione. Focus sulla guida autonoma e sul “Piano Draghi” per il rilancio dell’automotive europea, con una deviazione (piacevole) sulla Guida Michelin 2025 e le nuove Stelle assegnate.
Grande spazio agli eventi, dall’internazionalità del Salone di Parigi ai “nostri” Fleet Manager on the Road e Noleggio & Qualità, dove abbiamo assegnato gli “Oscar del Noleggio”. Capitolo test drive: questo mese abbiamo provato Audi A6 e-Tron, BMW Serie 1, Hyundai Inster, Kia EV3 (in cover) e Skoda Octavia (per il Settegiorni con…).
Insieme ai Fleet Manager siamo saliti a bordo di Hyundai Kona e BMW Serie 5, mentre i FM del mese sono Tiberio e Nicolò Veronesi di Oniverse.
DIGITAL EDITION
IL SEGRETO DI PULCINELLA
La devastazione che ha portato nel tessuto economico del mondo automotive il Dieselgate con tutto quello che ha comportato in seguito, con l’imposizione (o forse, pare, si dice…) della tecnologia solo elettrica per i mezzi su strada (e presto anche nei cieli), e che ha portato lo sbarco in forze dei costruttori cinesi nel Vecchio Continente “era già scritto”.
Lo avevamo – e se me lo permettete, mi ci metto anch’io – detto in tanti: il mercato lo fa… il mercato, non la politica con scelte che non tengono da conto la maturità tecnologica di una tecnologia. Che rimane probabilmente la più perfomante e interessante sulle strade, ma che si porta dietro un ecosistema (e non parlo solo delle colonnine…) e una filiera economica ai quali non siamo pronti. Soprattutto noi italiani. A partire dagli LCV – protagonisti del nostro speciale – che nell’ultimo anno e malgrado lo sforzo di molte Case nostrane (oltre che dei “soliti” cinesi) hanno immatricolato quasi 9 nuovi van su 10… a gasolio. Un “futuro” ai tempi già scritto.
Così come, lo ha detto Luca De Meo, Ceo del Gruppo Renault e Presidente di Acea al recente Salone di Parigi, è “un segreto di Pulcinella” il fatto che “la produzione cinese viene fatta da un sistema economico dirigista” mentre Bruxelles ci chiede “di realizzare auto più economiche del loro con un sistema come il nostro”. Sistema con costi più alti per ragioni di costo del lavoro, delle materie prime e della maggior attenzione all’ambiente. Che ha un costo.
Il quale, per non pagarlo appieno, ci si rivolge proprio agli “invasori” cinesi. Mah. “Un segreto di Pulcinella” è anche quello della trazione franchese del Gruppo Stellantis, che sta abbandonando, per motivi economici ça va sans dire, la produzione in Italia. Segreto che il Rapporto di Mario Draghi “The future of European competitiveness” sull’innovazione e la competitività future europee ha messo nero su bianco. Con la parte sull’automotive che Michele Crisci, presidente Unrae, ha commentato per noi.
Con un solo mantra: non perdere opportunità. Come sembra stia facendo l’economia italiana. Nonostante gli sforzi (vani?) di questo governo di attirare nuovi Costruttori in Italia, di (anche qui forse, pare, si dice…) mettere mano al fisco sulle auto aziendali e, forse qui con qualche speranza in più, di vincere la battaglia in Europa sui Biocarburanti, come ci racconta nel Primo Piano di questo mese la nostra Marina Marzulli, che ci parla di alimentazioni alternative. Per andare oltre l’elettrico. Perché questa “nuova mobilità” non piace poi a molti. E anche questo non “è un segreto di Pulcinella”.
Buona lettura!
Alberto Vita