É in distribuzione in questi giorni l’edizione 211 di Fleet Magazine, il numero di aprile 2025 della nostra rivista. In primo piano gli effetti del nuovo Fringe Benefit per il mondo del Noleggio e delle flotte aziendali, con particolare attenzione alle proroghe contrattuali. Parliamo di mercato e flotte con Alberto Viano (Aniasa), Alfredo Altavilla (BYD) e Stefano Forcato (Volkswagen), mentre Silvia Ronchetti ci racconta la nuova Polestar 4 (in cover).
Capitolo auto: questo mese abbiamo provato Ford Capri, Audi Q5 e Jaecoo 7 Super Hybrid, oltre a Lancia Ypsilon e Mazda CX-80, protagoniste di Fleet Manager Test Drive e Settegiorni con…
Silvia Branca (Tetrapak) è la Fleet Manager del mese, mentre il numero 211 si chiude con lo Speciale Alimentazioni, focus dai motori tradizionali fino all’elettrico e ai carburanti alternativi.
DIGITAL EDITION
MA SONO DEL MESTIERE QUESTI?
Prendo in prestito la famosa frase pronunciata da Luca Medici (Checco Zalone) quando contesta la dirigente che gli propone un assegno per lasciare il posto fisso nel film Quo Vado, per definire il grottesco percorso che il Governo ha fatto durante l’approvazione della recente Legge di Bilancio, che ha portato a definire le nuove aliquote per i fringe benefit delle auto aziendali.
Sconfessando in maniera netta due assiomi che diversi componenti di questo esecutivo avevano sempre sbandierato nei mesi scorsi (e, naturalmente, anche in campagna elettorale): ovvero, la “neutralità tecnologica” per quanto riguarda le motorizzazioni auto e non l’”asservimento a tecnologie straniere come l’elettrico” (cit), a cui si è aggiunto il plug-in.
Due tecnologie che invece le nuove aliquote favoriscono sulle flotte aziendali, penalizzando tutte le altre. In particolare quelle full hybrid su cui un po’ tutta l’industria, seguendo il capofila Toyota, si erano lanciate, seguite da molte flotte aziendali che avevano battezzato questa tecnologia come la più pronta per questa fase di transizione.
Il che ha comportato per le aziende italiane una completa riprogrammazione delle car policy e car list, bloccando nel contempo le nuove immatricolazioni allungando i contratti in essere, come ci ha mirabilmente raccontato Marina Marzulli nel Primo Piano a pagina 6 (collega che è stata anche la Deus ex Machina di una edizione del Pink Motor Day di grandissimo successo. E di altrettante grandi e numerose emozioni, come potete leggere a pagina 18).
Allungamento dei contratti, e molto altro, che ci hanno raccontato anche i molti Fleet manager che abbiamo interpellato in una instant survey sull’argomento presentata al Fleet Motor Day, molti dei quali hanno dovuto necessariamente prevedere pure un aumento delle spese di carburante che, in molti casi, arriva al 30% in più sull’anno prima. Il secondo principio “sconfessato” è che il Governo Meloni non “avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani” (cit.), non aumentando le tasse in alcun modo.
Ma come ci ha raccontato Alberto Viano, presidente di Aniasa, gli alti dirigenti che guideranno auto con emissioni di CO2 di oltre 190 gr/km (supercar e big Suv insomma…) avrebbero un risparmio di 700 euro per sé e altri 400 di contributi Inps per l’azienda, coloro che guideranno auto con emissioni tra 160 e 190 gr/km pagherebbero poco di più rispetto a prima mentre la così detta classe media avrà invece un aggravio di oltre mille euro per il driver e di 600 euro per l’azienda.
E neppure il Fisco farà festa perché secondo stime, “prudenti” dice Viano, vi saranno 80mila auto immatricolate in meno nel 2025, pari al 5% del mercato auto totale, per un minor incasso per l’Agenzia delle entrate di circa 120/130 milioni di euro. Insomma, “ma sono del mestiere questi?”.
Buona lettura!
Alberto Vita