QUALCOSA È CAMBIATO…
Oltre alla presidenza di Aniasa, che ha visto il passaggio di consegne alla guida dell’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, della Sharing mobility e dell’Automotive digital da Alberto Viano a Italo Folonari, che noi abbiamo prontamente intervistato, e che ci ha raccontato tutto quello che vuole – o vorrebbe – cambiare, per il settore Auto quest’anno sembra che il vento stia cambiando. Per davvero.
Forse anche a causa del voto comunitario sul 2035 – si è passati dal vietare la vendita di nuove auto a benzina e a una riduzione del 90% delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 2021, aprendo la strada a veicoli a emissioni zero (elettrici, idrogeno) e ibridi che usano bio-carburanti o sintetici, al recente Salone di Bruxelles non si è visto la “solita” – nei Saloni passati – offensiva di modelli solo elettrici, soprattutto provenienti dalla Cina. Ma una proposta variegata, che comprende anche modelli diesel, a benzina naturalmente, e con la quasi totalità elettrificata.
Con la spina di seconda (o terza) generazione – vedi ad esempio gli Erev, gli Extended Range Electric Vehicle – di grande interesse, naturalmente, per il mondo flotte italiano, visto i nuovi fringe benefit introdotti lo scorso anno, ma anche con interessanti full o mild hybrid. Auto a gasolio in Italia penalizzate dai fringe benefit con la Legge di bilancio dello scorso anno e… anche da quella di quest’anno, visto che è stata anticipato l’allineamento delle accise di benzina e gasolio, un processo annunciato da anni ma che il documento economico ha anticipato in modo significativo rispetto al percorso quinquennale stabilito dal decreto legislativo dello scorso marzo. E che quindi vede in quasi tutte le stazioni di rifornimento i prezzi del gasolio più alti rispetto a quelli della benzina.
Con grandi preoccupazioni per chi ha in flotta auto ma, soprattutto, furgoni diesel, visto che solo le imprese di trasporto che operano con mezzi pesanti oltre le 7,5 tonnellate e di categoria Euro 5 o superiore, vedono compensato l’aumento dell’accisa da un rimborso trimestrale. Un bel cambio insomma…
Un altro cambio è quello in atto da anni sul consolidamento del settore del Noleggio a Lungo Termine, che, come raccontiamo nel consueto Speciale Case che occupa quasi la metà di questo numero, è sempre più importante per le nuove immatricolazioni. Consolidamento che vede Arval “conquistare” Athlon, riducendo così, dopo l’unione tra ALD Automotive e LeasePlan a livello internazionale, e quello tra Sifà e UnipolRental in Italia, il mercato Nlt.
Una preoccupazione per i Fleet Manager? E per le Case? Ma attenzione: i concessionari, alcuni dei quali con le spalle sempre più larghe dopo anni di difficoltà del mercato, si stanno attrezzando per gestire non solo operativamente ma anche finanziariamente le flotte sul territorio. Un ennesimo cambio di mercato da parte degli intermediari?
Infine un cambio che, forse, non c’è stato e che, forse, ci sarà. Ovvero quello in seno alle aziende italiane per quanto riguarda l’integrazione della figura (o degli uffici) che si occupano di Travel management e di Fleet management, tema sviscerato nel nostro evento pre-natalizio con la partecipazione delle due community che ci seguono, ovvero l’associazione Best Mobility e il tavolo di lavoro BT Lounge, Let’s Run Togheter (a pagina 10).
Momento che ha visto presentare una ricerca che parlava proprio dell’integrazione nelle aziende di questi due ruoli… ma di ben dieci anni fa. Un decennio in cui solo in alcune realtà (mi viene in mente Intesa SanPaolo, con Antonio Ceschia, guarda caso presidente di BT Lounge, a guidare da più di dieci anni un ufficio che riunisce i due servizi. Ma anche Edison o Siemens o, nelle mere figure, a Laura Campodonico di ERG…) questa integrazione c’è stata o si è pensato di farla.
Qualcosa quindi, anche in questo senso, cambierà? Buona Lettura!
Alberto Vita (vicedirettore di Fleet Magazine)