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È in arrivo una nuova crisi dei chip? I rischi per l’automotive dopo il caso Nexperia

È in arrivo una nuova crisi dei chip? I rischi per l’automotive dopo il caso Nexperia
I produttori automotive di Europa e Stati Uniti temono una nuova crisi dei chip, con rischio di stop alla produzione. La “colpa” è di Nexperia.

IN QUESTO ARTICOLO

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ha l’industria automotive europea tra le vittime collaterali. Il 29 settembre scorso, il Bureau of Industry and Security degli States ha stilato la Us Entry List, una serie di compagnie cui è vietato esportare prodotti di fabbricazione statunitense. Si tratta, per lo più, di compagnie cinese. Pechino ha risposto vietando l’esportazione in America di determinati prodotti. E in questa battaglia è coinvolta Nexperia, tra le principali produttrici di componenti automotive che servono i costruttori europei.

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Il caso Nexperia

Il 30 settembre 2025 il governo olandese ha assunto il controllo di Nexperia, azienda cinese con sedi in Europa che si occupa della produzione di microchip. L’Olanda ha fatto ricorso a una legge risalente alla Guerra Fredda, che permette di nazionalizzare un’azienda in casa di “grave carenza nella governance”. Il timore era che, a causa dello scontro con gli Usa, i chip Nexperia potessero diventare in breve tempo indisponibili, causando grave danno all’industria europea.

Nexperia è di proprietà del gruppo cinese Wingtech, ma ha sede nei Paesi Bassi. Possiede siti di assemblaggio in Cina, Malesia, Filippine, Germania e Regno Unito. Produce chip e semiconduttori fondamentali per la produzione di veicoli. Ogni vettura ne possiede centinaia: servono, ad esempio, a far funzionare gli interruttori e i comandi del volante. Il mercato automotive copre il 60% delle entrate di Nexperia.

Di fronte alla presa di controllo olandese, Wingtech ha interpellato il governo di Pechino, dichiarando l’intenzione di agire in difesa dei propri diritti, parlando di “un tentativo da parte olandese di espandere il concetto di sicurezza nazionale e di interferire direttamente negli affari interni delle imprese”. Il ministero del Commercio cinese ha disposto come ritorsione il divieto all’azienda di esportare in Europa i prodotti realizzati in Cina.

Il rischio per l’automotive europea

Nexperia ha così comunicato ai costruttori di auto europei che tale sequenza di eventi l’ha resa “non più in grado di garantire la consegna dei loro chip alla filiera automobilistica”. Acea, l’associazione dei costruttori automobilistici europei, si è dichiarata “profondamente preoccupata per le potenziali significative turbolenze per la produzione di veicoli in Europa qualora l’interruzione delle forniture di chip Nexperia non potesse essere risolta immediatamente”.

Le scorte di chip del Vecchio Continente potrebbe esaurirsi nel giro di poche settimane e, a quel punto, si potrebbe essere costretti a interrompere la produzione. Lo stesso allarme è stato lanciato dall’Alleanza per l’innovazione nell’automotive degli Usa: “Se le spedizioni dei chip per automobili non riprenderanno rapidamente, ciò causerà un’interruzione della produzione automobilistica negli Stati Uniti e in molti altri paesi, con ripercussioni anche su altri settori industriali”.

 

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